La Haas sta crescendo. E Oliver Bearman ne è il simbolo più evidente. Dopo un 2025 fatto di lampi, errori e momenti di apprendimento, il britannico sembra aver iniziato il 2026 su un altro livello. “Davvero impressionante”, ammette candidamente il suo team principal, Ayao Komatsu. “Ma, a essere onesti, abbiamo fissato un obiettivo molto alto per Ollie, perché migliora ogni volta. Il modo in cui riesce a imparare e migliorare così rapidamente è parte di ciò che lo rende incredibile. Ha sempre avuto una velocità impressionante, su questo non c’è mai stato dubbio. Ma il motivo per cui sono così entusiasta è che non vedo un suo limite”.
Una dichiarazione carica di significato, perché in Formula 1 i team principal evitano quasi sempre di esporsi così tanto su un giovane. Komatsu invece lo fa, e con convinzione. Non si limita a elogiare la rapidità sul giro secco o il talento naturale: insiste soprattutto sulla crescente completezza del pilota, sulla sua capacità di assorbire informazioni, lavorare con gli ingegneri, migliorare fuori dalla pista oltre che in pista.

In questo senso, Bearman sta diventando il perno sportivo attorno a cui costruire il presente. I numeri del suo avvio stagionale parlano da soli: i suoi risultati hanno spinto la squadra ai vertici del gruppo di centro classifica e il confronto diretto con Ocon, almeno in questa prima fase, lo vede davanti. Anche per questo il team principal giapponese continua a ribadire che il suo compito non è preoccuparsi di un eventuale futuro richiamo Ferrari, ma massimizzare ciò che Bearman può dare oggi alla Haas.
Non solo Bearman, Komatsu: “Ocon non lascia nulla al caso”
L’altra faccia del box è quella di Esteban Ocon, profilo molto diverso, scelto da Komatsu per ragioni precise: esperienza, fame, metodo, capacità di lavoro.
“Il motivo per cui volevo Esteban era la sua etica del lavoro”, ha spiegato il giapponese. “È chiaramente molto veloce quando ha una macchina che gli piace. È un pilota di qualità dimostrata, vincitore di gare, da tanti anni in Formula 1. E sapevo che non lascia nulla di intentato”.
Komatsu però non nasconde le difficoltà incontrate dal francese, in particolare su un aspetto delicatissimo: la frenata. “Ogni volta che soffriva davvero in qualifica, il problema erano i freni”, ha detto. “Se non ha fiducia in frenata, non riesce a spingere abbastanza. Non può guidare attorno al problema”.
È una chiave utile anche per leggere il confronto interno con Bearman. Ocon non è stato affatto bocciato, ma è sembrato fin qui più sensibile ad alcune imperfezioni del pacchetto. In gara, dove si frena meno al limite, il problema si attenua; in qualifica, invece, basta poco per perdere terreno. Per la Haas, sbloccare con continuità il miglior Ocon significherebbe alzare ancora il proprio soffitto prestazionale.



