Alpine a zero, Gasly: “Neanche lontanamente vicino a dove dovremmo essere”

Ott 10, 2025

Chiara Scaccabarozzi

Sono ancora zero i punti conquistati dall’Alpine dal rientro dalla pausa estiva: a Singapore entrambi i piloti hanno terminato la gara fuori dalla top 10 dopo l’ennesimo weekend non semplice. Archiviate Monza e Baku, dove il team già prevedeva piene di difficoltà per la mancanza di velocità in rettilineo, i francesi arrivano a Marina Bay sperando di poter mettere in risalto i suoi punti di forza nelle strade tortuose del circuito asiatico. Quello asiatico, però, è uno dei circuiti più demanding per i piloti, che devono sopportare le alte temperature e l’alto tasso di umidità e le due A525 non sono state in grado di competere con le avversarie del midfield. Gasly è partito dalla pitlane dopo alcune modifiche alla monoposto e non è andato oltre il 19°; meglio Colapinto con una 16ª posizione, anche se rimane l’unico pilota a non aver segnato ancora un punto. Intervistati da F1TV al termine della gara, entrambi hanno espresso il proprio disappunto per una posizione nel Costruttori, l’ultima, che non rispecchia la volontà e il lavoro del team, auspicando miglioramenti per gli appuntamenti successivi.

GASLY: “ABBIAMO MODIFICATO ASSETTO E FONDO: SAPPIAMO DI NON ESSERE DOVE DOVREMMO”

A Singapore nulla ha potuto fare Gasly, l’unico pilota Alpine ad aver portato punti al team. La gara del francese è iniziata in salita con una partenza dai box dopo alcune modifiche rese necessarie in seguito a un fuori pista in una via di fuga durante le qualifiche. Ancora una volta la A525 ha accusato problemi di affidabilità che hanno compromesso le prestazioni dei piloti e hanno relegato il 29enne al 19° posto al traguardo. “Sapevo che sarebbe stata una giornata difficile, soprattutto con la partenza dalla pit lane”, racconta a F1TV, “Ultimamente non mi sono sentito molto a mio agio in macchina, quindi abbiamo modificato l’assetto e il fondo per cercare di capire meglio alcune cose, il che dovrebbe esserci utile per il futuro.

Nonostante l’ultima posizione nel campionato Costruttori che sembra destinata a rimanere tale, in casa Alpine si lavora sodo per riuscire a portare qualche miglioramento per rendere meno difficile il finale di stagione per i due piloti: “Sapevamo che la gara sarebbe stata complicata ed è stato bello avere qualche battaglia là fuori, anche se non era per le posizioni che valevano la zona punti. So che la squadra sta lavorando duramente in questo momento e sappiamo tutti che siamo ben lontani da dove dovremmo essere in questo momento. Sono fiducioso che la prossima volta ad Austin potremo fare meglio rispetto alle ultime gare, dove le caratteristiche del circuito non si sono rivelate adatte al nostro pacchetto, soprattutto a causa della mancanza di grip e delle buche che sono comuni nei circuiti cittadini.”

COLAPINTO: “NON AVEVAMO RITMO, NON ERA QUELLO CHE VOLEVAMO MA I RISULTATI ARRIVERANNO”

La situazione non è migliore nemmeno dall’altra parte del box: Colapinto è scattato dalla 16ª casella mantenendo la stessa posizione alla bandiera a scacchi: “È stata una gara lunga con tante battaglie serrate, il che è stato divertente, ma alla fine non avevamo il ritmo e abbiamo perso alcune posizioni verso la fine a causa delle gomme più vecchie”, ha detto l’argentino, “Sono riuscito a scattare bene e a recuperare posizioni nella sequenza iniziale di curve. In quel momento stavamo andando abbastanza bene nel gruppo di centrocampo con le gomme morbide e, sapendo quanto sia difficile sorpassare su questa pista, ci siamo fermati ai box in anticipo cercando di fare undercut e di usare la posizione in pista per recuperare posizioni.”

La gestione gomme è sempre un problema con le macchine a effetto suolo. E Singapore è una delle gare più calde con un tasso di umidità dei più alti tra i circuiti in calendario. Se normalmente è complicato mettere in temperatura gli pneumatici, con alcune vetture che hanno una finestra d’utilizzo molto piccola per poter performare al meglio, a Marina Bay diventa ancora più complesso a causa del forte degrado: “Abbiamo fatto del nostro meglio per gestire le gomme, ma con un forte degrado e la necessità di dover scendere in pista per le bandiere blu, è stato difficile tenere testa alle vetture con gomme più fresche negli ultimi giri. Non era quello che volevamo, ma dobbiamo continuare a spingere e i risultati migliori arriveranno.”

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