La Formula 2 guarda al futuro e lo fa da Monza, dove è stata presentata ufficialmente la nuova monoposto che accompagnerà il campionato nelle stagioni 2027, 2028 e 2029. La vettura rappresenta un’evoluzione significativa dell’attuale generazione, con un obiettivo ben preciso: continuare a essere l’ultimo e fondamentale passaggio per i giovani piloti diretti verso la Formula 1.
A spiegare la filosofia alla base del progetto è stato Bruno Michel, CEO della FIA Formula 2, che ha ribadito come la categoria debba continuare a rappresentare un vero banco di prova in vista del salto nella massima serie. “La missione della Formula 2 è sempre stata quella di preparare i piloti per la Formula 1 e di assicurarsi che, una volta arrivati in F1, siano pronti”.
“La vettura gioca un ruolo estremamente importante in questa preparazione. Quello che cerchiamo sempre di fare, quando realizziamo nuove vetture o aggiorniamo quelle esistenti, è cercare di avvicinarci il più possibile a dove si trovano le monoposto di F1 in questa fase specifica, per assicurarci che i piloti siano pronti quando faranno il salto”.

Una filosofia che non riguarda solamente la vettura. Michel ha sottolineato infatti anche l’importanza degli pneumatici, considerando che Pirelli è fornitore esclusivo della F2 dal 2017 e anche partner della Formula 1. “Questo non riguarda solo la vettura, ma anche gli pneumatici, poiché utilizziamo lo stesso fornitore e partner della Formula 1, oltre a molti altri elementi della macchina. Cerchiamo di fare in modo che i piloti siano il più pronti possibile“.
Il nuovo progetto mantiene il telaio Dallara della generazione 2026, una scelta dettata soprattutto dalla necessità di contenere i costi, ma interviene in maniera importante sull’aerodinamica. La vettura presenta infatti nuove ali anteriori e posteriori e un’impostazione più vicina alla filosofia stilistica e aerodinamica della F1 moderna.
A questo si aggiunge una novità particolarmente importante dal punto di vista operativo: un sistema d’avviamento integrato a bordo, sviluppato attraverso un’evoluzione del cambio Hewland. Una soluzione pensata non soltanto per semplificare le operazioni delle squadre, ma soprattutto per evitare che una vettura rimanga ferma in pista dopo un testacoda o uno spegnimento del motore.
Nuova Formula 2: Più carico e una nuova filosofia aerodinamica

A entrare nel dettaglio tecnico della nuova F2 è stato Nicholas Tombazis, direttore delle monoposto della FIA. Il progetto, pur mantenendo numerosi elementi in comune con la vettura precedente, introduce modifiche significative soprattutto sul fronte aerodinamico.
“Questa vettura è in realtà un aggiornamento significativo della vettura precedente», ha spiegato Tombazis. “Ci sono molte somiglianze e molti elementi in comune per ragioni di costo e per la sostenibilità finanziaria dello sport, che è sempre una priorità. Detto questo, ci sono cambiamenti molto significativi sull’aerodinamica“.
Il principale obiettivo è stato quello di rendere la monoposto più efficace quando segue un’altra vettura. Una caratteristica particolarmente importante in una categoria che deve offrire gare combattute e, allo stesso tempo, allenare i piloti alle dinamiche della Formula 1.
«C’è stato il desiderio di allinearsi molto di più con la filosofia della Formula 1, e penso che questo garantirà una capacità ancora migliore di seguire da vicino le altre vetture», ha aggiunto Tomatis.
La nuova vettura dispone inoltre di circa 35 punti di carico aerodinamico in più, accompagnati da un incremento del drag quantificato in circa tre punti. Secondo Tombazis, il risultato è una monoposto “fondamentalmente molto più efficiente” dal punto di vista dinamico, con caratteristiche migliori per seguire le altre vetture e con una maggiore somiglianza alla Formula 1.
Particolarmente interessante è il lavoro effettuato sulla gestione della scia generata dalle ruote anteriori. “Le modifiche principali riguardano la gestione della scia delle ruote anteriori”, ha spiegato. “Quel piccolo profilo davanti alle pance aiuta a mantenere la scia delle ruote anteriori molto vicina all’interno della vettura, indirizzandola sopra il fondo e tra le pance e la ruota posteriore“.
L’obiettivo è lasciare alla vettura che segue un flusso d’aria più pulito . “La scia per la vettura che segue è molto più pulita, poiché il flusso verso l’alto dell’ala posteriore sposta tutta l’aria turbolenta più in alto. Ciò che rimane in basso per la vettura che segue è in realtà aria pulita proveniente dall’esterno“.
La modifica non si limita comunque alle ali. Tombazis ha confermato che anche il fondo è stato rivisto: “L’intera vettura è cambiata dal punto di vista aerodinamico. Nelle moderne monoposto tutti questi componenti interagiscono tra loro. Non si può semplicemente cambiare l’ala anteriore e lasciare tutto il resto invariato. Di conseguenza, anche il fondo è stato modificato“.
Anche l’ala posteriore è stata semplificata, mentre il nuovo disegno è stato scelto anche per avvicinare ulteriormente l’aspetto della F2 a quello delle attuali monoposto di Formula 1. “Il motivo principale per l’adozione del nuovo sistema è stato essenzialmente l’allineamento con il look della F1. La riduzione della resistenza aerodinamica e la velocità che si ottengono sono leggermente migliorate con questa nuova versione“.
Nuova Formula 2: DRS confermato e debutto nel 2027

