Ayrton Senna, Michael Schumacher, Kimi Antonelli: la lista di piloti capaci di ottenere le loro prime tre Pole Position consecutivamente si ferma qui. All’italiano è bastato un solo giro in Q3 per battere una superlativa Red Bull e una buona Ferrari, a cui manca sempre uno step considerevole di potenza per battersi alla pari con i diretti rivali. Pur senza aggiornamenti, Mercedes si ritrova in Pole per la quarta volta consecutiva per iniziare la stagione anche grazie a condizioni di vento che hanno permesso di massimizzare il vantaggio motoristico rispetto a Red Bull e Ferrari – e quello di drag nel confronto con McLaren. Le due MCL40 si sono sciolte nel caldo pomeriggio di Miami, peggiorando nelle sezioni veloci e pagando cara la resistenza all’avanzamento in eccesso. Con la dichiarazione del “Rain Hazard” e il conseguente spostamento dell’orario di partenza alle 13 locali (19 italiane), saranno permesse alcune modifiche agli assetti delle vetture in parco chiuso.
Ferrari: la ‘macarena’ ha aiutato a limitare il deficit ma senza l’ADUO i weekend sono in piena salita
Quella di Miami è stata la miglior qualifica dell’anno in termini di distacco globale da Mercedes: il pacchetto che ha debuttato in Florida ha consentito di fare un passo in avanti non trascurabile in qualifica, ma il deficit rimane evidente. Nelle prime tre gare il ritardo dalla vettura di riferimento si era attestato intorno al mezzo secondo, e grazie agli aggiornamenti introdotti, c’è stato un miglioramento di poco oltre tre decimi analizzando la sessione a 360°. L’ala ‘macarena’ ha consentito di tagliare la perdita negli allunghi di qualche decimo, ma pesano fortemente i 30 cavalli di differenza tra l’endotermico di Brixworth e quello sviluppato a Maranello. “Gli altri arrivano in Q3 con un’altra marcia ed è sempre così da inizio anno, e per adesso noi non abbiamo questa marcia in più”, ha analizzato Leclerc. I dati certificano che il distacco motoristico da Mercedes (e Antonelli) è rimasto pressoché invariato tra Q2 e Q3, segno che è anche dalla gestione degli pneumatici che manca qualcosa: anche nella qualifica di ieri sono mancati un paio di decimi di miglioramento nell’ultima sessione rispetto a Mercedes e McLaren.

L’analisi della telemetria rivela un approccio diverso nelle impostazioni meccaniche e nella gestione dell’energia elettrica: la SF-26 di sabato è stata più competitiva nel tortuoso tratto centrale del circuito – dove Leclerc ha guadagnato più di due decimi sul suo giro in Sprint Qualifying – sacrificando leggermente la competitività nella sezione più veloce del circuito, ovvero lo Snake del primo settore. Questo può spiegare le diverse sensazioni dei due piloti in rosso con una vettura meno puntata sull’asse anteriore: “Il feeling con la vettura è peggiorato un po’ rispetto a ieri, quindi su quello abbiamo perso su di noi”, le sensazioni di Leclerc dopo le qualifiche ufficiali. L’eventuale scelta di avere un posteriore più stabile potrebbe garantire vantaggi nel bilanciamento a macchina più pesante, un fondamentale che ha messo in difficoltà i ferraristi nella Sprint. In generale, Ferrari si è confermata il riferimento nelle curve – come lo era stato nelle prime tre gare. Nella gestione dell’ERS, Ferrari e McLaren (che venerdì avevano scelto una strada comune) si sono allontanate entrambe da questo approccio: gli ingegneri di Maranello e Woking hanno optato per una gestione più conservativa dei megajoule a disposizione nel tratto che precede lo Snake, per sfruttare una velocità massima più alta (+3 km/h per Leclerc) nel rettilineo del secondo settore. Curiosamente, Mercedes ha percorso la strada opposta e più di metà dei quattro decimi guadagnati su Ferrari nei rettilinei nascono proprio nell’allungo tra curva 3 e 4.

