Ferrari SF-26: primi test e sperimentazioni sull’aerodinamica attiva

Gen 28, 2026

Paolo D’Alessandro, Piergiuseppe Donadoni

Aver utilizzato la giornata di ieri potrebbe sembrare, a prima vista, come una scelta sbagliata da parte della Ferrari per effettuare i primi chilometri con la SF-26 sul circuito di Barcellona, vista la pioggia scesa per gran parte della giornata. In realtà, la Scuderia non era alla ricerca della performance: il primo giorno è stato sfruttato per verificare il corretto funzionamento di tutti i sistemi, in quello che è stato a tutti gli effetti uno shakedown vero e proprio, dopo i soli 15 km percorsi a Fiorano qualche giorno fa. Meno centrale era invece la raccolta dati in senso stretto, anche se i giri completati non sono stati certo “buttati via” dal team italiano. Proprio in queste ore, infatti, il gruppo di Maranello sta analizzando tutto il materiale raccolto nella giornata di ieri, inclusi i dati relativi al comportamento della vettura in condizioni di bagnato.

Ferrari mostra il funzionamento del partial mode, utilizzabile in condizioni di bagnato

Accumularе chilometraggio utile e prendere confidenza con tutti i nuovi sistemi rappresenta il principale obiettivo della Ferrari in questa tre giorni di lavoro in Spagna. Il primo è stato centrato con successo: 121 giri completati nel day-1, senza “nessun problema rilevante”, come commentato da Matteo Togninalli a fine giornata. I pochi giri sull’asciutto hanno inevitabilmente impedito di spingere verso il limite e di girare in condizioni comparabili a quelle affrontate dagli altri team al lunedì, ma hanno comunque offerto a Ferrari (e Red Bull) un’opportunità unica: i primi chilometri stagionali sul bagnato. A questo si è aggiunto il test della Partial Mode dell’aerodinamica attiva. Oltre alla Straight Mode (ali aperte per ridurre il drag) e alla Corner Mode (ali chiuse per aumentare il carico), la FIA ha recentemente introdotto anche la Partial Mode: una configurazione pensata per condizioni di poco grip o di potenziale pericolo, come appunto il bagnato. In questa modalità è consentita l’apertura della sola ala anteriore, mantenendo invece il massimo carico aerodinamico al posteriore della vettura.

Qui un’immagine tratta dal video condiviso ieri da Formula 1 sul primo giorno di lavoro della SF-26. È possibile notare immediatamente come, sul rettilineo principale, Charles Leclerc abbassi l’ala anteriore per ridurre la resistenza all’avanzamento, mentre l’ala posteriore rimane chiusa, garantendo buoni livelli di carico aerodinamico e grip al retrotreno.

E’ bene sottolineare che la modalità parziale è collegata direttamente alla “modalità bagnato”, che il pilota abilita tramite il manettino del volante. Quest’ultima, imposta automaticamente una serie di parametri prefissati sull’auto, fra i quali le ali mobili in modalità parziale quando il pilota andrà a pigiare su quello che una volta era il tasto “DRS”.

Prima di ogni weekend di gara, la FIA definirà le aree della pista nelle quali i piloti potranno attivare le ali mobili. Saranno presenti zone in cui sarà consentita l’attivazione completa dell’aerodinamica attiva e altre, più brevi, nelle quali sarà permessa esclusivamente l’attivazione parziale. In questo modo, i piloti potranno sfruttare una soluzione “ibrida”, resa necessaria dal fatto che privare completamente la vettura del carico aerodinamico in condizioni di bagnato avrebbe aumentato in modo significativo il rischio di instabilità e di aquaplaning. Allo stesso tempo, mantenere entrambe le ali completamente chiuse non sarebbe stato praticabile a causa del drag eccessivo generato, con ricadute negative sul funzionamento della Power Unit, sui consumi e sulla performance complessiva

Straight Mode: Ferrari conferma un leggero “ritardo” tra anteriore e posteriore. E’ una scelta voluta?

I giri sul bagnato hanno poi permesso di notare anche al Montmeló un curioso dettaglio della SF-26. Già durante lo shakedown di Fiorano era infatti saltato all’occhio come Ferrari attivasse dapprima l’apertura dell’ala posteriore, e solo immediatamente dopo quella anteriore. Si parla chiaramente di frazioni di secondo, ma di una differenza che non è comune a tutti: Mercedes, ad esempio, non adotta questa logica, aprendo i due alettoni in maniera perfettamente sincronizzata.

Credit F1

Se a Fiorano si poteva pensare a una regolazione non ancora perfettamente affinata dei sistemi, o semplicemente a una fase di test, al Montmeló è arrivata invece la conferma di quella che sembra essere, a tutti gli effetti, un ‘esperimento’ da parte del team di Maranello per questa fase di pre-season, con una strategia diversa da tutti gli atri. In conclusione, è bene sottolineare come Ferrari abbia piena libertà di intervenire in qualsiasi momento sul software che gestisce l’apertura e la chiusura delle ali, potendo quindi modificare la logica di attivazione e uniformarsi, qualora lo ritenesse opportuno, a quanto visto sugli altri team.

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