IndyCar | St. Louis: Newgarden imbattibile, colpo a vuoto di Palou

Giu 8, 2026

Matteo Pittaccio

Una maratona di oltre tre ore, interruzioni per pioggia e una gestione strategica al limite hanno trasformato la Bommarito 500 in uno dei capitoli più incerti della IndyCar 2026. A trionfare sul catino del World Wide Technology Raceway è stato Josef Newgarden, autore di una prestazione maiuscola che cancella definitivamente i dubbi sulla sua tenuta fisica dopo il problema alla gamba rimediato a Indianapolis.

Per il pilota del Team Penske si tratta di un successo storico: non solo è il sesto sigillo personale su questo tracciato, ma è anche l’affermazione numero 34 in carriera, cifra che gli permette di agganciare una leggenda del calibro di Al Unser Jr., due volte vincitore della Indy500 (1992 e 1994) e bi-campione americano (1990 e 1994).

Il duello finale e la sorpresa Rasmussen

Scattato dall’ottava posizione, Newgarden ha costruito la sua rimonta mattone dopo mattone, restando in vetta anche quando il quadro della gara è stato rimescolato dalla bandiera rossa per pioggia, durata circa tre quarti d’ora. Il due volte vincitore della Indy500 si è poi scatenato negli ultimi venti passaggi in un serrato corpo a corpo con Marcus Ericsson. Lo svedese ha quindi alzato bandiera bianca per una manciata di decimi sotto la bandiera a scacchi, accontentandosi di una seconda piazza d’argento.

L’altro grande acuto di giornata porta il nome di Christian Rasmussen. Il giovane danese, reduce dal fresco rinnovo pluriennale con Ed Carpenter Racing, ha celebrato il nuovo contratto con una rimonta pazzesca dalla 19^ piazzola fino al terzo gradino del podio, un risultato fondamentale per dare una scossa ad un campionato da lui stesso definito “disastroso”. Rasmussen è riuscito ad avere la meglio su Rinus VeeKay, quarto, mentre Scott McLaughlin ha artigliato la quinta posizione grazie a una forte progressione finale.

Il neozelandese, insieme ad altri piloti come Power, Armstrong e la coppia McLaren O’Ward-Lundgaard, aveva azzardato una sosta supplementare a 30 giri dal termine durante la caution provocata dal KO tecnico del motore di Caio Collet; una scelta che, grazie alle mescole fresche, lo ha premiato nel finale consentendogli di scavalcare Kyle Kirkwood (sesto) e David Malukas (settimo). Will Power, Marcus Armstrong e Christian Lundgaard hanno chiuso l’ordine della top 10, lasciando fuori un opaco Pato O’Ward, undicesimo.

Ganassi mastica amaro: la beffa della benzina

Se Penske festeggia, in casa Chip Ganassi Racing l’atmosfera è decisamente opposta. Quella di St. Louis si è rivelata una domenica da incubo per i due alfieri di punta del team, traditi dai calcoli sul consumo di carburante proprio sul più bello.

Scott Dixon è stato costretto a un rifornimento d’emergenza a pit lane chiusa dopo la seconda bandiera rossa causata dalla pioggia, penalità regolamentare che lo ha retrocesso in fondo al gruppo, limitando i danni solo parzialmente con un dodicesimo posto. È andata persino peggio al leader del campionato Alex Palou. Lo spagnolo, scattato dalla pole position e dominatore delle prime fasi, ha visto sfumare ogni barlume di gloria quando la sua Dallara-Honda è rimasta a secco a pochi metri dalla piazzola di sosta durante l’ultimo valzer dei pit stop. I due giri persi lo hanno relegato in 17^ posizione, confermando il feeling storicamente difficile del pilota iberico con questo tracciato.

Incidenti e meteo instabile

La gara non ha risparmiato colpi di scena sin dalle primissime battute. Dennis Hauger ha subito parcheggiato la propria macchina non percorrendo nemmeno un giro, mentre un contatto nelle retrovie in curva 1 ha spedito Nolan Siegel violentemente contro le protezioni, fortunatamente senza conseguenze fisiche per il pilota Arrow McLaren. Successivamente, anche Graham Rahal ha terminato la sua corsa contro il muro in curva 4, un incidente che ha fatto da preludio a un violento scroscio di pioggia, costringendo i commissari a congelare la corsa con una bandiera rossa durata ben 40 minuti.

Qui la classifica piloti aggiornata dopo il nono round.

INDYCAR 2026 | BOMMARITO 500: I RISULTATI

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Immagine di copertina: Penske Entertainment – Joe Skibinski

 

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