Ferrari ha fatto quasi bottino pieno a Silverstone, con il ritorno alla vittoria di Leclerc che mancava da Austin 2024. La FIA ha poi salvato la P3 di Hamilton, a completamento di un doppio podio che alla vigilia del week end britannico era lontano persino dai più rosei pensieri degli uomini del cavallino.
Una penalità di tempo scongiurata che, nel caso in cui fosse stata commutata, avrebbe scaraventato l’inglese fuori dai punti, in virtù del gruppone compatto che ha tagliato il traguardo dietro Safety Car.
Nella terra dei rivali la SF-26 ha performato egregiamente: il pacchetto da basso carico con il fondo rivisto, e il lavoro fatto sul fronte energetico, hanno dato quel boost che hanno messo nelle condizioni la vettura di Maranello di essere l’unica anti-Mercedes in pista a Silverstone.

Il “game changer” di Silverstone è stato il lavoro fatto a Maranello
Da Barcellona la SF-26 ha fatto uno step deciso portandola ad essere il riferimento sulle curve veloci. In Austria c’era tutto perché la vettura soffrisse, sia per layout, sia per quanto riguardava il motore.
A Silverstone il compromesso era decisamente migliore, i 15 kW extra trovati fra aerodinamica e gestione dell’energia sono quasi stati un game-changer con il senno di poi. La pole nella qualifica sprint non è arrivata a caso, e il lavoro fatto al simulatore ha messo l’auto subito sui giusti binari, fattore fondamentale in un week end Sprint.
“Ferrari ha fatto qualcosa sul lato dell’energia” – ha poi aggiunto Toto Wolff domenica pomeriggio.
Il week end inglese, aldilà del risultato sportivo, funge adesso da ottimo incentivo per guardare con ottimismo verso una seconda parte di stagione che potrebbe essere più aperta, almeno per l’esito delle gare.

La SF-26 ha una curva di sviluppo ancora ampia
La curva di progressione dell’auto è ancora piuttosto elevata, considerando anche il fattore ADUO. Lo step più deciso sulla Power Unit arriverà con l’introduzione del secondo sviluppo dell’endotermico, con l’obiettivo di avere a disposizione la nuova unità al giro di boa della stagione. Per quanto riguarda il proseguo dello sviluppo aerodinamico l’equipe guidata da Loic Serra ha in lavorazione il terzo macro-pacchetto da introdurre subito dopo la pausa estiva, con Zandovoort il target ideale a cui Maranello sta guardando.

Ferrari SF-26 e Mercedes W17 – Illustrazione Rosario Giuliana
Mercedes, tra sfortuna e guasti: la poca affidabilità rallenta lo sviluppo della W17?
È chiaro che il problema tecnico occorso alla Mercedes W17 di un lanciatissimo Kimi Antonelli ha spianato la strada alla vittoria di Leclerc. La sfortuna per adesso “vede Kimi”, colpendolo in un momento nevralgico nel quale il giovane italiano era in una decisa fase di rimonta sulla SF-26 numero 16.
Il passo della W17 in aria libera e con gomme usate aveva messo in mostra un’Antonelli quale pilota con più passo in canna, e c’erano tutte le carte in regola per bissare il successo della sprint.
E’ chiaro che Mercedes sta buttando via tanti punti fra sfortune, e guasti. La rottura del corner ruota per il passaggio su un cordolo in uscita da Copse ha segnato negativamente la sua gara, con la W17 diventata incontrollabile. Inutile il tentativo di desistere del leader del mondiale, che nel tentativo di portare a casa qualche punto è incorso in penalità per “track limits”, giungendo alla fine sedicesimo.
“Sapevo che una parte della protezione della ruota si era rotta, ma sembrava che ci fosse qualcosa di più di quello che potevamo vedere in quel momento. Analizzeremo tutto e capiremo esattamente cosa è successo” (A.K. Antonelli).

Sorride invece Russell, una inaspettata seconda posizione che può valere come una vittoria poiché nel complesso la sua gara di casa lo ha visto globalmente più lento delle due Ferrari.
Nonostante i pochi chilometri che separavano Silverstone dalla sede di Brackley, Mercedes aveva deciso di non potare aggiornamenti. In Belgio potrebbe arrivare qualche componente nuovo sulla W17 di Antonelli e Russell ma il grosso dell’evoluzione dovrebbe arrivare con tutta probabilità dopo la pausa estiva, evitando per il momento un “forcing” sullo sviluppo.



