La nuova era della IndyCar prende forma. La serie statunitense ha svelato i primi dettagli della vettura che debutterà nel 2028, un progetto sviluppato con Dallara e altri nuovi partners, spinti insieme alla serie dall’obiettivo di migliorare le prestazioni, aumentare lo spettacolo e offrire ai piloti una monoposto più efficiente sotto ogni aspetto. L’attuale IR-18, in pista dal 2012 e passata per vari aerokit, andrà in pensione dopo sedici stagioni
MENO PESO, CILINDRATA MAGGIORE E NUOVO SISTEMA IBRIDO
Uno degli interventi più significativi riguarda il peso complessivo della vettura, che sarà ridotto di circa 45 kg rispetto all’attuale Dallara DW12. Un alleggerimento importante che contribuirà a migliorare accelerazione, frenata e agilità, rendendo le IndyCar ancora più reattive.
Sul fronte della power unit, Honda e Chevrolet continueranno a essere i due costruttori impegnati nel campionato, sviluppando i nuovi motori V6 biturbo da 2.4 litri. Un progetto atteso da anni, capace di raggiungere una potenza di circa 760 cavalli e rappresentando un passo avanti rispetto all’attuale configurazione. I motori da 2.4 litri avrebbero dovuto debuttare già nel 2024 con l’esordio dell’ibrido, ma per motivi di costi e forniture la IndyCar ha deciso di posticiparli, abbinando la cubatura maggiorata alla nuova macchina.
Anche il sistema ibrido sarà profondamente evoluto. L’unità elettrica manterrà la stessa posizione, collocata tra il motore endotermico e il cambio, ma sarà quasi 10 kg più leggera, offrirà una maggiore potenza e consentirà ai team di gestire differenti strategie di erogazione dell’energia durante la gara.
ARRIVA BOLD: PEDRIGREE RICCO TRA F1 E INGEGNERIA AEROSPAZIALE
Una delle principali novità è rappresentata dall’Energy Storage System (ESS). Le nuove batterie saranno sviluppate da BOLD, azienda con sede principale in Spagna, una presenza operativa anche in Michigan e un’esperienza vastissima tra F1 e ingegneria aerospaziale. Il passaggio dagli attuali super condensatori alle nuove batterie permetterà un enorme salto tecnologico: la capacità di accumulo dell’energia sarà infatti 14 volte superiore, ampliando sensibilmente le possibilità di utilizzo del sistema ibrido sia in qualifica sia in gara.
The next chapter of IndyCar racing starts here! 🏁 The IR-28 design marks an exciting new era of innovation and performance, and we’re proud to help shape the future! pic.twitter.com/t5h8CH0amK
— Honda Racing US (@HondaRacing_US) July 28, 2026
AERODINAMICA TUTTA NUOVA, PREVISTI RECORD A INDIANAPOLIS
Importanti cambiamenti interesseranno anche l’aerodinamica. Il nuovo pacchetto, sempre diviso tra ovali e cittadini/permanenti, è stato progettato con una filosofia completamente differente, privilegiando l’efficienza e la capacità delle monoposto di seguirsi da vicino senza perdere carico aerodinamico. Un aspetto fondamentale per migliorare la qualità dei duelli, rendendo quanto più puliti i flussi d’aria rispetto al telaio odierno.
Sugli ovali il lavoro si è concentrato principalmente sulla stabilità dell’avantreno. L’obiettivo è offrire ai piloti una vettura più prevedibile nelle percorrenze ad alta velocità e durante i sorpassi, aumentando al tempo stesso la fiducia nelle fasi più critiche della gara. Stando a quanto affermato, le nuove IndyCar dovrebbero battere i record, anche quello firmato da Arie Luyendyk nelle prove del 1996.
La IndyCar ha rivisto pure l’Aeroscreen. Diversamente da quanto accaduto con l’attuale generazione, il sistema di protezione dell’abitacolo è stato sviluppato fin dall’inizio insieme al nuovo telaio, consentendo un’integrazione più efficace sia dal punto di vista strutturale sia sotto il profilo aerodinamico, nonché della sicurezza.
INSERITO UN INEDITO SISTEMA DI CONTROLLO DELLE SOSPENSIONI
Tra le innovazioni tecniche debutta inoltre il Custom AXIS Inertance Control Suspension System, una nuova piattaforma per le sospensioni che punta a mantenere un elevato livello di possibilità di regolazione meccanica senza incrementare i costi operativi per i team. Una soluzione pensata per preservare l’importanza del lavoro di messa a punto, evitando al tempo stesso un’escalation tecnologica che penalizzerebbe le squadre con budget inferiori.
Stando a quanto trapelato, i primi test in pista dovrebbero svolgersi nelle prossime settimane, ovviamente a Indianapolis.



