Haas è stata sicuramente una delle sorprese principali dello Shakedown di Barcellona, visto che la scuderia americana si è classificata terza per chilometraggio percorso, dietro a blasoni come Mercedes e Ferrari. Ocon e Bearman sul tracciato spagnolo hanno completato 387 giri, pari a circa 1803 chilometri. Un dato sicuramente positivo e che dimostra anche la grande affidabilità al momento del propulsore Ferrari, di cui è dotata la VF-26. Il team americano si è fatto trovare pronto alla grande rivoluzione regolamentare ed ha portato a termine il programma di lavoro con un chilometraggio non assolutamente scontato.
Ayao Komatsu, team principal di Haas ha dato le sue prime impressioni dopo Barcellona: “Stiamo costantemente imparando a conoscere la vettura, ci sono queste nuove regole sia per quanto riguarda la power unit che per quanto riguarda il telaio. È un grande cambiamento nel modo in cui si ottengono le prestazioni dalla vettura, nel modo in cui si è costanti sia in una preparazione di tipo qualifica, diciamo, su un giro, sia in una gara prolungata. Quindi impariamo molto ogni volta, e tutto ciò che impariamo qui ci mette in una buona condizione per i prossimi test in Bahrain. Abbiamo un’enorme quantità di dati da analizzare. Ancora una volta, le caratteristiche aerodinamiche sono molto, molto diverse, anche dal punto di vista della power unit c’è molto da elaborare. Quindi abbiamo una settimana per elaborare tutto e migliorare in linea di principio il Bahrain”.

Esteban Ocon si è focalizzato principalmente sulle caratteristiche delle nuove vetture e di cosa ha provato al volante di questa nuova generazione: “È ovviamente molto diverso da guidare, rispetto a com’era nel 2025. Ma la buona notizia è che è ancora un’auto da corsa, sapete. Mi aspettavo che avremmo dovuto lavorare molto sulla potenza ibrida e cercare di ottenere tutto correttamente… il che è sicuramente vero, bisogna ottenere tutto correttamente, altrimenti il tempo sul giro non c’è affatto”. Tuttavia non tutto ha stupito il pilota francese, che si è dimostrato scontento in particolar modo dalla nuova aerodinamica attiva, ritenuta troppo ‘basic’ rispetto a quello che ci si poteva aspettare alla vigilia e di come poteva essere impostato l’intero sistema: “Il sorpasso, sì, ci ho giocato un po’. Non voglio dare conclusioni troppo affrettate su come sarà perché ovviamente deve essere regolato, ottimizzato, affinché funzioni alla perfezione. Ma finora, sembra difficile sorpassare. Questo è il mio primo pensiero, ma spero che diventerà più facile. L’aerodinamica attiva, a dire il vero, mi ha un po’ deluso perché è solo un DRS all’anteriore. La usiamo continuamente, quindi è più una questione di efficienza che qualcosa che ci offre molti più strumenti con cui giocare e cose del genere. Certo, possiamo apportare piccole modifiche, ma avrei preferito poter impostare il flap anteriore come vogliamo per ogni curva prima di iniziare a guidare. Questo è ciò che chiamo aerodinamica attiva. La Pagani Huayra di qualche anno fa aveva l’aerodinamica attiva all’anteriore e la preparava a qualsiasi curva si affrontasse e a ciò di cui si aveva bisogno in termini di equilibrio. Questo è ciò che chiamo aerodinamica attiva più del DRS, che abbiamo all’anteriore. È bello, ma penso che potremmo usarlo in un altro modo. Diciamo che non sono deluso, ma penso che avremmo potuto usarlo in modo migliore”.
A parte queste impressioni personali, è indubbio che Haas si è comportata bene a Barcellona, dove l’importante per tutti i team era la ricerca dell’affidabilità. Domani inizieranno i test in Bahrain e sarà un’altra occasione per familiarizzare con tutti questi nuovi sistemi. Si inizierà anche a guardare alla performance e sarà proprio in quel momento che le squadre comprenderanno l’effettiva bontà della vettura creata per il cambiamento regolamentare.



