Ferrari, Leclerc: “Al Madring conviene concentrarsi più sul passo in qualifica che su quello in gara”

Set 11, 2026

Luca Manacorda

Archiviate, si spera, le discussioni sui fatti di Monza, la Ferrari può concentrarsi sul weekend del GP Spagna. Charles Leclerc ha rassicurato sulle sue condizioni fisiche dopo lo schianto contro le barriere della Parabolica e al Madring prevede una gara piuttosto bloccata, dove fondamentale sarà ottenere un buon risultato in qualifica.

Leclerc: “Ho fatto parecchi controlli e trattamenti”

Dopo il botto alla Parabolica, si è temuto che Leclerc potesse non essere al via del GP Spagna per via delle conseguenze fisiche dell’impatto contro le barriere. A preoccupare erano anche la condizione dell’occhio destro, da cui inizialmente il monegasco aveva spiegato di non vedere bene: “Lunedì ho avvertito una certa rigidità e un po’ di dolore al collo, ma per quanto riguarda la vista, il problema è durato pochissimo – ha tranquillizzato il pilota della Ferrari – Subito dopo essere uscito dall’abitacolo, non so, forse non funzionava correttamente, ma dopo qualche secondo è tornato tutto a posto, quindi non mi sono preoccupato più di tanto. Sapevo che era stato un impatto violento e ovviamente non è mai un bene per il corpo, ma sono riuscito di nuovo a vedere bene fin da subito“.

Riguardo ai controlli medici successivi e ai loro esiti, Leclerc ha aggiunto: “È stato un incidente piuttosto pesante. Probabilmente anche dall’esterno sembrava grave, ma la mia sensazione è stata quella di un impatto forte. A volte un incidente può sembrare violento visto da fuori, mentre dall’abitacolo la percezione è diversa. Quando sono uscito, non mi sentivo molto bene. In realtà era solo lo shock. Ho fatto parecchi controlli e trattamenti nei primi due giorni, soprattutto al collo perché lo sentivo un po’ rigido, il che credo sia normale. Ma ora sto bene. Tutti gli esami a cui mi sono sottoposto hanno dato esito positivo“.

Guardando alle prestazioni del motore ADUO2 che la Ferrari ha portato a Monza, Leclerc ha spiegato che la valutazione del propulsore va contestualizzato al tipo di circuito in cui si gareggiava: “Non ci aspettavamo miracoli dalla power unit a Monza. Tutti si aspettano sempre un enorme salto di prestazioni quando si monta un motore nuovo a Monza, ma arrivavamo da Zandvoort, una pista non particolarmente sensibile alla potenza. A Monza, l’incidenza della power unit è stata enorme: abbiamo fatto un passo avanti, come previsto, ma siamo ancora indietro. Il divario prestazionale del motore tra Zandvoort e Monza è dovuto alla configurazione del tracciato, non a un calo di rendimento del motore stesso. Abbiamo fatto progressi, ma dobbiamo compiere ulteriori passi in avanti per raggiungere il 100% del potenziale. Ne siamo consapevoli, stiamo spingendo al massimo e lavorando in quella direzione“.

Hamilton: “Il test non ci dà nessun vantaggio, ma avremo una buona base di partenza”

Tra i team di Formula 1, solo la Ferrari può dire di aver avuto un minimo di esperienza pregressa sul nuovo circuito del Madring grazie al filming day tenutosi lo scorso luglio, nel corso del quale i due piloti hanno potuto percorrere circa 100 km a testa per prendere contatto per la prima volta con il tracciato. Hamilton non ritiene però che quella esperienza possa avere un grosso peso specifico: “Direi quasi nessuno. Era polveroso, super polveroso, c’era zero grip. Non potevi modificare la macchina perché non era un test, erano riprese promozionali. Non andavamo nemmeno a tutto gas in molte curve, avevamo bassa potenza e basso grip. L’unica cosa è che ho visto da che parte va la pista, quindi in tutta onestà non penso dia alcun vantaggio“.

Credit: MADRING & Ferrari

Il circuito di Madrid si preannuncia comunque molto impegnativo, con diverse conformazioni di curve. Alla domanda sulle possibilità della SF-26 su questo tipo di tracciato, Hamilton è stato abbastanza possibilista:  “I ragazzi fanno un ottimo lavoro con le simulazioni, quindi spesso arriviamo con la macchina già in una buona posizione. È molto sensibile ai cambiamenti, devi tenere conto del vento, della temperatura dell’asfalto, del grip che sale e delle temperature delle gomme, ma penso che avremo una buona base di partenza. Ci sono alcune similitudini con i cordoli rispetto a posti come Montreal, dove la Mercedes era molto veloce ma c’erano più rettilinei. È un circuito enormemente sfidante, tra tutti i nuovi tracciati questo e quello di Gedda sono i due più vicini per quanto riguarda la difficoltà di trovare le linee giuste e padroneggiare la vettura“.

Leclerc ritiene che al Madring la qualifica sarà particolarmente importante, mentre la gara potrebbe essere piuttosto bloccata: “Senza dubbio, credo che sia il tipo di weekend in cui conviene concentrarsi più sul passo in qualifica che su quello gara. Ritengo infatti che domenica sarà difficile guadagnare posizioni, se non alla partenza. La nostra priorità sarà quindi cercare di sfruttare al meglio le sessioni di prove per assicurarci di avere l’assetto giusto in Q3 e riuscire a mettere insieme un buon giro. L’attenzione si sposterà quindi maggiormente sulla qualifica. Non credo che la gara sarà particolarmente interessante dal punto di vista strategico e, forse, i sorpassi saranno meno frequenti rispetto ad altri circuiti“.

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