IndyCar | Ericsson-show a Markham: in Canada lo svedese spezza il digiuno

Ago 16, 2026

Matteo Pittaccio

A Markham è successo di tutto e, dopo i 90 giri del 14° round della IndyCar, Marcus Ericsson ha spezzato un digiuno che perdurava da marzo 2023, tornando alla vittoria davanti a Romain Grosjean e Will Power, a podio partendo 25° ed ultimo. Tra incidenti e caos, Palou ha chiuso in un quarto posto che sa di titolo considerando gli incidenti di Malukas e Kirkwood. Grande delusione per Foster, a muro mentre inseguiva il primo successo.

ERICSSON TRIONFA DI STRATEGIA E “FISICO”

Da St. Petersburg 2023 era passato fin troppo tempo e, infatti, Marcus Ericsson ha detto basta: lo svedese di Andretti Global ha corso alla perfezione vincendo il primo GP di Markham della IndyCar, regalando sorpassi mozzafiato negli ultimi 20 giri, nei quali ha rimontato dal settimo al primo posto. Una quinta vittoria in carriera (eguaglia tra l’altro l’idolo canadese Greg Moore) raggiunta decidendo di non fermarsi ai box nella quinta e penultima caution, chiamata per l’incidente in curva tre di Kyle Kirkwood, le cui speranze di titolo sono ormai un miraggio vedendo i 133 punti di ritardo dalla testa.

Preferendo la pista libera ed approfittando dell’obbligo di risparmia carburante per tutti gli altri, Grosjean in primis, Ericsson ha esteso il vantaggio a 14 secondi, fermandosi per l’ultima sosta per montare gomme morbide e rientrare al settimo posto. Gli ultimi giri lo svedese li ha iniziati con parsimonia, ma quando gli altri hanno dovuto fare i conti con carburante e gomme, lui ha messo la marcia successiva, sorpassando un giro dopo l’altro Veekay, Malukas, McLaughlin, Power (con annessa fiancata in curva 5), Palou e, infine, Grosjean. Un trionfo che sa di liberazione, specialmente dopo aver firmato il rinnovo con Andretti in una stagione in cui è stato cruciale dimostrare di poter valere quel posto nonostante la pressione imposta da Dennis Hauger.

GROSJEAN TORNA SUL PODIO, GRANDE RIMONTA POWER E UN PALOU ORMAI PROSSIMO AL TITOLO

Dietro ad Ericsson ha chiuso Romain Grosjean, bravissimo insieme agli ingegneri Dale Coyne a centrare le finestre dei pit stop in una gara ricca di caution, ben sei. Resistendo prima a Palou e poi a Power, Grosjean è finalmente tornato su un podio che mancava da Barber 2023. Benissimo, come anticipato, anche Will Power, autore di una furiosa rimonta dall’ultimo posto in un weekend condizionato dal pesante incidente delle FP2. Guadagnando subito posizioni preziose, Power si è stabilito ai vertici e, resistendo al rientro di Alex Palou e Pato O’Ward nel finale, ha siglato il quarto podio stagionale.

Per Palou un quarto posto che potrebbe valere il quinto titolo, a dimostrazione della precisione e della solidità del catalano anche nelle gare più caotiche. Unico neo il contatto che ha provocato la foratura dell’anteriore destra di Alexander Rossi al tornantino, episodio non penalizzato dalla direzione gara.

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ALTRA TOP10 PER VEEKAY, PENSKE DELUDE

A seguire Christian Lundgaard, imbottigliato nel traffico per via di un primo pit stop troppo anticipato, l’eccellente Rinus VeeKay – sempre più incisivo con Juncos Hollinger – e Scott McLaughlin, sceso dal quarto all’ottavo posto nel finale ormai agli sgoccioli con il carburante (Honda sulla distanza ha reso meglio di Chevrolet). Nono Graham Rahal, poi Santino Ferrucci a chiudere la Top10. Quanto ai Penske, oltre McLaughlin segnaliamo il bacio al muro nei giri finali di David Malukas, settimo in quel momento e poi solo 17° (ora a -137 da Palou), mentre Newgarden, tamponato da Siegel in curva 5, si è fermato al 13° posto.

FOSTER, CHE SPRECO

Grande amarezza per Louis Foster, scattato dalla Pole e in totale controllo per i primi 30 giri. L’inglese del team Rahal ha aspettato qualche giro per smarcare il primo pit stop, incontrando però una caution che lo ha fatto precipitare al 12° posto. Rimontando con cattiveria nella ripartenza, Foster ha raggiunto Ericsson, provando l’attacco in curva tre. Tuttavia, il #45 ha stretto troppo e colpito il muro interno, precipitando duramente sull’esterno senza riportare infortuni.

Fuori dalla gara, nell’ordine, anche Mick Schumacher per incidente in curva quattro, Felix Roseqnvist per un problema alla pressione del carburante, ennesima noia tecnica in casa Meyer Shank, Christian Rasmussen, schiacciato a muro da un Scott Dixon speronato da Dennis Hauger, così come Alexander Rossi, fermato da un problema meccanico.

Tra grandi problemi organizzati e un venerdì cancellato, la IndyCar ha così messo alle spalle il primo weekend di Markham ed ora va in direzione Washington D.C. per un altro nuovo appuntamento del 2026. La Freedom 250 andrà in scena settimana prossima alle ore 19:00 italiane.

INDYCAR: GP MARKHAM, RISULTATI

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Immagine di copertina: Penske Entertainment – James Black

 

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