Alex Palou ha conquistato la vittoria nel Gran Premio di Detroit della IndyCar, secondo successo sul circuito cittadino e quarta affermazione su otto gare disputate in stagione. Partito dalla pole position, il pilota del team Chip Ganassi Racing ha mantenuto la leadership per gran parte dei 100 giri previsti, gestendo le neutralizzazioni e le caratteristiche del tracciato urbano. Tripletta Honda nella gara di casa per Chevrolet, con Kirkwood e Rahal a completare il podio.
La corsa ha comunque presentato delle difficoltà strategiche. Nelle prime fasi, Palou è stato superato da Will Power, il quale ha poi ceduto la posizione a Christian Lundgaard e Scott McLaughlin a causa del degrado degli pneumatici. Il pilota spagnolo ha quindi anticipato la prima sosta ai box per ovviare al calo prestazionale delle gomme; l’efficacia dell’undercut gli ha permesso di riguadagnare la prima posizione una volta completato il ciclo di soste degli avversari.
Nonostante le sei neutralizzazioni complessive che hanno azzerato i distacchi, Palou ha difeso la prima piazza nel finale dai tentativi di Kyle Kirkwood. Quest’ultimo disponeva di pneumatici a mescola morbida rispetto alle coperture dure del leader. Con questo risultato, Palou ha ottenuto la 23ª vittoria in carriera e porta a 62 i punti di vantaggio su Kirkwood nella classifica generale.
La gestione strategica di Rahal
Il terzo gradino del podio è andato a Graham Rahal, la cui gara sembrava compromessa al 39° giro da un testacoda in curva 3 causato da un contatto con Kyffin Simpson. Trovatosi in fondo al gruppo, Rahal ha recuperato posizioni sfruttando il Push-to-Pass e beneficiando della caution uscita al giro 66 per l’incidente tra Santino Ferrucci e Rinus VeeKay in curva 5. Avendo già effettuato l’ultimo pit stop prima dell’ingresso della Pace Car – e con la corsia dei box conseguentemente chiusa – Rahal è risalito fino alla sesta posizione, ereditando poi il podio quando i piloti davanti a lui si sono fermati in regime di bandiera gialla.
Schumacher non coglie l’occasione e cestina un buon risultato
Nelle posizioni di vertice si erano inseriti anche Mick Schumacher e David Malukas. Alla ripartenza, tuttavia, Schumacher ha bloccato la ruota anteriore sinistra nel tentativo di tenere dietro Malukas (ritiratosi successivamente) per il terzo posto, finendo contro le barriere e coinvolgendo la vettura del rivale. Un’occasione non sprecata, di più, per il figlio d’arte, poi solamente 21° con un ritardo di nove giri.
Another look at what happened between Mick Schumacher and David Malukas. pic.twitter.com/bbaxrEOtMe
— INDYCAR on FOX (@IndyCarOnFOX) May 31, 2026
Successivamente, un contatto in curva 3 tra Will Power e Scott McLaughlin ha causato il ritiro di entrambi. McLaughlin ha stretto Power contro il muro esterno, e le due vetture si sono toccate nuovamente all’uscita della chicane di curva 7, riportando danni strutturali che hanno costretto i piloti al rientro definitivo ai box. Di questa situazione ha approfittato Rahal per stabilizzarsi in terza posizione, precedendo le Arrow McLaren di Pato O’Ward e Christian Lundgaard.
Il resto della classifica
Felix Rosenqvist ha concluso al sesto posto, seguito nell’ordine da Louis Foster, Marcus Ericsson e Kyffin Simpson. Josef Newgarden ha chiuso la top ten, disputando una gara d’attesa a causa dei postumi dell’infortunio alla gamba sinistra rimediato a Indianapolis.
Da segnalare, inoltre, un contatto ad alta velocità sul rettilineo di Jefferson Avenue tra Alexander Rossi e Romain Grosjean. L’episodio ha comportato una penalità di Stop&Hold di 15 secondi per Rossi e il ritiro per Grosjean. Infine, ko anche per Christian Rasmussen, il primo a sbattere rimediando un danno irreparabile all’anteriore destra.
Il campionato IndyCar prosegue senza soste il prossimo fine settimana sull’ovale di St. Louis per la Bommarito 500. La partenza è programmata nella notte italiana tra domenica 7 e lunedì 8 giugno alle ore 03:25
INDYCAR | GP DETROIT: RISULTATI UFFICIALI
Immagine di copertina: Penske Entertainment – Joe Skibinski




