La Haas si presenta a Monte Carlo alla ricerca di conferme dopo l’altalenante weekend di Montreal. In Canada, la scuderia americana ha inizialmente incontrato difficoltà collegate a un componente particolare che aveva messo in dubbio il valore del pacchetto di aggiornamenti. Risolto non senza sacrifici questo problema, un’ottima risposta è arrivata dal decimo posto di Oliver Bearman ottenuto domenica. Il team principal Ayao Komatsu ha fatto il punto della situazione, parlando poi anche del futuro del pilota inglese, spesso accostato alla Ferrari.
Il retroscena di Montreal: i problemi incontrati venerdì
Il weekend del GP Canada ha fornito risposte cruciali per il prosieguo della stagione. Komatsu non ha nascosto che i problemi di competitività emersi a Montreal siano stati in parte una sorpresa, ma ha evidenziato come la squadra abbia reagito immediatamente per evitare che si ripetessero sul tracciato di Monaco: “Nelle FP1 abbiamo avuto un componente che non stava performando come dovuto. Non si trattava di un difetto legato direttamente al nuovo pacchetto di aggiornamenti, ma semplicemente di un singolo pezzo che abbiamo dovuto sostituire. Questo inconveniente, però, ci ha messi subito in difficoltà in un fine settimana caratterizzato dal formato Sprint”. Il ritardo accumulato ha impedito ai piloti di girare con costanza, una condizione fondamentale su piste cittadine dove la fiducia del pilota e la vicinanza ai muretti fanno la differenza.

Per uscire dall’impasse, il team ha preso la drastica decisione di sacrificare la gara Sprint, facendo partire Bearman dalla pit lane per effettuare dei test comparativi: “È stata una decisione difficile ma corretta al 100%. Venerdì sera avevamo solo tonnellate di domande e pochissime risposte. Cambiare la specifica sulla vettura di Ocon tra la Sprint e la qualifica principale ci ha permesso di effettuare una scansione di sensitività. Sabato sera avevamo finalmente imboccato la direzione giusta, permettendo a Bearman di passare il Q1 con una vettura configurata come avrebbe dovuto essere sin dalle FP1″.
Analisi tecnica: il nodo del “carico utilizzabile” e i dubbi sulle ali
Dal punto di vista puramente tecnico, il dibattito in casa Haas si concentra sull’efficacia dell’ultimo pacchetto di sviluppi. Se da un lato Bearman ha riferito che gli aggiornamenti hanno generato il carico aerodinamico previsto, dall’altro ha sottolineato come la monoposto sia diventata più complessa e scorbutica da guidare. Una dinamica che Komatsu ha voluto analizzare andando alla radice del comportamento della vettura.
«I primi segnali di questa caratteristica indesiderata si erano già visti a Miami, dove correvamo ancora con la vecchia specifica. Non è un problema causato dall’aggiornamento in sé, poiché entrambe le configurazioni soffrono della medesima limitazione di base – ha spiegato il tecnico giapponese – Il livello complessivo di carico aerodinamico extra c’è e i dati lo confermano, ma la vera domanda è: si tratta di carico utilizzabile? In alcuni circuiti lo è, mentre in altri, per via del modo in cui siamo costretti a settare la vettura, diventa estremamente difficile estrarre la prestazione. Montreal, finora, è stato lo scenario peggiore“.

Interpellato poi dai giornalisti su dettagli macro-aerodinamici o soluzioni simili a quelle introdotte da Red Bull, come profili aggiuntivi sull’ala posteriore o attuatori per la modalità da rettilineo, Komatsu ha preferito mantenere il profilo basso, alternando risposte evasive a un pizzico di segretezza: “Le alette aggiuntive? Onestamente non ricordo se le abbiamo montate all’esterno, è un dettaglio talmente piccolo che non sposta i valori in campo. Per quanto riguarda gli attuatori… non credo proprio di dovervelo dire“. Per i correttivi a medio e lungo termine, l’appuntamento è fissato a Barcellona, pista tradizionale dove il team conta di effettuare test approfonditi.
Il futuro di Bearman: Komatsu lancia la palla a Vasseur
Oltre ai temi tecnici, il mercato piloti continua a tenere banco nel paddock. Complice il recente annuncio della Ferrari relativo al rinnovo di Charles Leclerc, i riflettori si sono riaccesi inevitabilmente sul futuro di Bearman, da tempo considerato il candidato principale a un sedile da titolare nel team di Maranello.
Quando i giornalisti hanno chiesto se il sedile dell’inglese alla Haas sia ormai sicuro al 100% per la prossima stagione, Komatsu ha preferito dribblare la domanda con un sorriso e una battuta pungente rivolta al muretto Ferrari: “Se Ollie è già sicuro di correre con noi l’anno prossimo? Penso che dovreste fare questa domanda direttamente a Fred Vasseur“. Un modo elegante per non anticipare i tempi, pur confermando indirettamente come i destini del giovane talento inglese siano strettamente legati alle decisioni e alle sinergie d’intenti tra la scuderia italiana e la squadra americana.



