Nonostante le difficoltà incontrate nei primi due weekend di gara della stagione, acuite dalla doppia squalifica rimediata a Shanghai, Lewis Hamilton rimane fiducioso sul 2025 della Ferrari. Il britannico ritiene che i risultati deludenti fin qui ottenuti siano figli di una serie di fattori sfavorevoli che il team saprà affrontare e superare. Il sette volte iridato ha fatto il punto della situazione nelle dichiarazioni del giovedì a Suzuka, sede del GP Giappone in programma questo fine settimana.
Hamilton: “Abbiamo tutto ciò di cui ha bisogno questa squadra”
Il britannico ha subito messo in chiaro la sua fiducia verso la Ferrari: “Sono sicuro al 100% che possiamo risolvere tutti i problemi che abbiamo. Abbiamo assolutamente tutto ciò di cui c’è bisogno in questa squadra“. Hamilton è poi tornato sul suo adattamento a una nuova realtà dopo 11 anni in Mercedes: “Penso di aver trascorso questi ultimi due mesi cercando di osservare il modo in cui opera la squadra. È diverso da quello che ho sperimentato finora. Ogni squadra è stata diversa. La McLaren era diversa, la Mercedes era diversa, quindi solo osservare e poi vedere dove posso contribuire e cosa posso portare sul tavolo. Ci sono aree che dobbiamo sicuramente migliorare“.

In questo difficile avvio di campionato, l’eccezione è rappresentata dalla prima parte del weekend del GP Cina, culminata con la netta vittoria nella gara Sprint. Hamilton ha aggiunto: “Credo che ci fosse molto clamore, ovviamente, all’inizio della stagione. È importante ricordare che questo è il mio primo anno con la squadra. Penso che Fred (Vasseur) abbia un ottimo approccio e ancora una volta non mi aspettavo di entrare nella stagione e vincere subito la mia prima gara. La gara Sprint è stata un vero bonus, per essere onesti“.
Un ritardo di preparazione che si trascina dai test
Parlando della vittoria di Shanghai, Hamilton ha sottolineato come il suo approccio con la SF-25 sia stato ostacolato da alcuni inconvenienti che ne hanno limitato la ricerca del feeling: “La Sprint è stata la prima volta che ho effettivamente fatto un long run con uno qualsiasi degli pneumatici slick. E poi la gara è stata la prima volta che ho effettivamente guidato con gli pneumatici C2. Non mi sono sentito troppo deluso o niente del genere. Penso che siano i momenti in cui impari di più come squadra“.

FOTO da: @scuderiaferrari – Instagram
Nella sua ricostruzione, Hamilton è tornato indietro non solo all’Australia, ma anche ai test effettuati ad Abu Dhabi dopo l’ultimo gran premio del 2024 – quelli in cui Carlos Sainz ebbe il via libera dalla Ferrari per provare subito la Williams – e ovviamente quelli invernali in Bahrain: “Tutti gli altri piloti qui hanno praticamente potuto fare il test di Abu Dhabi e provare le gomme 2025. Io no. E siamo andati in Bahrain per i test e la macchina ha avuto un problema. La gara Sprint è stata la prima volta che ho effettivamente fatto uno stint di 20 giri e poi il gran premio è stata la prima volta che ho mai provato la C2, quindi stavo solo imparando attraverso una gara. Si sta decisamente iniziando a sentire l’effetto di non essere stato in grado di fare il test alla fine dell’anno, e quindi a pensarci bene sono abbastanza contento di come mi sono adattato solo in quelle due gare. Ma ho sicuramente molto lavoro da fare per assicurarmi che vada meglio andando avanti“.
Le difficoltà con l’assetto
Allargando lo sguardo anche alle prestazioni di Charles Leclerc, il problema in Ferrari non è solo quello dell’adattamento di Hamilton. Le difficoltà a trovare un giusto assetto per la gara con massimo carico di benzina, e i relativi problemi con l’altezza della monoposto, hanno fin qui rappresentato un vero handicap per la SF-25.

A riguardo, Hamilton ha dichiarato: “Penso che per lo più si tratti solo di fissare l’assetto. Alla fine, ho preso la decisione sbagliata sull’assetto sabato prima delle qualifiche, con cui poi ho dovuto convivere per la gara. Se avessimo lasciato la macchina com’era o se il passo che abbiamo fatto fosse stato un miglioramento, penso che avremmo potuto qualificarci tra i primi tre, il che avrebbe poi portato a un risultato diverso, molto probabilmente. Ma non è stato così, ed è stato davvero difficile guidare dal momento in cui siamo usciti in qualifica e poi alla domenica“.



