Alex Palou si conferma ancora una volta protagonista a Barber, conquistando la sua terza vittoria su questo circuito e il 21° successo complessivo in carriera in IndyCar. Partito davanti a tutti grazie alla pole position, lo spagnolo ha imposto il proprio ritmo fin dalle prime fasi, mantenendo il controllo della gara senza particolari difficoltà, anche se il secondo stint, svolto su gomme dure, è stato meno efficace. A facilitare ulteriormente il suo cammino è stato anche l’errore ai box da parte dei meccanici di Christian Lundgaard durante l’ultima sosta. Con un margine finale di ben 13 secondi, Palou ottiene così la seconda vittoria stagionale e si avvicina sensibilmente alla vetta della classifica, distante ormai solo due punti, occupata da Kyle Kirkwood, quinto al traguardo.
Lundgaard veloce ma sfortunato
Il principale avversario di Palou è stato senza dubbio Lundgaard, autore di una gara in rimonta dopo essere partito dalla decima posizione. Il danese ha scelto una strategia aggressiva, allungando gli stint e sfruttando un passo molto elevato soprattutto con poca benzina a bordo. Tutto lasciava pensare a un finale ravvicinato, ma il pit stop decisivo ha compromesso ogni ambizione: un problema nel fissaggio della ruota posteriore destra gli è costato circa dieci secondi e la perdita della seconda posizione, superato da Graham Rahal.
Nonostante ciò, Lundgaard non ha mollato e nel finale è riuscito a riprendersi il secondo posto con un sorpasso deciso in curva sei. Rahal, comunque, può dirsi soddisfatto per il terzo posto, che rappresenta il suo ritorno sul podio dopo Indianapolis 2023. Se Graham Rahal può festeggiare il ritorno sul podio, lo stesso non si può dire per i suoi compagni di squadra. Mick Schumacher ha chiuso in 24ª posizione, davanti soltanto a Louis Foster. Entrambi hanno faticato per tutta la gara, restando lontani dalle posizioni di rilievo
Classifica e prestazioni degli altri
David Malukas ha concluso in quarta posizione, risultando il migliore tra i piloti del Team Penske. Nel finale ha provato ad avvicinarsi a Rahal senza però riuscire a completare l’attacco. Dietro di lui si sono piazzati Kyle Kirkwood e Marcus Armstrong. Tra le rimonte da segnalare c’è quella di Scott Dixon, capace di risalire dal 13° posto in griglia fino alla settima posizione finale. Più attardato Josef Newgarden, che ha chiuso decimo, preceduto da Santino Ferrucci e Marcus Ericsson.
Difficoltà per alcuni big
Will Power ha tentato di recuperare dopo il problema ai freni che lo aveva penalizzato in qualifica, ma senza neutralizzazioni in gara la sua risalita si è fermata al dodicesimo posto. Davanti a lui ha chiuso Alexander Rossi, mentre subito dietro si sono classificati Felix Rosenqvist e Rinus VeeKay. Tutti loro hanno guadagnato terreno nell’ultima fase di pit stop, superando piloti come Romain Grosjean, Scott McLaughlin e Pato O’Ward. Weekend complicato proprio per McLaughlin, rallentato dal pesante incidente nelle prove, e per O’Ward, mai realmente competitivo durante tutto il fine settimana. L’emorragia di punti rischia di rivelarsi davvero nociva per entrambi, specialmente alla luca di un Palou sempre così forte e di un Kirkwood fin qui preciso e concreto.




