La IndyCar a Phoenix ha regalato uno spettacolo intenso e ricco di colpi di scena, concluso con il successo di Josef Newgarden. Il pilota del Tennessee ha conquistato la sua 33ª vittoria nella categoria grazie a una grande rimonta nelle fasi finali, sfruttando al meglio la strategia e le gomme più fresche negli ultimi giri. A podio anche Kyle Kirkwood e David Malukas, mentre Alex Palou accusa un colpo a vuoto scontrandosi con Rinus VeeKay e ritirandosi nella prima parte di gara. Rasmussen grande show-man, ma il coraggio e l’audacia non pagano.
L’INCIDENTE TRA PALOU E VEEKAY
La corsa è stata movimentata sin dalle prime tornate. Il primo episodio significativo ha coinvolto Dennis Hauger, protagonista di un testacoda in curva due: la sua vettura ha percorso in retromarcia il rettilineo opposto prima che il pilota riuscisse a riprendere il controllo e continuare la gara. Poco dopo è arrivato un momento decisivo per la classifica del campionato: al giro 22 Alex Palou e Rinus VeeKay si sono toccati mentre lottavano nelle posizioni di vertice. Ad avere la peggio è stato lo spagnolo, finito contro le barriere e costretto al ritiro a causa dei danni alla sospensione anteriore. L’uscita di scena del campione ha cambiato completamente gli equilibri della gara.
In avvio a dettare il ritmo era stato David Malukas, partito dalla pole position e autore di uno stint iniziale molto solido. Con il passare dei giri, però, la scena è stata conquistata da Christian Rasmussen. Il danese ha messo in mostra una rimonta spettacolare partendo dalla 18ª posizione e superando numerosi avversari fino a portarsi in testa alla gara dopo circa settanta giri. Per diversi passaggi Rasmussen si è alternato al comando con Pato O’Ward e Josef Newgarden, mentre le soste ai box ridefinivano continuamente l’ordine della classifica.
Nel frattempo Mick Schumacher ha visto sfumare le sue ambizioni di risultato a causa di un pit stop molto lento che lo ha fatto precipitare indietro di due giri. Un episodio che ha compromesso definitivamente la sua gara.
TROUBLE for Alex Palou early and is OUT 😬
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— NTT INDYCAR SERIES (@IndyCar) March 7, 2026
LOUIS FOSTER A MURO, POI LO SCONTRO RASMUSSEN-POWER
La situazione è cambiata di nuovo quando Louis Foster è finito contro il muro di curva quattro, causando una neutralizzazione intorno a metà gara. Molti piloti ne hanno approfittato per fermarsi ai box, ma Kyle Kirkwood e Will Power, già passati dalla pit lane poco prima, si sono ritrovati improvvisamente nelle prime posizioni. I due hanno provato a difendere la leadership alla ripartenza, nonostante pneumatici meno performanti.
Rasmussen, però, è riuscito a tornare davanti con una manovra decisa, dimostrando ancora una volta la sua velocità sull’ovale. La lotta tra lui e Power si è intensificata fino a culminare in un contatto nelle fasi avanzate della gara. Il danese ha tentato un sorpasso all’esterno in curva, ma le due vetture si sono sfiorate: Rasmussen è finito contro il muro mentre Power ha riportato una foratura che lo ha estromesso dalla lotta per la vittoria.
IL CAMBIO STRATEGICO VINCENTE
L’episodio ha provocato un’altra bandiera gialla e ha aperto la strada alle strategie per lo sprint finale. Diversi piloti, tra cui Newgarden e O’Ward, hanno deciso di montare gomme nuove in vista degli ultimi giri. Rasmussen ha ripreso la corsa ancora al comando ma con una vettura danneggiata e con evidenti difficoltà nel controllare la macchina.
Con pneumatici più freschi, Newgarden ha iniziato una rimonta rapida e decisa. Prima ha superato il poleman Malukas e poi, a sei giri dal termine, ha attaccato Kyle Kirkwood prendendosi definitivamente la leadership della gara. Da quel momento l’americano ha gestito il vantaggio fino alla bandiera a scacchi.
Il successo di Newgarden ha completato una gara intensa e imprevedibile, promuovendo in tutto e per tutto il ritorno della IndyCar a Phoenix. Alle sue spalle hanno chiuso Kirkwood e Malukas, protagonisti di un solido podio. Pato O’Ward ha terminato quarto davanti a Marcus Armstrong e Alexander Rossi, mentre Scott Dixon e Scott McLaughlin hanno completato le prime otto posizioni.
Più indietro Graham Rahal e Kyffin Simpson hanno chiuso la top ten. Rasmussen, nonostante i contatti con il muro nel finale, è riuscito comunque a portare la vettura al traguardo in quattordicesima posizione. Tra i debuttanti il migliore è stato Dennis Hauger, quindicesimo all’arrivo dopo il testacoda iniziale




