Dopo il convincente esordio in Australia, Lewis Hamilton si presenta a Shanghai ancora molto sorridente. Nonostante le note, e da più parti criticate, lacune delle nuove power unit, il britannico è felice di guidare questa nuova generazione di monoposto e di essersi lasciato alle spalle le mai amate vetture a effetto suolo. Nel giovedì del GP Cina, il sette volte iridato si è soffermato sulla rincorsa alla Mercedes e ha confermato l’esordio della nuova ala posteriore sulla Ferrari SF-26, quella soprannominata “Macarena” che stamattina si è già vista nel box della scuderia di Maranello, come vi abbiamo riportato in questo articolo.
Hamilton e l’ala “Macarena”: “Abbiamo ottenuto ciò che volevamo”
Partendo proprio dall’ala posteriore, Hamilton nei test in Bahrain aveva portato all’esordio in pista questa soluzione che ha catturato subito le attenzioni. I dati raccolti hanno soddisfatto la Ferrari, che ha accelerato i lavori per portarla in azione già al secondo gran premio della stagione: “Abbiamo trascorso un giorno intero o giù di lì sull’ala, quindi penso che abbiamo ottenuto ciò di cui avevamo bisogno – ha spiegato il britannico – Sono molto grato alla squadra, perché in realtà il debutto doveva essere più avanti, e hanno lavorato duramente per sviluppare questa situazione e portarla qui“.

Questa accelerazione nel portare una grossa novità sulla SF-26 è un altro punto di rottura rispetto al 2025: “Per me, è semplicemente fantastico vedere che la squadra sta lottando, spingendo, inseguendo e lavorando davvero straordinariamente in fabbrica per poter apportare miglioramenti, perché questo è il cardine del gioco. L’anno scorso non siamo riusciti a vedere – io non sono riuscito a vedere – il pieno potenziale della squadra in quella modalità, perché stavamo lavorando su alcuni problemi“. La nuova ala accenda anche una piccola diatriba, in toni scherzosi, tra Hamilton e il team principal Fred Vasseur sul nome con cui chiamarla: “Non so se ha un nome ufficiale… Qualcuno ha detto ‘Macarena’, non ho idea del perché! È l’ala ‘flip-flop’!” ha detto Lewis riguardo il nome con cui chiamarla. A battezzarla Macarena era stato proprio Vasseur nel corso dei test in Bahrain.
Come detto, a contribuire al buonumore di Hamilton c’è anche l’addio alle vetture a effetto suolo, che si combina all’utilizzo di una monoposto a cui il britannico ha contribuito in prima persona in fase di sviluppo: “Penso che le auto siano più piacevoli da guidare rispetto a quelle a effetto suolo. Comunque, penso che se anche avessimo avuto un altro anno di effetto suolo, sarebbe stata un’auto di cui avrei fatto parte, contribuendo allo sviluppo e penso che probabilmente sarei stato più felice quest’anno rispetto allo scorso. Comunque sì, niente più bouncing, il che è fantastico. Quindi è una combinazione di queste cose“.
La rincorsa alla Mercedes
In questi giorni, complici alcune dichiarazioni di George Russell, si è parlato del volo dall’Australia alla Cina del pilota della Mercedes assieme a Hamilton. A riguardo, e sulla superiorità mostrata dalla W17 a Melbourne, Hamilton ha detto: “Non ho tutte le informazioni, quindi non ne so molto, ma ovviamente gli ho chiesto del motore. E sì, immagino che potrebbero essere più efficienti, forse possono caricare di più, forse hanno più potenza all’albero motore. Invece di preoccuparci di ciò che hanno gli altri, dobbiamo semplicemente lavorare di più per cercare di ottenere di più dal pacchetto che abbiamo. Ma sono davvero orgoglioso della Ferrari e dei ragazzi in fabbrica che hanno fatto un lavoro così eccezionale per costruire la macchina e il motore che abbiamo, che si sono dimostrati affidabili, e continueremo a svilupparli“.

Dopo aver gareggiato vicino alle due Mercedes nella prima parte del GP Australia, Hamilton sembra aver individuato dove emerge maggiormente il vantaggio della W17: “Sembra che sia soprattutto sui rettilinei, quindi al momento penso che sarà ovunque sui rettilinei. Sembra più evidente quando aprono la Straight Mode, è lì che fanno un grande passo avanti. Quella fase è un’area che dobbiamo capire e poi sembrano avere un po’ più di potenza“.
Guardando al prosieguo della stagione, Hamilton ritiene che al momento la Mercedes possa continuare a beneficiare del vantaggio visto in Australia, ma lo sviluppo atteso per queste monoposto potrà permettere di ricucire il gap: “Penso che ridurre il distacco dalla Mercedes dipenda molto dallo sviluppo. Il ritmo di sviluppo è piuttosto sostenuto per tutti al momento, quindi sarà interessante vedere chi porterà aggiornamenti nelle prossime gare. In qualifica si vedeva che il distacco era di circa otto decimi, ma in gara credo che fosse tra i 4 e i 5 decimi con aria pulita, il che è un divario enorme. Quindi, sì, sarà davvero interessante vedere lo sviluppo. Cercheremo di recuperarli, e credo che ci riusciremo, ma non lo so, non sarà una cosa certa. Vedremo, non abbiamo aggiunto otto decimi di prestazioni alla vettura in quattro giorni. Penso che sarà ancora molto difficile battere la Mercedes questo fine settimana. Bisogna anche dare per scontato che gli altri aumenteranno il ritmo, come la McLaren e la Red Bull. Ci concentreremo solo sul fare il miglior lavoro possibile e sull’ottenere il massimo dalla vettura“.