Uno degli aspetti discussi durante la conferenza è stato anche il mantenimento del DRS. La Formula 1 lo ha abbandonato con il regolamento 2026, introducendo l’aerodinamica attiva, ma la stessa strada non è stata ritenuta necessaria in Formula 2.
“In Formula 1 è stato fatto a causa delle caratteristiche della componente elettrica del motore, questione che non sussiste in F2″, ha chiarito Tombazis. “In Formula 2 la potenza proviene esclusivamente dal motore a combustione, quindi non c’era bisogno di avere un’aerodinamica attiva come in Formula 1. Il DRS rimane invece un concetto e un principio estremamente valido da utilizzare in Formula 2“.
Il propulsore rimane infatti il 3.4 litri turbo Mecachrome, alimentato dal carburante sostenibile avanzato fornito da Aramco e già introdotto con successo in campionato dal 2025. Anche Pirelli continuerà a essere il fornitore unico degli pneumatici.
Tra le novità più concrete c’è invece il già citato sistema d’avviamento. Una soluzione che dovrebbe avere un impatto importante soprattutto sul piano sportivo, permettendo ai piloti di riavviare la vettura dopo un testacoda o uno spegnimento e riducendo così il rischio di avere monoposto ferme lungo il tracciato.
Tombazis ha spiegato che l’introduzione del sistema non ha rappresentato un ostacolo ingegneristico particolarmente complesso: “C’era semplicemente il desiderio di dedicarvi del tempo e accettare un po’ di peso in più, ma il peso extra è ampiamente compensato dai vantaggi dell’aerodinamica“.
I primi riscontri arrivati dai test sono stati positivi. La vettura ha debuttato in pista a giugno al Circuit de Barcelona-Catalunya ed è stata successivamente sottoposta a un intenso programma di sviluppo. Durante la conferenza, Michel ha raccontato anche le impressioni ricevute dal pilota impegnato nei test: “Ha detto che era molto piacevole da guidare e che si percepiva decisamente il maggiore carico aerodinamico. Come ha detto Nicholas, il leggero peso aggiuntivo dovuto al motorino di avviamento non si sentiva affatto“.
Per la fase successiva dello sviluppo è previsto un ulteriore lavoro in galleria del vento. La volontà della Formula 2 è inoltre quella di centralizzare i dati raccolti per metterli direttamente a disposizione delle squadre, evitando che ciascun team debba ripetere autonomamente lo stesso lavoro.
La prima vettura sarà consegnata alle squadre entro la fine del 2026, mentre la seconda arriverà verso la fine di gennaio 2027. Successivamente inizieranno i test collettivi con 32 vetture, una fase considerata fondamentale per verificare il comportamento della nuova monoposto in condizioni molto diverse rispetto a quelle dei test con una singola macchina.
“È sempre diverso fare un test con una sola vettura rispetto a un test con 32 auto“, ha sottolineato Michel. “Poi la nuova generazione sarà pronta per essere spedita verso il primo appuntamento della stagione 2027“.
Il progetto, dunque, non punta a una rivoluzione totale, ma a un’evoluzione mirata: mantenere sotto controllo i costi attraverso la continuità del telaio e delle principali componenti, intervenendo però dove serve per migliorare la qualità delle gare e la preparazione dei piloti. E, secondo Tombazis, la Formula 2 continuerà a essere un passaggio fondamentale anche per chi sogna di arrivare in Formula 1: “Il mio messaggio di fondo è che la Formula 2 rimane un ultimo passo fondamentale ed estremamente valido prima di entrare in Formula 1“.



