IndyCar | I Rosin lasciano Prema: la squadra USA potrebbe continuare, ma a una condizione

Gen 15, 2026

Matteo Pittaccio

Un vero e proprio sisma quello in corso in Prema dopo l’uscita della famiglia Rosin dai piani alti della squadra veneta, ora obbligata ad attrezzarsi per rispettare gli impegni presi per il 2026. L’addio di Angelo Rosin, fondatore della squadra nel 1983, del figlio René e delle rispettive compagne Grazia Troncon e Angelina Ertsou lascia una voragine profondissima nella struttura di Grisignano di Zocco, le cui attività coinvolgono le formule minori e la IndyCar. L’eredità non è facile da raccogliere e DC Racing Solutions, proprietaria di Prema dal 2021 e di Iron Lynx, dovrà decidere in fretta il da farsi, specialmente oltreoceano. La nuova stagione della IndyCar sta per partire e, per salvare la squadra, ci sarebbe una strada da percorrere, che però comporterebbe un sacrificio.

Prema Indycar

Fonte: Penske Entertainment – Chris Jones

LA GESTIONE DC RACING SOLUTIONS E LE DIFFICOLTÀ DEGLI ULTIMI MESI

Prima di entrare nel merito della questione facciamo un passo indietro. Nel 2021 Lawrence Stroll ha ceduto Prema a DC Racing Solutions, realtà svizzera diretta da Deborah Mayer. Dalle formule propedeutiche le prospettive della famiglia Rosin si sono così allargate sia all’endurance, prima nella ELMS e poi nel WEC, sia alle competizioni americane, con la scelta di esordire in IndyCar nel 2025 a calamitare l’attenzione. Un programma vasto, forse troppo, quello di Deborah Mayer, con il rischio sempre più concreto di dover sacrificare la qualità del lavoro in favore della quantità, fattore che i Rosin hanno sempre messo al primo posto.

Una crescita degli investimenti inversamente proporzionale ai risultati, sebbene René ed il suo staff abbiano tenuto alta la testa in tutti i contesti, anche i più sfavorevoli. In IndyCar, ad esempio, le difficoltà non sono mancate, ma la Pole di Shwartzman nella 500 Miglia di Indianapolis ha reso giustizia agli sforzi Prema, così come la sequenza di ottimi piazzamenti nella seconda metà della stagione.

L’operato si è però scontrato con le difficoltà finanziare della Mayer, obbligata a fermare gli investimenti all’inizio del 2025, mettendo addirittura all’asta buona parte della collezione di auto di lusso. Il rapporto tra i Rosin e DC Racing Solutions ha così iniziato a scricchiolare, con l’abbandono della storica famiglia veneta a simboleggiare le criticità venute a galla nell’ultimo periodo. Una decisione difficile, ma a quanto pare necessaria per preservare i valori della famiglia.

MINUTI CONTATI PRIMA DELLA NUOVA STAGIONE

Nell’estate scorsa il paddock della IndyCar è entrato in fermento alla notizia del probabile addio di Prema dopo appena un anno. In autunno qualcuno ha addirittura accostato Michael Andretti, non più guida del team di famiglia, alla struttura italiana, ma lo stesso figlio d’arte ha negato l’interessamento. La storia pubblicata da Callum Ilott su Instragram circa una settimana fa sembrerebbe fornire garanzie sul progetto, con l’inglese che ha inquadrato proprio l’ingresso del Quartier Generale di Fishers, Indiana, a conferma del lavoro in corso in vista della prossima stagione.

Prema indycar

Fonte: Penske Entertainment – Joe Skibinski

INDIPENDENZA DA PREMA: LA SOLUZIONE PER CONTINUARE

Al netto dei rumors, il nodo della questione è questo: Piers Phillips, capo esecutivo del programma Prema IndyCar, sta cercando in tutti i modi di assicurarsi le finanze per garantire alla squadra un impegno completo, ma i minuti sono contati. I test pre-stagionali si svolgeranno a Sebring il 9-10 febbraio e Phoenix il 17-18, con la stagione al via a St. Petersburg il 1° marzo.

Stando alle voci in arrivo dagli Stati Uniti, la squadra potrebbe salvarsi diventando indipendente da qualsiasi altra attività legata a Prema. In questo caso bisognerebbe trovare un acquirente disposto a supportare economicamente l’intera squadra di Phillips, con DC Racing Solutions che a sua volta potrebbe approvare la vendita della struttura americana. Il tempo scarseggia e in poche settimane si dovrebbe trovare un finanziatore che possa dare alla squadra gli strumenti per attrezzarsi in vista della stagione, anche in riferimento a pneumatici e motori.

Tutto al condizionale perché, ad ora, le trattative sono in corso: i colloqui con alcuni potenziali acquirenti non sono andati a buon fine, ma in coda ce ne potrebbero essere altri. In sostanza, uno scenario tutt’altro che ideale, ma necessario per schierare le Dallara-Chevrolet di Robert Shwarztman e Callum Ilott, anche se ai vertici mancheranno i membri di una famiglia che ha lasciato il segno nella storia del motorsport.

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