Il Gran Premio di Indianapolis ha segnato il ritorno sul gradino più alto del podio di Christian Lundgaard in IndyCar, interrompendo un’attesa durata quasi tre anni dalla sua prima gioia a Toronto. Il danese ha regalato ad Arrow McLaren un successo quasi inatteso, maturato dopo un via difficile, una grande rimonta e, infine, un sorpasso magistrale ai danni di David Malukas: una staccata profonda all’esterno di curva 4 a 18 giri dal termine che ha spento i sogni di gloria del pilota del Team Penske.
ROSENQVIST SBAGLIA AL VIA E COLPISCE O’WARD
La gara è stata caratterizzata da un avvio turbolento. Al via, la difesa del poleman Alex Palou è stata facilitata dal contatto tra Felix Rosenqvist e Pato O’Ward in curva 1; un groviglio che ha finito per danneggiare pesantemente anche Scott Dixon e Caio Collet, costretti a una sosta immediata per sostituire le ali anteriori.
CAOS DIREZIONE GARA: L’EPISODIO DEL GIRO 22
Mentre Palou e Kyle Kirkwood tentavano la fuga, la corsa è stata stravolta al giro 22 dal guasto tecnico alla Dallara-Chevrolet di Alexander Rossi. In quel frangente, un’incertezza della direzione gara nell’esporre la bandiera gialla ha generato il caos: i muretti di Chip Ganassi e Andretti hanno tenuto in pista Palou e Kirkwood pensando che fosse stata chiamata una caution, quando in realtà si è inizialmente trattato di una “Local Yellow”, mentre Malukas e il resto del gruppo ne approfittavano per smarcare la sosta. L’incomprensione ha rimescolato i valori, portando Palou e Kirkwood in fondo e Malukas al comando. Poco dopo, un nuovo incidente al giro 28 ha visto Sting Ray Robb colpire O’Ward, innescando una reazione a catena che ha coinvolto Kyffin Simpson e nuovamente Rosenqvist, quest’ultimo decollato e poi costretto al ritiro.
POWER SPRECA UNA BUONA STRATEGIA
Mentre Lundgaard risaliva la china a suon di sorpassi, Will Power tentava un’azzardata strategia a due soste. Il piano dell’australiano è però naufragato all’ultima uscita dai box quando, a gomme fredde, ha bloccato l’anteriore oltrepassando la linea bianca: il drive-through rimediato lo ha relegato al 13° posto. Anche Kirkwood ha visto sfumare le sue chance a causa di un problema all’anteriore sinistra durante il secondo pit stop, cedendo il passo a un Palou capace di risalire fino alla quinta piazza finale.
IL DUELLO PER LA VITTORIA TRA LUNDGAARD E MALUKAS
L’ultimo atto del duello per la vittoria si è consumato dopo l’ultima sosta. Lundgaard, fermatosi un giro prima di Malukas, ha sfruttato l’undercut e le gomme calde per annullare il distacco e sferrare l’attacco decisivo all’inizio del giro 68. Nonostante la difesa di Malukas in curva 1, la McLaren ha avuto la meglio all’esterno di curva 4 e Lundgaard ha portato a casa un sorpasso stellare. Alle loro spalle si è confermato solido Graham Rahal, terzo davanti a Newgarden e Palou. Ottima sesta piazza per Dixon, autore di una rimonta degna di nota dopo l’incidente del via, seguito da Louis Foster e Dennis Hauger, al miglior piazzamento in carriera.
TOP10 ALLA PORTATA, MA SCHUMACHER ESAGERA
Il finale è stato acceso dalla lotta per la decima posizione tra Nolan Siegel, Santino Ferrucci e Mick Schumacher. Un contatto innescato dal tedesco in curva 9 ai danni di Ferrucci è costato a Schumacher una penalità, facendolo scivolare dal 11° al 20° posto. Gara da dimenticare anche per Scott McLaughlin, solo 16° dopo un contatto nelle prime fasi.
Con lo stradale in archivio, la classifica IndyCar vede Palou leader con 237 punti davanti a Kirkwood (210) e Malukas (185). Ora la pressione si sposta sulla 500 Miglia. Questa settimana via alle prove libere, poi qualifiche domenica 17 maggio alle 22:00 e gara domenica 24 maggio alle 18:30.




