Dopo il weekend di Silverstone, sulla carta uno dei più complicati per la Ferrari ma concluso con un ottimo risultato di squadra, la scuderia di Maranello si appresta ad affrontare un’altra pista che teoricamente dovrebbe sorridere di più alla Mercedes. Lewis Hamilton non ha nascosto il suo pessimismo in vista del fine settimana di Spa-Francorchamps, pur ribadendo il suo orgoglio per come i tecnici del Cavallino Rampante stiano continuando a sviluppare novità per la SF-26. Incontrando i media nel giovedì del GP Belgio, il britannico ha poi ribadito la sua “allergia” verso il simulatore ed espresso qualche dubbio sul circuito di Madrid, provato in anteprima la scorsa settimana.
La rincorsa alla Mercedes e la sfida dei rettilinei a Spa
In vista del GP Belgio, il sette volte campione del mondo ha delineato uno scenario poco incoraggiante per la sua Ferrari nel confronto diretto con la Mercedes, ipotizzando che il layout del tracciato delle Ardenne possa penalizzare severamente la scuderia di Maranello. Hamilton ha analizzato le caratteristiche della pista belga, mettendola a confronto con Silverstone: “Su questa pista sarà molto difficile, ha tantissimi rettilinei. Siamo andati a Silverstone pensando che saremmo stati molto più indietro in termini di potenza, ma siamo veloci in curva, quindi è andata molto meglio del previsto. Siamo di nuovo qui senza sapere davvero cosa aspettarci, tranne che la pista ha circa il 50% di rettilinei in più. Penso che ci fosse ancora un divario di forse tre o quattro decimi nell’ultima gara. Di conseguenza, qui probabilmente prevediamo che sarà un po’ di più. Ma stiamo facendo tutto il possibile” ha spiegato il portacolori del Cavallino Rampante.

Nella sua rincorsa prestazionale alla Mercedes, la Ferrari si sta distinguendo per un approccio metodologico differente rispetto al passato, preferendo l’introduzione sistematica di piccoli aggiornamenti piuttosto che grandi pacchetti aerodinamici dilazionati nel tempo. Hamilton ha espresso profondo orgoglio per la reattività del team: “In termini di semplici aggiornamenti, sono così orgoglioso della squadra, stanno continuando a spingere per ottimizzare la vettura. Facciamo piccole regolazioni ogni settimana, il che è fantastico da vedere. Invece di avere un unico aggiornamento diversi mesi dopo e poi un altro ancora, è come se ogni fine settimana aggiornassimo piccoli dettagli ogni volta che troviamo qualcosa“ ha sottolineato il pilota inglese, evidenziando l’efficacia di questa filosofia evolutiva.
Bandiere rosse nel finale: la proposta per salvaguardare lo spettacolo
Il finale del GP Gran Bretagna, concluso in regime di Safety Car, ha riportato al centro delle discussioni il tema della gestione della vettura di sicurezza negli ultimi giri delle gare. Ad Hamilton è stato ricordato il caotico GP Australia 2023, interrotto con bandiera rossa al giro 55 di 58 dopo l’impatto di Kevin Magnussen contro le barriere, scenario che diede vita a una breve ripartenza prima di una seconda sospensione per collisioni multiple.
Interpellato sulla possibilità di concedere maggiore libertà d’azione alla direzione gara per esporre la bandiera rossa nei passaggi conclusivi e garantire un arrivo in regime di bandiera verde, Hamilton si è detto assolutamente favorevole: “Sì, decisamente. È successo in Australia, ed è stata una delle gare migliori. Idealmente, quando sei al comando, non è una cosa fantastica, ma darebbe davvero ai tifosi la miglior esperienza. Lo hanno già fatto in passato e sicuramente finire sotto Safety Car è deludente. Sono deluso come atleta, quindi posso solo immaginare come si sentano i tifosi” ha ammesso con pragmatismo.
Il simulatore ancora accantonato
Dopo i due successi della Ferrari nelle ultime tre gare, a Spa si è tornato a parlare di simulatore. A differenza di Leclerc, Hamilton ha ribadito la sua scelta di non utilizzarlo, ricordando ancora una volta come abbia beneficiato di questo ritorno al passato: “Ci ho provato per tutto l’anno scorso ma, come ho detto, quando ero in Mercedes nei primi anni non lo usavo. Man mano che continuava a svilupparsi, c’è stato un momento in cui non lo abbiamo usato. Guido simulatori dal 1997 e possono essere strumenti davvero potenti e utili, ma possono anche portarti fuori strada. Ho riscontrato che l’anno scorso, in particolare, è stato proprio così, e negli anni precedenti in Mercedes era molto simile, ecco perché non l’ho usato. Da quando ho smesso, le mie prestazioni sono andate molto, molto meglio“ ha ribadito il pilota della Ferrari.

Credit: MADRING & Ferrari
I dubbi sul Madring
Al pari di Leclerc, anche Hamilton ha potuto sfruttare il filming day della Ferrari organizzato la scorsa settimana per avere un primo assaggio del circuito cittadino di Madrid dove a settembre si terrà il GP Spagna. Il britannico ha espresso qualche perplessità: “Come ci si poteva aspettare, non c’era grip. Quindi, le gomme erano praticamente coperte di polvere, e così è stato per tutto il tempo. Sembra un circuito più adatto alle qualifiche, e non ci sono veri e propri rettilinei. Quindi, sembra un posto difficile per i sorpassi“.



