Come abbiamo potuto constatare nei primi due gran premi dell’anno, la stagione 2026 rappresenta una vera e propria rivoluzione a 360 gradi che coinvolge ogni aspetto della performance in pista. Diego Ioverno, Sporting Director della Ferrari, ha analizzato ancora una volta le complessità di questo “anno zero” per la F1, sottolineando come la capacità di adattamento e la velocità di sviluppo saranno i fattori discriminanti per il successo finale.

“Alla fine della stagione, la squadra di maggior successo sarà molto probabilmente quella che avrà sviluppato di più in meno tempo“, ha esordito Ioverno. “Il 2026 è un anno molto particolare per la F1. Cambiamo tutti i regolamenti: telaio, pneumatici, regolamento sportivo. Si tratta quindi di un rimpasto completo e di una nuova sfida per tutti i team”. Tra queste nuove sfide, una di cui si parla poco ma non è per questo meno complessa riguarda i pit stop.
Gestione energia: il rebus tra Qualifica e Gara
Ne abbiamo già parlato più volte: uno dei punti chiave della nuova era tecnica risiede nella gestione dei flussi energetici delle power unit, che richiede un approccio strategico radicalmente diverso durante i weekend di gara. La pianificazione delle prove libere diventa dunque fondamentale per non farsi trovare impreparati nel momento decisivo.

“Il comportamento della power unit è un elemento chiave per la prestazione”, ha spiegato Ioverno. “L’energia che puoi caricare e quella che puoi erogare durante un giro è differente tra la qualifica e la gara. Sarà molto importante pianificare le prove libere in modo tale da essere preparati sia per lo scenario della qualifica che per quello della gara”.
Focus Pit Stop: cambiano tamburi, cerchioni e copriruota
Il cuore della sfida operativa per i meccanici di Maranello riguarda però l’esecuzione dei pit stop. Non si tratta solo di velocità di esecuzione, ma di un adattamento a geometrie e componenti completamente rivisti dai nuovi regolamenti. Ioverno ha posto l’accento su dettagli tecnici che potrebbero sembrare marginali, ma che impattano drasticamente sulla fluidità del cambio gomme.

“Per quanto riguarda l’esecuzione dei pit-stop, la sfida è un po’ più complessa a causa di alcune differenze nel layout, principalmente negli angoli”, ha rivelato lo Sporting Director del Cavallino. “Le geometrie del tamburo della ruota e dei cerchioni stessi sono leggermente diverse rispetto all’anno scorso. Il copriruota ha una forma diversa e questo richiede un approccio differente”. Questi cambiamenti strutturali obbligano le squadre a sessioni di allenamento specifiche per automatizzare i nuovi movimenti, riducendo al minimo il rischio di sbavature in una stagione dove ogni decimo perso in corsia box sarà difficilissimo da recuperare in pista.



