Hamilton: “Non mi pento della decisione di entrare nella Ferrari. Ci vuole tempo”

Nov 27, 2025

Luca Manacorda, Jacopo Moretti

È un Lewis Hamilton molto silenzioso ma ancora determinato quello che si è presentato a Lusail, circuito sede del GP Qatar. Il sette volte iridato era presente nella conferenza stampa dei piloti e non ha fatto nulla per nascondere lo scarso entusiasmo che l’attuale stagione con la Ferrari gli sta lasciando. Nonostante questo, il britannico non rinnega nulla della sua scelta di sposare il Cavallino Rampante, credendo ancora che il tempo trascorso assieme nella nuova squadra lo aiuterà a migliorare il rendimento in futuro.

Hamilton: “Non vedo l’ora di vedere cosa costruirà il team il prossimo anno”

Le prime risposte di Hamilton in conferenza stampa sono state degne del miglior Kimi Raikkonen del passato. Qualche esempio: “-Come ricorderai la tua prima stagione con la Ferrari? – Guardo solo al futuro. Nella squadra c’è una passione incredibile e ci concentriamo sul prossimo anno“, oppure “– Qual è la cosa più importante che hai imparato negli ultimi 12 mesi circa? -Probabilmente, saper rimbalzare e ripartire” o ancora “Non hai più l’adrenalina in corpo come nel dopo Las Vegas. Ti senti ancora uguale? -Sì, ho le stesse sensazioni ora“.

Hamilton

Photo credit: Antoine Truchet – Scuderia Ferrari HP

Hamilton non sembra aspettarsi molto dal fine settimana in Qatar, come si deduce da un’altra risposta netta: “-E se la macchina si comporterà meglio in questi ultimi due weekend di gara, cambierà le tue prospettive? -No“. Riguardo a quello che la SF-25 potrà fare a Lusail, il britannico si è scucito un po’ di più: “Non lo so. Penso che la macchina dovrebbe essere abbastanza buona nelle aree che Carlos ha menzionato in termini di profilo di velocità (la sequenza di curve medio veloci da affrontare tra i 150 e i 200 km/h, ndr). Penso che la nostra macchina dovrebbe essere piuttosto buona in quelle aree. Potrebbe essere difficile tenere il passo con la Red Bull, ma spero in un weekend migliore“.

Una decisione che non viene rinnegata

Qualche parola in più Hamilton l’ha concessa quando gli è stato chiesto se prenderebbe di nuovo la decisione di approdare alla Ferrari: “Non mi pento della decisione che ho preso di entrare nel team. So che ci vuole tempo per costruire e crescere all’interno di un’organizzazione e me lo aspettavo“.

Ferrari

Parlando degli oneri e degli onori di essere un pilota Ferrari, Hamilton ha aggiunto: “So che la passione è la cosa più speciale del marchio e delle persone che ci lavorano. E poi i tifosi: mentre viaggiamo per il mondo, il supporto straordinario che riceviamo. Credo che questo probabilmente renda le cose ancora più difficili quando abbiamo delle difficoltà, perché puoi vedere quanta passione, quanta dedizione e quanto duro lavoro mette ogni singola persona che sta lavorando in fabbrica e i risultati non lo riflettono e non li premiano. Quindi, lo senti di più, è una grande bolla emotiva“.

Le prospettive per il futuro

Dai giudizi sul passato e sul presente alle prospettive per il futuro. Il 2026 rappresenta una grande sfida e Hamilton è convinto che la Ferrari possa affrontare al meglio le novità del prossimo anno: “Penso proprio che abbiamo molto lavoro da fare, durante l’inverno analizzeremo la stagione e ci sono molti miglioramenti che dobbiamo apportare collettivamente, ma penso che nessuno in squadra si faccia illusioni sul fatto che tutti dobbiamo fare la nostra parte. Credo che possiamo farlo, spero che implementeremo e apporteremo questi cambiamenti, insieme a un pacchetto migliore“.

Parlando del confronto con Charles Leclerc, Hamilton ha spiegato perché al momento non da particolare peso ai diversi risultati raggiunti: “Non mi preoccupa. Mi sono concentrato solo sulla mia squadra in questo periodo. Ovviamente, Charles ha fatto un ottimo lavoro. È qui da sette anni. Ha una squadra intorno a lui con cui ha lavorato per molti anni. Dalla mia parte è un nuovo gruppo di persone, è un nuovo ambiente di lavoro a cui mi sto ancora abituando. Poi ho avuto un altro nuovo membro a metà anno. Lavoreremo il più duramente possibile, ma far funzionare tutto bene come qualcuno che è dentro da diversi anni… non si fa così e basta. Ci vuole un po’ di tempo“.

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