F1 2026, frenate più lunghe del 20%: il trucco dei team per recuperare energia

Mar 11, 2026

Paolo D’Alessandro

La Formula 1 è pronta a sbarcare a Shanghai per il Gran Premio di Cina, secondo appuntamento del Mondiale e primo weekend SprintDal punto di vista tecnico, il tracciato cinese rappresenta una sfida interessante per gli impianti frenanti. Secondo le analisi degli ingegneri Brembo, Shanghai rientra tra i circuiti mediamente impegnativi per i freni.

Lo Shanghai International Circuit, lungo 5,451 km, presenta sette frenate per giro, per un totale di circa 16,3 secondi di utilizzo dei freni, pari al 18% del tempo complessivo sul giro. Nella scala di difficoltà utilizzata da Brembo – da 1 a 5 – il circuito cinese riceve un indice di 3, quindi di media severità per l’impianto frenante. Tra le frenate presenti nel tracciato: 3 sono classificate Hard, 1 Medium, 3 Low. Questo mix richiede un equilibrio tra stabilità in frenata e gestione della temperatura dei componenti, soprattutto considerando le lunghe accelerazioni che precedono alcune staccate importanti.

Curva 14: la frenata più impegnativa

Il punto più critico per l’impianto frenante è Curva 14, una delle staccate più severe dell’intero calendario. La frenata arriva al termine di un rettilineo di circa 1,2 chilometri, che consente alle monoposto di raggiungere 314 km/h prima dell’ingresso in curva. In pochi secondi la velocità scende fino a 77 km/h, con numeri particolarmente elevati per il sistema frenante: 3,51 secondi di frenata, 158 metri percorsi durante la decelerazione, 105 kg di carico sul pedale del freno, 3,9 g di decelerazione, 1.665 kW di potenza frenante. Si tratta di uno dei punti principali di sorpasso del circuito, fattore che rende la precisione in frenata ancora più importante per i piloti.

Nuova gestione della frenata con le vetture 2026

Rispetto alla scorsa stagione, le caratteristiche della frenata a Shanghai cambieranno anche per effetto delle nuove monoposto. Le simulazioni indicano infatti una riduzione del delta di velocità tra l’inizio e la fine della frenata, dovuta a velocità di punta mediamente inferiori rispetto al passato. Allo stesso tempo, nelle staccate più impegnative i tempi di frenata si sono allungati di circa il 20%. Questo perché i piloti utilizzano la fase di decelerazione per massimizzare il recupero di energia, fondamentale per la gestione della batteria. Di conseguenza, il carico applicato sul pedale del freno è mediamente inferiore rispetto agli anni precedenti, così come risultano leggermente ridotte le decelerazioni a cui sono sottoposti i piloti.

Dischi freno: tornano i fori più piccoli

Un’altra novità riguarda la configurazione dei dischi in carbonio. Nel 2022, con l’introduzione dei cerchi da 18 pollici, il regolamento aveva imposto un diametro minimo di 3 millimetri per i fori di ventilazione dei dischi. Una scelta che aveva costretto Brembo ad abbandonare i fori da 2,5 millimetri, utilizzati per anni e considerati più efficienti dal punto di vista termico. A partire da questa stagione, i fori più piccoli sono stati nuovamente autorizzati. Questo consente di tornare a configurazioni con 1.440 fori di ventilazione, migliorando lo scambio termico e la gestione delle temperature dell’impianto frenante.

Il fattore qualifica a Shanghai

La storia del Gran Premio di Cina evidenzia anche l’importanza della posizione di partenza. Nelle 18 edizioni disputate, ben 13 sono state vinte da piloti scattati dalla prima fila: 11 partendo dalla pole position, 2 dalla seconda posizione in griglia

Solo due vittorie sono arrivate dalla seconda fila e tre dalla terza, mentre nessun pilota ha mai trionfato partendo dalla quarta casella. Tra i protagonisti più vincenti del circuito c’è Lewis Hamilton, unico ad aver conquistato due successi consecutivi a Shanghai, nel 2014 e 2015 con Mercedes. Più recentemente, lo stesso Hamilton ha vinto la Sprint del GP di Cina con Ferrari, vettura equipaggiata con impianto frenante sviluppato da Brembo.

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