IndyCar | GP Indy: meraviglia Lundgaard, vittoria su Malukas in una una gara pazza

Mag 10, 2026

Matteo Pittaccio

Il Gran Premio di Indianapolis ha segnato il ritorno sul gradino più alto del podio di Christian Lundgaard in IndyCar, interrompendo un’attesa durata quasi tre anni dalla sua prima gioia a Toronto. Il danese ha regalato ad Arrow McLaren un successo quasi inatteso, maturato dopo un via difficile, una grande rimonta e, infine, un sorpasso magistrale ai danni di David Malukas: una staccata profonda all’esterno di curva 4 a 18 giri dal termine che ha spento i sogni di gloria del pilota del Team Penske.

ROSENQVIST SBAGLIA AL VIA E COLPISCE O’WARD

La gara è stata caratterizzata da un avvio turbolento. Al via, la difesa del poleman Alex Palou è stata facilitata dal contatto tra Felix Rosenqvist e Pato O’Ward in curva 1; un groviglio che ha finito per danneggiare pesantemente anche Scott Dixon e Caio Collet, costretti a una sosta immediata per sostituire le ali anteriori.

CAOS DIREZIONE GARA: L’EPISODIO DEL GIRO 22

Mentre Palou e Kyle Kirkwood tentavano la fuga, la corsa è stata stravolta al giro 22 dal guasto tecnico alla Dallara-Chevrolet di Alexander Rossi. In quel frangente, un’incertezza della direzione gara nell’esporre la bandiera gialla ha generato il caos: i muretti di Chip Ganassi e Andretti hanno tenuto in pista Palou e Kirkwood pensando che fosse stata chiamata una caution, quando in realtà si è inizialmente trattato di una “Local Yellow”, mentre Malukas e il resto del gruppo ne approfittavano per smarcare la sosta. L’incomprensione ha rimescolato i valori, portando Palou e Kirkwood in fondo e Malukas al comando. Poco dopo, un nuovo incidente al giro 28 ha visto Sting Ray Robb colpire O’Ward, innescando una reazione a catena che ha coinvolto Kyffin Simpson e nuovamente Rosenqvist, quest’ultimo decollato e poi costretto al ritiro.

POWER SPRECA UNA BUONA STRATEGIA

Mentre Lundgaard risaliva la china a suon di sorpassi, Will Power tentava un’azzardata strategia a due soste. Il piano dell’australiano è però naufragato all’ultima uscita dai box quando, a gomme fredde, ha bloccato l’anteriore oltrepassando la linea bianca: il drive-through rimediato lo ha relegato al 13° posto. Anche Kirkwood ha visto sfumare le sue chance a causa di un problema all’anteriore sinistra durante il secondo pit stop, cedendo il passo a un Palou capace di risalire fino alla quinta piazza finale.

IL DUELLO PER LA VITTORIA TRA LUNDGAARD E MALUKAS

L’ultimo atto del duello per la vittoria si è consumato dopo l’ultima sosta. Lundgaard, fermatosi un giro prima di Malukas, ha sfruttato l’undercut e le gomme calde per annullare il distacco e sferrare l’attacco decisivo all’inizio del giro 68. Nonostante la difesa di Malukas in curva 1, la McLaren ha avuto la meglio all’esterno di curva 4 e Lundgaard ha portato a casa un sorpasso stellare. Alle loro spalle si è confermato solido Graham Rahal, terzo davanti a Newgarden e Palou. Ottima sesta piazza per Dixon, autore di una rimonta degna di nota dopo l’incidente del via, seguito da Louis Foster e Dennis Hauger, al miglior piazzamento in carriera.

TOP10 ALLA PORTATA, MA SCHUMACHER ESAGERA

Il finale è stato acceso dalla lotta per la decima posizione tra Nolan Siegel, Santino Ferrucci e Mick Schumacher. Un contatto innescato dal tedesco in curva 9 ai danni di Ferrucci è costato a Schumacher una penalità, facendolo scivolare dal 11° al 20° posto. Gara da dimenticare anche per Scott McLaughlin, solo 16° dopo un contatto nelle prime fasi.

Con lo stradale in archivio, la classifica IndyCar vede Palou leader con 237 punti davanti a Kirkwood (210) e Malukas (185). Ora la pressione si sposta sulla 500 Miglia. Questa settimana via alle prove libere, poi qualifiche domenica 17 maggio alle 22:00 e gara domenica 24 maggio alle 18:30.

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