Sono stati ufficialmente tolti i veli alla Haas che scenderà in pista nel mondiale 2025. La scuderia capitanata Ayao Komatsu con la VF-25 cerca un ulteriore step in avanti dopo un 2024 in cui il denominatore comune era stata la crescita. Un’annata iniziata fra le difficoltà si è conclusa con il settimo posto nei costruttori, dopo una lotta serrata con Alpine nel finale di stagione. La nuova nata è un’evoluzione della vettura dello scorso anno. La VF-25, che ha già assaggiato l’asfalto in occasione dello shakedown della scorsa domenica a Silverstone, è stata sviluppata con l’intenzione di migliorare nelle aree in cui sono emerse maggiori lacune, come l’aerodinamica e l’esercizio ad alte temperature. Su queste e altre tematiche si sono esposti il Direttore Tecnico del team Andrea De Zordo e Davide Paganelli, Responsabile dell’aerodinamica.
La base da cui nasce la nuova Haas: “un 2024 di successo, siamo sulla strada giusta”
Guardando ai passi avanti compiuti nell’economia di una stagione, la Haas è senz’altro una delle scuderie che ha meglio lavorato sotto questo punto di vista. Una crescita coadiuvata dalla stretta collaborazione fra il reparto di Banbury e quello di Maranello, come ha raccontato il DT Andrea De Zordo. “Il rapporto tra la sede italiana e quella britannica è stata probabilmente la cosa migliore della scorsa stagione,” ha raccontato. “Siamo molto più allineati, discutiamo molto e penso che sia un rapporto che sta funzionando bene. Abbiamo migliorato molto la forza dell’ufficio design, abbiamo migliorato molto la nostra aerodinamica in termini di metodologia, strumenti, e questo è un processo che è iniziato già da tempo, e anche se abbiamo ancora molto da fare in questo senso, siamo sulla strada giusta.”
Voltare pagina è il leitmotiv confermato dal Responsabile dell’aerodinamica Paganelli, guardando alla base su cui nasce la vettura di quest’anno. “Consideriamo il 2024 un successo perché eravamo entrati nella stagione da ultimi in campionato. È stato davvero difficile essere in grado di fornire qualcosa di positivo con la stessa risorsa, ma cambiando la struttura organizzativa abbiamo sbloccato il potenziale dei membri del team, e questo è stato davvero soddisfacente.”
Sullo sviluppo della VF-25: “ci siamo focalizzati sull’ala posteriore e sulla gestione delle temperature più calde”
Sebbene il bilancio della passata stagione sia stato positivo, i punti deboli su cui i tecnici hanno dovuto lavorare per lo sviluppo della VF-25 non sono mancati. “Il principale contributo alle prestazioni proviene dal lato aerodinamico, quindi il punto principale di attenzione è stato ancora una volta cercare di crescere il più possibile in quell’area,” ha dichiarato il DT della Haas, coadiuvato da quanto affermato dal Responsabile dell’Aerodinamica. Quest’ultimo ha spiegato come il focus principale in questo senso sia stato riservato al posteriore della vettura. “Abbiamo lavorato molto sul posteriore della vettura, e in particolare sull’ala posteriore. Penso che abbiamo fatto davvero un buon lavoro in questi termini per il 2025. Se riusciamo a vedere in pista quello che pensiamo di scoprire nella galleria del vento, penso che possiamo avere una spinta enorme fin dalla prima gara.”
Fra i punti all’ordine del giorno sul banco degli ingegneri, anche l’aspetto della versatilità della monoposto e quello delle temperature. “Uno dei punti deboli che abbiamo avuto l’anno scorso è stato quello di non poter essere in grado di esprimersi allo stesso livello su circuiti con caratteristiche diverse,” ha affermato Paganelli. “Abbiamo fatto un buon lavoro nel cercare di colmare questo tipo di gap oltre che fornire una configurazione migliore nelle gare più calde. Sappiamo che all’inizio della stagione avremo alcune gare calde, quindi dovremmo essere in grado di competere.”
Bearman-Ocon: la nuova coppia piloti per il 2025
La novità più importante del 2025 di casa Haas è la nuova lineup piloti, formata da Oliver Bearman ed Esteban Ocon. Una sfida importante a cui sono stati e saranno chiamati i tecnici per sviluppare la nuova vettura è legata a quello che sarà lo stile di guida del duo e dei feedback che ricaveranno dalla pista. “Di sicuro, avremo bisogno di un po’ di tempo da entrambi i lati del garage per familiarizzare con i nuovi piloti,” ha affermato il DT De Zordo. “Li ho trovati entrambi molto impegnati, sorridenti e motivati, e questo ha lasciato tutti noi con una buona impressione e una buona sensazione per l’anno. Tutti questi punti aiutano a motivare la squadra, e questo è molto importante quando le cose non vanno bene o quando le persone si stancano durante una lunga stagione.” Paganelli ha poi aggiunto: “sono davvero bravi e possono fornire un feedback eccellente e anche aiutarci ad andare ancora oltre nella comprensione della vettura.”
2025 o 2026? Ecco come si dividerà lo sviluppo
Nello scenario di una lotta serrata come quella che si è vista nel 2024, non solo per le posizioni di testa ma anche a centro gruppo, un’ulteriore sfida sarà legata al bilanciamento fra sviluppo per la stagione 2025 e quello per il 2026. Il cambio regolamentare che la F1 vivrà fra un anno impone ai team uno sforzo su due fronti. “Al momento non è chiaro se le squadre spingeranno o meno sulla vettura attuale, ma dubito fortemente che qualsiasi altra squadra si arrenderà. Mi aspetto di nuovo una competizione molto dura e serrata,” ha dichiarato il Responsabile dell’aerodinamica Paganelli che, al tempo stesso, ha raccontato come il progetto 2026 in casa Haas sia già stato avviato. “Abbiamo già iniziato a lavorare sulla nostra vettura per il 2026, poiché i regolamenti FIA consentono ai team di iniziare a lavorare seriamente sul progetto in termini di aerodinamica dal 2 gennaio 2025. Cercheremo di utilizzare la stessa filosofia dell’anno precedente, assicurandoci di essere soddisfatti della direzione e di poter vedere i risultati prima di procedere con ulteriori aggiornamenti.”
Una Haas che pensa sempre più in grande: l’avvio del programma TPC
Indipendentemente da ciò che racconterà il futuro della Haas, è innegabile che gli obiettivi siano sempre più ambiziosi. A dimostrarlo, il programma TPC annunciato e già avviato lo scorso mese di gennaio con la prima sessione a Jerez. “Per noi è una buona opportunità per gli ingegneri più giovani di imparare il lavoro e acquisire esperienza,” ha dichiarato De Zordo. “È difficile ottenerlo durante un weekend di gara, quindi la possibilità per loro di crescere e imparare in un ambiente un po’ più rilassato come un piccolo team è una grande opportunità.” Un ambiente salutare che permette alle risorse più fresche di formarsi e migliorare in vista di un apporto futuro alla vera e propria squadra corse, come ha sottolineato l’Aerodinamico Paganelli. “È un modo fantastico per formare il personale e le risorse interne e per averli pronti non appena ne abbiamo bisogno. Per noi è bello costruire il rapporto tra gli ingegneri e i membri del team in pista. È un modo importante per costruire relazioni e stabilire una buona comunicazione tra il team, cosa che prima non era possibile.”













