La stagione iniziata con il dominio incontrastato di Red Bull, con doppietta in tre delle prime quattro gare dell’anno, si concluderà al GP di Abu Dhabi con una lotta per la prima posizione nel campionato Costruttori tra McLaren e Ferrari, separate da 21 punti a una gara dalla fine. Solamente in una occasione quest’anno la squadra italiana ha guadagnato così tanti punti agli storici rivali inglesi, quando Leclerc e Sainz hanno conquistato la doppietta ad Austin: considerando le premesse e la forza tecnica di McLaren, portare a casa il mondiale sarebbe un vero miracolo sportivo per la squadra di Vasseur. Mercedes e Red Bull potranno, e dovranno se McLaren dovesse perdere il titolo, essere arbitri imparziali della battaglia tra le due squadre. Abu Dhabi è un circuito diverso dagli altri due eventi della tripletta di fine stagione: la gara si correrà ancora in notturna, gli pneumatici torneranno ad essere quelli della gamma più morbida e il layout giocherà più a favore di Ferrari rispetto a Losail.
GP Abu Dhabi: tornano rettilinei e curve più medio-lente curva 1 e curva 9 cruciali
Con le nuove modifiche al tracciato dal 2021 in poi, Yas Marina è diventato un circuito più veloce e che garantisce maggiori possibilità di sorpasso ai piloti. Negli ultimi due anni Ferrari ha ottenuto due seconde posizioni in gara dietro a Max Verstappen nel GP di Abu Dhabi, ma l’anno scorso le prestazioni di SF-23, W14 e MCL60 sono state separate da pochi centesimi in gara e le posizioni di Qualifica hanno giocato un ruolo fondamentale nel risultato finale. La presenza di solamente una curva ad alta velocità rappresenta un grande cambiamento rispetto al layout di Losail, la maggior parte delle sezioni sono da percorrere a media e bassa velocità.

In Qualifica ci sarà da fare attenzione a diversi tratti, partendo da curva 1: l’anno scorso la SF-23 soffriva molto la mancanza di anteriore al punto di corda (percorso a circa 165 km/h), e subiva lì una buona fetta di gap. Quest’anno la SF-24 potrebbe soffrire ma per motivi diversi, a partire dall’importanza di avere le gomme pronte per ingresso e uscita, che da il via al tratto in salita e poi discesa verso curva 5, cruciale (così come la 7) per l’uscita che immette su un lungo rettilineo. Il secondo tratto da tenere d’occhio sarà la curva 9, da percorrere sui 175 km/h e che premia la capacità di appoggio delle monoposto. Quello che la Rossa potrà sfruttare sarà la gestione degli pneumatici nel terzo settore, dove si può recuperare molto tempo sul giro solamente avendo le gomme in buono stato.
GP Abu Dhabi: meteo stabile e pneumatici conosciuti, il rischio graining porterà a due soste?
Le previsioni per il fine settimana indicano temperature che variano tra i 20 e i 24°C nella notte, a scendere tra venerdì e domenica, e l’impatto del vento potrebbe essere non trascurabile. Le simulazioni Pirelli indicano che la gara a due soste sarà l’opzione più veloce, anche per via del fenomeno del graining che anche l’anno scorso aveva spinto i team a montare due treni di gomme dure per finire la gara. L’effetto DRS può essere valutato sopra i 5/6 decimi di secondo nelle due zone dove è possibile aprire l’ala mobile, ma porta a grandi perdite nel terzo settore: sorpassare senza un vantaggio di passo, o di gomma, potrà risultare piuttosto difficile nelle prime fasi di gara, perciò una buona Qualifica è cruciale.

La bassa abrasione, e aderenza, dell’asfalto di Yas Marina costringe Pirelli a portare in pista la gamma più morbida a disposizione: la C5 rossa sarà utilizzata in Qualifica, mentre come da abitudine saranno le mescole C4 e C3 ad essere sfruttate con alto carico di carburante. Nelle prime fasi di gara, e degli stint, i piloti cercheranno di gestire gli pneumatici nelle curve più lunghe come la 3 e la 9: farlo nella maniera più efficiente possibile sarà cruciale per l’esecuzione della gara.