In vista della gara di oggi, sarà possibile intervenire sui parametri di altezza da terra e conformazione delle ali per motivi di sicurezza. In condizioni di bassa aderenza o scarsa visibilità, il direttore di gara potrà scegliere di disabilitare l’Overtake Mode e il Driver Adjustable Bodywork (aerodinamica attiva), in favore di un’attivazione parziale. Nel caso del GP di Miami, l’attivazione parziale consentirebbe di modificare l’incidenza della sola ala anteriore sul rettilineo di partenza e quello del terzo settore. “Le ho guidate (in condizioni di bagnato) a Barcellona. Credo che quel giorno fossimo solo io e Charles a guidare, quindi sì, era piuttosto solitario e piuttosto impegnativa. Non sarà facile”, ha commentato Max Verstappen sulla possibilità di ritrovare le condizioni di bagnato in gara. A inizio settimana, Leclerc aveva espresso dubbi sulla possibilità di avere velocità inaspettate nei rettilinei senza riuscire a vedere le vetture davanti.
Stupisce Red Bull: aero e riduzione peso insieme all’ottima PU, mentre deludono Russell e le McLaren
L’indiscussa sorpresa del fine settimana è Red Bull: le difficoltà dei primi tre weekend avevano relegato Verstappen e Hadjar in una lotta serrata per le ultime posizioni in zona punti con Alpine e Haas. Le modifiche ad ala anteriore, sidepod inlet e cofano motore, fondo, corner ruota e ala posteriore hanno permesso di fare chiari passi in avanti anche grazie a una riduzione del peso. Adesso i chili in eccesso sono stati dimezzati con un guadagno diretto di due decimi. Prestazionalmente, il sabato di Miami si è vista una RB22 7/8 decimi migliore rispetto alla sua versione iniziale di Melbourne – Suzuka, ma sono attese alcune conferme. “Mi sento molto più sicuro e non mi sembra più di essere un semplice passeggero in macchina. Questo era già abbastanza evidente ieri. E poi penso che oggi la Sprint non sia andata male”, l’analisi di Verstappen. La natura power limited del tracciato americano sicuramente esalta le doti del pacchetto di Milton Keynes, che già a Melbourne aveva ben figurato ottenendo la terza posizione in qualifica con Isack Hadjar, squalificato dopo le qualifiche di ieri per un infrazione del regolamento tecnico riguardante i volumi del fondo. Il miglioramento effettivo può essere stimato intorno al mezzo secondo (o poco più), ma serviranno conferme su tracciati meno sensibili alla potenza pura. A Miami il tempo perso si concentra nelle sezioni ad alta velocità, dove alla RB22 manca carico per pareggiare i top, Al contrario, la perdita motoristica da Mercedes si è fermata a un decimo: convalidato l’ottimo lavoro della sezione RBPT, ma anche un ottimo passo avanti grazie all’ala reverse introdotta qui.

Nella Sprint Race, il passo di Verstappen è stato ottimo una volta che è riuscito a liberarsi della scomoda presenza di Hamilton: nella seconda parte della garetta, l’olandese ha quasi pareggiato il ritmo di Antonelli e ha ‘pagato’ solo un decimo di ritardo da Leclerc, mentre il distacco da McLaren si è stabilizzato nell’ordine dei tre decimi. I grossi passi avanti fatti da Mercedes tra Sprint Race e Qualifiche, insieme alla posizione favorevole di Kimi in griglia, potranno essere due fattori importanti per ribaltare le gerarchie viste sabato mattina. Ovviamente, manca all’appello il grande favorito: Russell sta perdendo il confronto in qualifica per 1-3 e subisce un ritardo medio di un decimo e mezzo. “Non è proprio un motivo di grande preoccupazione [il gap da Kimi], è solo che so che per me è davvero una sfida: scarsa aderenza, temperature altissime”, ha spiegato l’inglese; la differenza con il compagno nasce spesso dai tratti a bassa velocità. Il trend positivo di Antonelli, iniziato la scorsa estate tra Budapest e Spa, non si è fermato e adesso l’italiano sta vivendo un ottimo momento. Solo due piloti – Mika Hakkinen e Damon Hill – sono riusciti a vincere le prime tre gare in carriera consecutivamente. Il neo più grande rimangono le partenze, insieme ad alcune naturali inesperienze di gestione della gara, ma non ci sono sostituti alla velocità pura.

La grande assente è la dominatrice della Sprint di sabato: Norris e Piastri hanno perso diversi decimi tra venerdì e sabato nel giro secco; la MCL40 ha perso ulteriore prestazione nello Snake veloce, unico punto debole in Sprint Qualifying, e non ha fatto un passo avanti significativo nelle curve a bassa velocità. Non è da escludere un compromesso orientato verso le condizioni che le squadre troveranno oggi. Inoltre, il vento ha messo a nudo uno dei punti deboli della monoposto di Woking: l’eccessiva resistenza all’avanzamento è costata un paio di decimi rispetto a Mercedes. “Abbiamo apportato il primo importante aggiornamento alla vettura e abbiamo riscontrato un miglioramento della nostra competitività. È un segnale promettente, considerando che nella prossima gara a Montreal ci attendono ulteriori aggiornamenti”, ha commentato il TP di McLaren, felice dei progressi più che del risultato. Come sempre, la partenza può essere cruciale per dettare il tono della prima parte di gara: in prima fila ci sono i due top team che faticano di più con le partenze, come si è visto ieri, mentre Leclerc e Norris sono pronti a sfruttare qualsiasi occasione dalla seconda fila.



