Il tema dei motori resta centrale nel futuro della Formula 1, anche a pochi mesi dall’introduzione della nuova generazione di power unit. Tra incertezze legate al contesto economico globale e la necessità di rendere la categoria più sostenibile e meno dipendente dai costruttori, FIA e team stanno già lavorando alle basi del prossimo ciclo regolamentare.
Ultimamente ha preso parola Nikolas Tombazis, che in una intervista dov’era presente AutoRacer ha parlato non solo delle attuali regole, ma ha anche introdotto il tema su quelle che saranno le motorizzazioni future. In un’intervista con Auto Motor und Sport, Jan Monchaux – direttore tecnico della FIA -ha fatto un punto sulle discussioni già avviate tra Federazione e i vari team, svelando una ipotetica “deadline”, che la FIA si auspica sia rispettata.
Riguardo l’attuale ciclo di regolare, Nikolas Tombazis ha chiarito come alcune delle premesse fatte al principio non si siano poi concretizzate.
“Quando discutevamo dell’attuale regolamento, alcuni costruttori ci dissero che non avrebbero più sviluppato motori a combustione interna e che sarebbero passati completamente all’elettrico. Ma questo non è successo.”
Per questo motivo, una delle basi delle discussioni sui regolamenti futuri è quella di una maggiore, se non totale, indipendenza della Formula 1 dai temi economici globali ed anche dalle case automobilistiche di per se.
“Non dobbiamo lasciarci prendere in ostaggio dalle case automobilistiche. Vogliamo che siano coinvolte, ma non possiamo essere vulnerabili se decidono di ritirarsi.”

Il motivo per cui si sta già iniziando a parlare dei motori del futuro è per permettere ai team, come avvenuto con il regolamento attuale, il giusto tempo per procedere con lo sviluppo. I primi risultati ai banchi delle attuali Power Train avevano anche fatto scattare un allarme che spingeva ad anticipare il debutto di nuove regole al 2028-2029.
Al momento questo scenario è meno probabile ma comunque l’idea è di velocizzare ed ultimare le discussioni sulle nuove regole per il futuro.
A parlarne ad AMUS è stato il direttore tecnico della FIA, Jan Monchaux. “Abbiamo avuto alcuni colloqui con i costruttori lo scorso anno, nei quali abbiamo iniziato a sondare il terreno. Tutti i produttori hanno espresso il desiderio di ridurre i costi e semplificare i motori.”
Tra le prime ipotesi circolate c’è quella di un V8 turbo supportato da un MGU-K standard, con una componente elettrica ridotta rispetto all’attuale regolamento. Il tutto mantenendo l’utilizzo di carburanti sostenibili.
Per Monchaux, il fattore tempo è ora cruciale: “Dobbiamo concludere tutto nei prossimi due o tre mesi. Spero non ci voglia molto di più. Qualcosa deve essere messo nero su bianco entro la fine dell’anno al più tardi.”

Il lavoro in corso punta soprattutto a trovare un equilibrio tra le esigenze dei diversi attori coinvolti: “Stiamo cercando di trovare un terreno comune, in modo che anche i costruttori possano vedersi rappresentati nelle modifiche che apporteremo.”
La FIA intende intervenire anche facendo tesoro degli errori commessi nella stesura dell’attuale regolamento, venuti fuori prepotentemente in questo inizio di stagione, correggendo quelli che sono gli attuali limiti tecnici della Formula 1.
“I punti deboli sono ben noti e cercheremo di correggere la rotta per ridurre i problemi più gravi.” ha detto Monchaux, indicando poi quello che sarà certamente un punto chiave delle nuove Power Unit. “Vista la situazione finanziaria dei costruttori, la riduzione dei costi è una priorità assoluta.”



