Indy500: Rosenqvist vince e fa la storia, Malukas battuto in volata record

Mag 25, 2026

Matteo Pittaccio

Un finale così, a Indianapolis, non si era mai visto. La 110ª edizione della 500 Miglia entra dritta nella leggenda dello Speedway consegnandoci la volata più ravvicinata della storia: Felix Rosenqvist vince il duello ravvicinato contro David Malukas per soli 0,0233 secondi, battendo il record storico che resisteva dal 1992 (Al Unser Jr. su Scott Goodyear per 0,043s). Il pilota svedese del team Meyer Shank Racing mette la firma su una gara serrata e caratterizzata dal record assoluto di ben 70 cambi al vertice, interruzioni per pioggia e una sequenza infinita di colpi di scena.

POWER, ROSSI E NEWGARDEN: RITIRATI DI LUSSO

Dopo gli incidenti di Ryan Hunter-Reay, Katherine Legge e Ed Carpenter nei primi 30 giri, la corsa è stata un continuo gioco a scacchi, complicato dal meteo che attorno al centesimo giro ha costretto i commissari a esporre la bandiera rossa per l’arrivo della pioggia. Fino a quel momento la gara è stata vissuta sul duello ravvicinato tra le strategie di Chip Ganassi Racing, con Alex Palou e Scott Dixon a scambiarsi la leadership a più riprese, e i piloti di testa partiti forte, come Alexander Rossi prima del pit stop lento e del ko tecnico, contemporaneo al problema di affidabilità che ha messo fuori gioco Will Power

Alla ripartenza, la pista si è infiammata. La strategia aggressiva di Meyer Shank Racing ha permesso a Rosenqvist di trovarsi nel gruppo di testa tentando di risparmiare una sosta rispetto ai rivali diretti, mentre i Malukas, Palou e McLaughlin seguivano la strategia convenzionale. Ai ritiri di Rossi e Power è seguito l’incidente di Josef Newgarden, autore di una distrazione nella ripartenza del 125° giro. Il #2 del Team Penske, infatti, ha perso il controllo della sua vettura toccando il cordolo di curva quattro, finendo violentemente a muro e sprecando un’eccezionale rimonta dal 23° posto alla zona podio.

ROSENQVIST E O’WARD TENTANO L’AZZARDO STRATEGICO, MA L’INCIDENTE DI COLLET RESETTA TUTTO

A otto passaggi dalla bandiera a scacchi il debuttante Caio Collet ha visto sfumare un’ottima top 10 a pochi giri dalla fine a causa di un brutto impatto contro le barriere esterne, seguito da un principio d’incendio. Nonostante la preoccupazione iniziale, il brasiliano si è incamminato verso il centro medico sulle proprie gambe.

Fino allo schianto di Collet, la contesa per il successo pareva un affare privato tra Rosenqvist e O’Ward. Entrambi avevano colto al volo l’opportunità della caution provocata da Newgarden. Optando per il pit stop a differenza del resto della griglia, la coppia di testa ha tentato l’azzardo strategico per prendere in contropiede Malukas, Palou e McLaughlin; un’anticipazione della sosta che richiedeva però una gestione certosina del carburante per scongiurare il rischio di un ulteriore rifornimento nel finale.

Centrato in pieno il target dei consumi, i due si sono ritrovati a fare il vuoto alle proprie spalle, isolandosi in prima e seconda posizione con Malukas staccato di circa 16 secondi a recitare il ruolo di terzo incomodo. Proprio quando il duello decisivo sembrava ormai congelato tra Rosenqvist e O’Ward, l’incidente di Collet ha rimescolato le carte: bandiera rossa, distacchi azzerati e volata finale su cinque giri. Al nuovo via, però, Schumacher è scivolato sulla traiettoria sporca finendo contro le barriere, forzando la direzione gara a una nuova neutralizzazione che ha ridotto la corsa a uno shootout di un solo giro. Poco prima della sbavatura di Schumacher, le gerarchie erano cambiate: Rosenqvist si era fatto scavalcare sia da Armstrong che da Malukas, scivolando in terza piazza.

IL COLPO DA MAESTRO DI ROSENQVIST: INDIANAPOLIS PARLA SVEDESE

L’asso svedese ha però tirato fuori il colpo da maestro nel momento più alto della tensione. Alla bandiera bianca, con un solo giro sul cronometro, Armstrong ha fallito lo scatto perfetto, venendo bruciato da Malukas e subendo l’immediato attacco ravvicinato del compagno di scuderia Rosenqvist sulla prima sopraelevata. Mentre Malukas tentava la fuga solitaria, Rosenqvist e Armstrong si sono sfidati in un esaltante testa a testa lungo tutto l’ultimo passaggio. Tenendo giù il piede sulla linea esterna – una traiettoria ad altissimo rischio – Rosenqvist ha resistito con il coltello tra i denti, per poi fiondarsi in scia a Malukas all’uscita dell’ultima curva e beffarlo sul traguardo per una manciata di millesimi.

Una progressione strepitosa che regala il trionfo e la gloria a Rosenqvist, che corona così un periodo magico dopo la recente paternità, lasciando a Malukas il sapore amaro di un successo sfumato a un passo dalla linea. Sul terzo gradino del podio sale Scott McLaughlin, autore di un sorpasso lampo su O’Ward proprio nelle ultime battute e capace di precedere il messicano per l’infinitesimo distacco di sei millesimi. Chiude la top 5 un deluso Armstrong, in sofferenza nell’ultimo giro, il più importante: per il neozelandese il sogno della vittoria è svanito dopo una sola curva, nonostante si trovasse a guidare il gruppo a soli 4 chilometri dalla bandiera a scacchi.

I RISULTATI DELLA 500 MIGLIA DI INDIANAPOLIS 2026

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