In casa Ferrari c’è un uomo più di tutti gli altri chiamato a interpretare le speranze e le ambizioni del Cavallino Rampante: Charles Leclerc. Il monegasco si appresta ad affrontare una stagione di profondo rinnovamento tecnico con il sogno dichiarato di lottare per ciò che rappresenta il suo più grande desiderio, ovvero il titolo iridato con la Rossa. In una lunga intervista concessa ad Autosprint, il pilota della SF-26 ha fatto il punto della situazione a pochi giorni dal via del mondiale, toccando i temi più caldi di questa vigilia.
Prudenza nei pronostici: il “gioco a nascondino” dei rivali
Il percorso di Leclerc in Ferrari è stato una crescita costante, che lo ha portato dal ruolo di giovane promessa nel 2019 a quello di pilastro tecnico ed emotivo del team. “La mia ambizione è sempre stata quella di vincere il campionato del mondo con la Scuderia Ferrari. È una sensazione molto forte e mi accompagnerà finché non ci riusciremo”, ha esordito Leclerc. “All’inizio della mia avventura a Maranello ero poco più di un esordiente. Oggi vedo la squadra da una prospettiva diversa. Penso di essere maturato, ma ci sono ancora molte cose che voglio migliorare, anche se sono dettagli. Lavoro costantemente su me stesso per alzare il mio livello”.

Nonostante l’entusiasmo per il nuovo ciclo tecnico, Leclerc non cede a facili proclami, consapevole che i test invernali nascondono spesso le vere gerarchie: “L’anno della Ferrari? Sarebbe un sogno, ma è troppo presto per fare previsioni, soprattutto perché non conosciamo il potenziale dei nostri rivali. Non sappiamo chi sia davvero in testa al momento. Mercedes, McLaren e Red Bull sembrano già ben preparate e molto competitive. Ho l’impressione che le quattro squadre che si sono recentemente contese il campionato siano piuttosto vicine, ma la Mercedes potrebbe avere un leggero vantaggio, e anche la Red Bull sembra un pochino sopra”.
Leclerc: “Il 2026 è un’opportunità per tutta la squadra”
Il reset regolamentare del 2026 rappresenta però il “foglio bianco” ideale per lasciarsi alle spalle le ombre del 2025. Per Leclerc, questo cambio di paradigma non è un salto nel buio, ma un’occasione d’oro: “Il 2026 non è un rischio ma è un’opportunità. C’è stato un grande lavoro per farci trovare pronti a questa nuova sfida. Per questo motivo, non vedo l’ora di capire come ci posizioniamo”, ha spiegato. “Quello sarà il punto di partenza per tutti, chi partirà in vantaggio ne trarrà un grosso beneficio per i prossimi quattro anni. Non è mai semplice coprire un gap nei confronti di rivali che lavorano continuamente per migliorarsi. Ripartire tutti da zero è una cosa positiva perché crea un’opportunità per gli ingegneri di focalizzarsi su un progetto completamente nuovo e ragionare al di fuori degli schemi che si erano creati nel precedente ciclo regolamentare. Questa cosa è super interessante e lascia spazio ai tecnici per esprimere la loro creatività”. Il riferimento va, oltre ad un discorso più generale, inevitabilmente anche alle due novità tecniche viste nei test: l’ala posizionata dietro lo scarico e l’inedito sistema di apertura del flap posteriore.

Parlando delle prime sensazioni sulla nuova monoposto, il ferrarista ha confermato un cambiamento radicale nelle prestazioni e nella guidabilità, avvertendo un delta importante in ogni curva e in trazione: “È troppo presto per giudicare il nuovo regolamento. Aspettiamo le prime gare prima di discuterne. Per quel che invece concerne le differenze, queste sono enormi. C’è meno carico, ma nelle curve lente la macchina è molto più agile e leggera. La potenza in uscita di curva è tanta. C’è anche il nuovo sistema di gestione delle ali, che ci dà una bella spinta sul dritto. Rovescio della medaglia, nelle curve veloci la velocità è un poco più bassa”.
Le partenze della SF-26
Con monoposto così nervose e una gestione della Power Unit più complessa, il fattore umano tornerà a essere discriminante:: “Il piede servirà quanto prima, mentre la testa di un pilota conterà più di prima. Penso che i fattori che fanno la differenza non cambieranno e che il piede conterà sempre molto. Per quel che si è visto in pista, non ci sono sorprese. Ci sono piloti che usano marce più basse per cercare di ricaricare di più la batteria, ma questo era ampiamente atteso“. Leclerc non crede che il cambio regolamentare possa stravolgere i valori tra piloti esperti e rookie: “No, non penso, perché un pilota bravo ha il dovere di trovare comunque la performance. La differenza di velocità non è così ampia e bisogna comunque arrivare al limite della macchina”.

Infine, un passaggio cruciale sulla gestione della partenza, un’area che potrebbe rimescolare i valori in campo a Melbourne. Leclerc ha spiegato che in Ferrari avevano capito fin da subito quanto fosse importante questo aspetto con il nuovo regolamento, tanto da averci lavorato sin dalle prime fasi del progetto: “Dal lato nostro è una cosa che abbiamo preso in considerazione sin dall’inizio, da quando abbiamo iniziato a focalizzarci su questo nuovo regolamento. Lo start per non sembra un’area critica per noi”.



