Tombazis ammette: “Forse si è esagerato con l’elettrico”. E apre a motori più semplici

Apr 27, 2026

Jacopo Moretti, Giuliano Duchessa

Sono bastate tre gare ad aprire una profonda riflessione sul nuovo corso tecnico della Formula Uno. Del resto, i nuovi regolamenti 2026 sono da poco in vigore e la FIA è già intervenuta con un primo pacchetto di correzioni destinato a debuttare a Miami, lasciando peraltro intendere che il lavoro di revisione sia tutt’altro che concluso. Le parole di Nikolas Tombazis, responsabile FIA per le monoposto, raccontano infatti di una categoria che sta cercando il giusto equilibrio tra innovazione, spettacolo e sostenibilità tecnica. E in questo scenario, emerge un’ammissione importante: la spinta verso una componente elettrica così marcata potrebbe essere andata oltre il necessario.

L’ammissione di Tombazis: “Sopravvalutate le possibilità dell’elettrico”

Tombazis

Presentando gli interventi decisi dopo le prime gare della stagione, Tombazis ha spiegato come alcune criticità fossero note da tempo. “Avevamo l’intenzione di fare una revisione dei nuovi regolamenti dopo alcune gare”, ha spiegato l’ex Ferrari in un incontro con alcuni media selezionati, tra cui AutoRacer, chiarendo che il confronto con team, motoristi e piloti era già nei piani della Federazione. Non una reazione improvvisata, dunque, ma una fase di verifica prevista fin dall’inizio. “Eravamo consapevoli da anni che avere un simile rapporto tra parte termica ed elettrica avrebbe comportato alcune sfide”. Il riferimento va, naturalmente, alla filosofia delle nuove power unit, costruite su una ripartizione della potenza molto più equilibrata tra motore endotermico ed elettrico.

Una scelta che avrebbe dovuto rappresentare il futuro della Formula 1, ma che oggi viene osservata con maggiore prudenza. E Tombazis lo ha ammesso senza troppi giri di parole: “C’era una forte direzione da parte di diversi investitori verso molta più componente elettrica e, secondo me, forse questa possibilità dell’elettrico è stata sopravvalutata , spingendo verso il 50-50. Tradotto: anche all’interno della Federazione vi è una certa consapevolezza dei limiti emersi in pista in questo avvio di campionato.

Uno dei problemi principali riguarda la gestione energetica, soprattutto in qualifica. E non è un caso che il primo intervento regolamentare andrà proprio in quella direzione. “Volevamo che i piloti potessero spingere di più durante la qualifica e non dovessero pensare all’energia e a tutto il resto”, ha spiegato Tombazis. La modifica prevista per Miami ridurrà così il peso della gestione della batteria sul giro secco, con l’obiettivo di rendere la qualifica più naturale e più semplice da “leggere” anche per il pubblico. Ma il punto forse più rilevante riguarda il futuro immediato del campionato.

Modifiche regolamento, Miami è solo il primo passo

La FIA considera infatti il pacchetto di Miami soltanto un primo passo. Consideriamo questo pacchetto un’evoluzione, non una rivoluzione, ha rivelato Tombazis, precisando che il processo di revisione continuerà anche dopo il prossimo Gran Premio. “Non significa che abbiamo finito e che possiamo andare tutti in vacanza. Continueremo a monitorare e ad ascoltare il feedback di team e piloti per vedere se ci saranno altre misure da prendere”. Un messaggio netto: il regolamento 2026 resta aperto ad aggiustamenti.

Anche la tempistica è già stata fissata. “Abbiamo detto ai team e ai costruttori che dopo Miami faremo una piccola revisione della situazione. Vedremo gli aspetti positivi e, spero di no, anche quelli negativi, restando aperti ad altre azioni”. La FIA, quindi, si è lasciata volutamente margine d’intervento per correggere eventuali ulteriori squilibri emersi nelle prime gare della nuova era tecnica.

Tombazis: “Futuro con motori più semplici? Tutto è possibile”

Tombazis

E mentre il presente è ancora in fase di assestamento, si guarda già oltre. Tombazis ha confermato che nei tavoli di lavoro si discute anche dei regolamenti successivi. “Ogni nuovo regolamento motori richiede diversi anni di preparazione. Se vogliamo cambiare qualcosa in futuro, dobbiamo iniziare a parlarne adesso. Per questo il tema dei prossimi motori è già sul tavolo, compresa l’ipotesi di power unit meno complesse e più legate al motore termico, sempre alimentate da carburanti sostenibili. Alla domanda su un possibile ritorno a soluzioni più semplici, del resto, la risposta è stata chiarissima: “In questo momento tutto è sul tavolo. Sì, tutto è possibile.

Naturalmente, ogni eventuale svolta dovrà passare dal consenso dei costruttori. “Se dovesse mai accadere, sarebbe solo con il consenso dei costruttori. Non è qualcosa che la FIA può introdurre da sola”, ha puntualizzato Tombazis, ricordando il peso politico ed economico dei motoristi all’interno del campionato.

Il quadro che emerge dopo sole tre gare del 2026 è quindi molto chiaro: la Formula 1 non considera il nuovo regolamento come un dogma intoccabile. Se qualcosa non funziona, si interviene. Se serviranno altre modifiche, arriveranno. E se il futuro richiederà una nuova correzione di rotta sul fronte motori, il dibattito è già iniziato.

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