Il Campionato del Mondo 2026 di Formula 1 riaccende i motori dopo la pausa estiva sul circuito di Zandvoort, prima tappa di un intenso finale di stagione. Per il GP Olanda si tratterà di un weekend particolare, con la gara giunta alla sua ultima apparizione dopo il rientro in calendario avvenuto nel 2021. La Scuderia Ferrari HP approda nei Paesi Bassi occupando la seconda posizione nella classifica del Mondiale Costruttori, forte del secondo e del quarto posto detenuti rispettivamente da Lewis Hamilton e Charles Leclerc nella graduatoria piloti. Il tracciato olandese, 4.259 metri tra le dune del Mare del Nord, rappresenta un banco di prova notevole: la carreggiata stretta, le curve veloci sopraelevate e le scarse possibilità di sorpasso rendono l’esito delle qualifiche assolutamente determinante per il prosieguo del fine settimana.
Rientro dalla pausa con format Sprint
Ad aumentare il coefficiente di difficoltà dell’appuntamento olandese vi è la presenza del format Sprint, che come sempre ridurrà al minimo il tempo a disposizione di team e piloti per ottimizzare l’assetto prima dell’avvio delle sessioni competitive, con la Sprint Qualifying in programma già al venerdì pomeriggio.

“Zandvoort segna l’inizio della seconda parte della stagione: il nostro approccio resta lo stesso, affrontare una gara alla volta e concentrarci su noi stessi – ha premesso il Team Principal Frédéric Vasseur – Abbiamo ricaricato le batterie e siamo pronti per quella che ci aspettiamo essere una competizione molto serrata. Come sempre con il formato Sprint, avremo a disposizione una sola sessione di prove libere prima della Sprint Qualifying, il che rende ancora più importante la preparazione e il fatto di riuscire a fare tutto nel modo giusto fin dai primi giri. Zandvoort è una pista impegnativa sia per i piloti sia per le vetture e il nostro obiettivo sarà metterci nelle migliori condizioni possibili per sfruttare al massimo le opportunità” – ha sottolineato il manager transalpino.
Le novità tecniche sulla SF-26: l’evoluzione del fondo
Sul piano tecnico, le vetture affidate agli uomini guidati da Loïc Serra e Diego Tondi presenteranno gli aggiornamenti pianificati dalla gestione sportiva. Come vi abbiamo anticipato in questo articolo, il pacchetto comprenderà un’ulteriore evoluzione del fondo introdotto a Miami, sviluppato per migliorare l’efficienza globale e la gestione dei flussi laterali. Gli interventi principali riguarderanno la zona anteriore dell’ingresso canale e il diffusore posteriore, mentre sulla porzione del bordo esterno davanti alle ruote posteriori si è preferito mantenere una specifica più conservativa per perfezionare gli ultimi riscontri della galleria del vento, evitando di deliberare una componente non del tutto matura.

L’aggiornamento della parte inferiore della vettura sarà abbinato a un’ala posteriore ad alto carico derivata da quella impiegata all’Hungaroring. La configurazione da medio-alto carico adattata alle caratteristiche di Zandvoort manterrà le paratie laterali aggiornate, facendo a meno del pacchetto di flap a cascata centrale impiegato in Ungheria, riservato ai tracciati da massimo carico verticale. L’integrazione tra l’evoluzione del fondo e l’ala posteriore permetterà ai tecnici di Maranello di quantificare il guadagno di carico effettivo fin dai primi passaggi dell’unica sessione di prove libere.



