La IndyCar ha chiuso in grande stile il 2025 con un combattutissimo Music City Grand Prix vinto da Josef Newgarden, sbloccatosi dopo più di un anno di attesa. Gara della redenzione per il pilota Penske, capace di regolare nel finale Alex Palou per meno di mezzo secondo, con Scott McLaughlin a chiudere il podio dopo aver battuto Kyffin Simpson nella volata finale.
RASMUSSEN SUBITO KO, PRIMI GIRI DI FUOCO TRA O’WARD E PALOU
I 225 giri nel Nashville Superspeedway sono stati pieni di azione, a partire dall’incidente al via di Christian Rasmussen, a muro in curva uno dopo aver perso improvvisamente grip al posteriore. Alla ripartenza grande spettacolo tra Palou e il poleman O’Ward, con il messicano bravo a spedire al mittente gli attacchi del quattro volte campione dopo un duello fianco contro fianco durato parecchi giri. Successivamente, la gara di Palou si è messa male a causa della foratura dell’anteriore destra, arrivata però in prossimità del primo pit stop. Tornando in pista con gomme nuove, il numero 10 di Ganassi ha recuperato il tempo perso e si è rimesso in gioco per la vittoria.
MALUKAS E O’WARD KO: INCIDENTI TRA DOPPIATI E CEDIMENTI DEGLI PNEUMATICI
La corsa ha cambiato nuovamente volto quando David Malukas ha tentato il tutto per tutto nel doppiaggio su Louis Foster, rimasto davanti per parecchi giri. Affiancatosi, Malukas ha stretto all’ingresso della prima sopraelevata e, perdendo il controllo, ha sbattuto pesantemente contro le barriere. Alla delusione per la chance persa (era secondo in quel momento), per il pilota Foyt si è aggiunta la necessità di ulteriori accertamenti in ospedale. L’eccessiva resistenza al doppiaggio ha portato la direzione gara a comminare un drive-through a Louis Foster.
Un disastro, invece, l’epilogo della gara di O’Ward, leader fino al momento in cui l’anteriore destra ha perso pressione spedendo la Arrow McLaren #5 contro le barriere. Will Power ha così preso le redini, ma la gloria non è durata molto siccome il #12 del Team Penske ha mancato la piazzola, stallato e faticato a ripartire, perdendo ben due giri.
NEWGARDEN BATTE PALOU NELLO SPRINT FINALE
Arrivati all’ultimo pit stop, Palou (sceso al 7° posto nel penultimo stint) ha provato il tutto per tutto con l’undercut, fermandosi otto giri prima sia di McLaughlin che di Newgarden e saltando entrambi. Tuttavia, la coppia Penske non ha impiegato troppo tempo ad avere la meglio sul pilota Ganassi. In particolare, McLaughlin ha alzato il ritmo saltando ad un primo posto mantenuto fino a quando – a venti giri dalla fine – non ha piazzato le ruote sui marbles in curva uno, finendo fuori traiettorie e appoggiandosi sulle barriere senza riportare danni.
La direzione gara ha chiamato subito la caution, permettendo a McLaughlin di perdere solo la posizione su Newgarden. Ripartita la corsa, però, il neozelandese ha prestato il fianco a Palou, catapultatosi all’inseguimento di Newgarden nello sprint finale. L’originario del Tennessee ha però regolato Palou, tornando sul gradino più alto del podio proprio nella gara di casa. Una vittoria che mancava da St. Louis 2024.
SIMPSON PERDE IL PODIO IN EXTREMIS
McLaughlin, invece, si è accontentato del terzo posto (secondo podio consecutivo) dopo un lunghissimo confronto con Kyffin Simpson, ottimo quarto, mentre Conor Daly ha recuperato dal 24° al quinto posto, chiudendo bene la stagione. Sesto Kyle Kirkwood, poi Felix Rosenqvist, Santino Ferrucci e soprattutto Callum Ilott, forte del motore fresco montato sulla sua PREMA dopo la rottura di Milwaukee e di un ritmo decisamente competitivo. Rammarico, invece, nel box #83: Robert Shwartzman, ottavo fino a pochi giri dalla fine, ha ricevuto un drive-through per ostruzione su Ferrucci. Precipitando al 14° posto, l’israeliano ha perso per soli due punti nella lotta al titolo di Rookie of the Year, vinto da Louis Foster nonostante una mera 20^ posizione.
GLI ALTRI DELUSI
Poco da fare per Alexander Rossi, Colton Herta e Scott Dixon, dal 10° all’11° posto, il cui tentativo di fare un pit stop nell’ultima neutralizzazione per montare gomme fresche non ha dato i frutti sperati. Chiusura amara per Marcus Armstrong, in lotta per il podio fino all’ultima e problematica sosta, dopo la quale il neozelandese del team Meyer Shank Racing è crollato al 19° posto. Peggio è andata a Christian Lundgaard, costretto al ritiro per un problema tecnico.
La IndyCar ha così chiuso il proprio percorso e da domani inizierà un intenso periodo di mercato, al cui centro vi saranno Will Power e Colton Herta, a quanto pare possibile risorsa per qualche team in F2. Quanto al 2026, il nuovo campionato ripartirà il 1° marzo con il GP di St. Petersburg.




