Il paddock di Suzuka accoglie una Ferrari intrappolata in una sorta di limbo: finora la SF-26 si è dimostrata la seconda miglior monoposto dello schieramento, ma non sufficientemente veloce per impensierire davvero l’attuale Mercedes. Nonostante un inizio di stagione solido, con due podi in altrettante gare, l’atmosfera nel box del Cavallino Rampante è dunque di estrema cautela. Charles Leclerc, protagonista della conferenza stampa del giovedì, ha tracciato un bilancio che va ben oltre l’introduzione al weekend del GP Giappone, addentrandosi nelle questioni tecniche e filosofiche di una F1 che, nel 2026, ha cambiato pelle per via dei nuovi regolamenti.
Il monegasco è stato sincero circa il confronto con i rivali: “Siamo in una posizione che definirei ‘discreta’, ma ovviamente non siamo qui solo per raccogliere podi. Il nostro obiettivo è vincere le gare, il che al momento appare molto difficile perché la Mercedes è a un livello altissimo”. Secondo il numero 16, la stagione sarà una vera e propria guerra di nervi e di logistica: “Questo campionato riguarderà esclusivamente lo sviluppo e gli aggiornamenti che ogni team riuscirà a portare. A Maranello stanno lavorando sodo per anticipare i tempi, ma sono certo che i nostri avversari non siano in vacanza. Sarà dura”.
La sfida alla Mercedes: “L’unica chance è infastidirli nei primi giri”
Uno dei punti più discussi di questo inizio 2026 è il reale distacco tra le Frecce d’Argento e la SF-26. Se in pista i duelli ravvicinati nella prima metà dei gran premi fin qui disputati hanno dato l’illusione di un certo equilibrio, Leclerc riporta tutti sulla terra con un’analisi dei dati. “Non credo che il gap sia così ridotto come la gente pensa”, ha spiegato Charles. “Nelle prime gare abbiamo visto molti duelli, il che è fantastico per lo spettacolo, ma queste auto sono estremamente sensibili. Se non sei in una condizione ottimale, perdi una quantità enorme di tempo sul giro”.

Il vantaggio della Mercedes emerge chiaramente quando la lotta corpo a corpo finisce: “La nostra unica chance per stare con loro è infastidirli nei primi giri, ma non appena trovano aria libera mostrano il loro vero passo. Penso che ci siano ancora quei quattro o cinque decimi di svantaggio che abbiamo visto finora. È un distacco significativo, che deriva in gran parte dalla Power Unit: al momento ci manca sia l’ottimizzazione dell’energia che la potenza pura rispetto a loro. Il telaio, invece, è molto forte, ed è probabilmente il nostro punto di forza attuale”.
I nuovi sorpassi: “Un gioco di astuzia tattica”
Leclerc ha poi affrontato il tema dei sorpassi, Analogamente a quanto dichiarato a Suzuka da Lewis Hamilton, Charles ha voluto spezzare una lancia a favore di questo nuovo DNA. “Ero molto scettico all’inizio dell’anno. Dopo i test avevo aspettative piuttosto basse sulla qualità della competizione, ma sono stato sorpreso positivamente. Almeno per noi che lottiamo davanti, è molto più divertente di quanto pensassi”.

Il pilota della Ferrari ha spiegato la meccanica che rende possibili queste battaglie: “Alcuni sorpassi sono artificiali, come accadeva col DRS, ma molti altri sono al limite. Il fatto è che quando esci dalla finestra ottimale della batteria perdi tantissimo tempo, e questo ricompatta le auto. Inoltre, chi segue ricarica più energia di chi sta davanti: queste due cose rendono difficilissimo scappare via una volta che sei in lotta. In Australia e Shanghai mi sono divertito molto di più di quanto immaginassi; è un gioco di astuzia tattica che non vedevamo da anni in testa al gruppo”.
La qualifica: una questione di software più che di abilità del pilota
Se l’andamento delle gare viene promosso da Leclerc, la qualifica riceve una bocciatura quasi totale. Il problema risiede nell’eccessiva gestione dell’energia rispetto alla sensibilità del pilota. Charles ha riportato un esempio emblematico di quanto accaduto durante la Sprint Qualifying in Cina, un episodio che lo ha lasciato profondamente amareggiato: “Ero molto, molto frustrato. Per un piccolissimo rilascio dell’acceleratore in Curva 9, qualcosa come il 2 o 3% di gas, praticamente una vibrazione del piede, il sistema ha ricalcolato tutta l’erogazione e ho perso mezzo secondo sul dritto successivo“.

Leclerc ha poi aggiunto: “È assurdo perdere così tanto tempo per un dettaglio del genere in Q3. In passato, la qualifica era spingere ‘flat-out’ dall’inizio alla fine; oggi è più una questione di gestire tutto correttamente. Se provi a fare qualcosa di diverso, qualcosa che non avevi mai fatto prima per cercare il limite, l’auto cerca di adattarsi e finisci per perdere più di quanto guadagni. Questo è il problema più grande: vorrei che la potenza fosse più nelle mani dei piloti che in quelle del codice del computer”.
Suzuka e il rischio di perdere l’anima
Il timore di Leclerc è che questa gestione esasperata dell’energia possa rovinare l’esperienza di guida su un circuito leggendario come Suzuka. Curve come quelle che compongono lo “snake” iniziale o la sequenza delle Degner (8 e 9) sono il tempio della velocità pura, ma i nuovi regolamenti rischiano di trasformarle in zone di “risparmio”. Per cercare di limitare questo pericolo la FIA, in accordo con i team e i piloti, ha deciso che la ricarica massima di energia consentita per le qualifiche di questo weekend sia ridotta da 9,0 MJ a 8,0 MJ riducendone il peso specifico.

“Nel simulatore, prima che arrivassero le ultime modifiche alle regole, il feedback era preoccupante”, ha rivelato Charles. “Le curve 8 e 9 non erano più curve da affrontare all’attacco, ma solo zone di gestione energetica. Sarebbe un peccato perdere il carattere di Suzuka, ciò che la rende così speciale. Fortunatamente, i cambiamenti apportati di recente dalla FIA vanno nella giusta direzione e spero che domani, una volta in pista, sentiremo di nuovo il piacere di spingere al limite. Non credo che saremo limitati dalla potenza nelle esse, ma di certo il primo settore in qualifica sarà meno eccitante dell’anno scorso. Tuttavia, se questo è il prezzo da pagare per avere gare così movimentate, credo che il bilancio per lo sport rimanga positivo”.
La sfida dello sviluppo: Ferrari può battere Mercedes?
In chiusura, Leclerc ha guardato al lungo termine. Nonostante il vantaggio tecnico della Mercedes, il monegasco crede fermamente che la partita non sia ancora chiusa, puntando tutto sulla capacità di reazione di Maranello. “Siamo ancora molto all’inizio della stagione, quindi sì, credo sia possibile batterli. È una sfida enorme? Assolutamente sì. Mercedes non si rilasserà, ma noi abbiamo un quadro chiaro delle caratteristiche dell’auto da migliorare. L’ottimizzazione della Power Unit è il punto dove soffriamo di più, ma la base del telaio è solida. Dobbiamo solo essere metodici, non cercare di strafare e portare i pezzi giusti al momento giusto”.



