A Monaco qualifiche e strategia contano più di ogni cosa: presa la pole position il sabato, domenica bisogna concretizzarla con scelte vincenti tra pilota e muretto, vista la quasi impossibilità di sorpasso nelle strette strade del Principato. Questa caratteristica rende le gare un infinito trenino di macchine, che solitamente passa alla bandiera a scacchi nello stesso ordine di partenza, salvo qualche ritiro. Per cercare di movimentare il GP, la Fia e la F1 hanno introdotto quest’anno l’obbligo di due pit stop nell’arco dei 78 giri. Nell’ultima gara c’è chi ha sfruttato al meglio questo cambiamento, anche con giochi all’interno della stessa scuderia tra i due piloti. Chi non l’ha fatto, invece, è stata la Mercedes, che ha aspettato ben 65 giri per fare il primo dei due pit stop obbligatori e ha terminato la gara doppiata di due giri dal vincitore Norris. Zero punti conquistati quindi a Montecarlo per la scuderia di Brackley, complice anche il disastro delle qualifiche: Antonelli è andato a muro al termine del Q1, dopo aver passato il taglio, mentre Russell ha avuto problemi elettrici sulla sua monoposto e non ha disputato il Q2.

RUSSELL SULLA GARA
Non è stata una gara memorabile a Monaco per Russell, che nelle qualifiche ha accusato un problema elettrico sulla sua W16 per il quale non ha disputato il Q2. Partito dalla 14ª casella, in gara si è subito trovato imbottigliato nel treno centrale di piloti, favorito dalle strategie di alcuni team in seguito all’obbligo di due soste. Racing Bulls e Williams, in particolare, hanno sfruttato il fatto di avere due piloti vicini per smarcare il doppio pit stop con entrambe le vetture senza perdere posizioni. Ciò ha fatto sì che Lawson abbia rallentato nelle prime fasi di gara per favorire Hadjar, entrato e uscito dai box due volte senza uscire dalla zona punti. Stessa mossa in casa Williams, prima con Sainz e poi con Albon che ha ricambiato il favore. Frustrato da questa situazione, in cui i sorpassi erano pressoché impossibili, Russell decide di sorpassare Albon tagliando la Nouvelle Chicane al 48° giro, sicuro che il risultato dopo la penalità che avrebbe ricevuto sarebbe stato migliore dei quello che avrebbe ottenuto senza. Le cose non vanno come il britannico aveva sperato, perché la Direzione Gara gli ha inflitto un drive-through invece dei dieci secondi previsti in questi casi, in quanto la manovra è stata compiuta deliberatamente. I piloti erano stati avvisati del cambiamento prima della gara.
Russell ha poi commentato l’episodio: “Ieri non ho avuto la possibilità di godermi Monaco e mi sono detto: ‘Al diavolo, voglio godermi Monaco. Voglio godermi questa pista a tutto gas‘. È uno dei circuiti migliori al mondo, ed è quello che ho fatto: gli ultimi 25 giri sono stati i più divertenti di tutto il weekend. Stavo davvero andando al limite, mettendomi alla prova. Ironicamente, se non l’avessi fatto, sarei arrivato forse quindicesimo o sedicesimo.”
Poi commenta la decisione della doppia sosta obbligatoria: “Con questa nuova regola obbligatoria delle due soste sembrava davvero di giocare a scacchi. La strategia prevedeva che io e Kimi ci aiutassimo a vicenda e guadagnassimo posizioni durante la gara. Sfortunatamente, Williams e Racing Bulls hanno optato per la stessa strategia, lasciandoci senza alternative concrete”. Allo stesso modo di Verstappen, leader nella seconda parte della gara, anche in casa Mercedes aspettavano una Safety Car: “Abbiamo comunque cercato di giocare a lungo termine, sperando in una Safety Car o in una bandiera rossa, ma non è successo nulla. Con questa regola, è stato facile per i team collaborare, invertendo le posizioni e concedendo soste gratuite. Guidare a quattro secondi dal ritmo e non farsi sorpassare è facile qui a Monaco, quindi il calcolo per riuscirci è facile. Il lato positivo è che mi sono davvero goduto gli ultimi 10 giri. Monaco è uno dei circuiti migliori al mondo e ho avuto la possibilità di spingere al limite e godermela al massimo nelle fasi finali.”

ANTONELLI SULLA GARA
Tra i delusi del weekend c’è anche Antonelli, partito 15° dopo l’incidente nelle qualifiche e 18° al traguardo. “Sono deluso dal risultato di oggi, ma in fin dei conti non è stata una sorpresa, visto che ieri mi ero qualificato 15esimo. Non è stata la gara più emozionante che abbiamo mai disputato e la strategia non ha funzionato a nostro favore”. Nel primo giro è stato protagonista di una manovra su Bortoleto, conclusasi con l’incidente del brasiliano e la prima bandiera gialla. “Ho cercato di essere aggressivo all’inizio della gara, per guadagnare più posizioni possibile. Ho attaccato Bortoleto prima del tunnel, avevo il ritmo e ci ho provato, guadagnando una posizione. Dopodiché, abbiamo provato a giocare sul lungo termine, ma altre squadre del midfield stavano facendo la loro gara e ci siamo ritrovati in un treno di DRS. Molto indietro rispetto al ritmo che avevamo e senza possibilità di sorpasso“. Non è tutto da buttare: “Nonostante il risultato deludente, Monaco è stato un altro buon weekend di apprendimento per me. Ho faticato molto con le gomme C6, proprio come a Imola, e ho faticato a completare il giro secco. Sono contento di andare a Barcellona ora, dove useremo le mescole più dure che conosco bene.”

WOLFF SULLA STRATEGIA MERCEDES A MONACO
A Monaco è saltata subito all’occhio la strategia della Mercedes: mentre i piloti si sono prodigati in un valzer di rientro ai box per smarcare le due soste obbligatorie, Russell e Antonelli sono stati richiamati soltanto dopo i due terzi della gara. A spiegare questa scelta è stato il team principal a Sky Sport F1 al termine della gara: “Abbiamo provato qualcosa di diverso, ma non ha funzionato ed è finito anche peggio“, afferma senza mezzi termini Toto Wolff, “Questa è una gara che si vince e che si perde sabato. Non basta una strategia per andare in i punti, noi abbiamo solamente lasciato fuori le macchine sperando in una Safety Car o in un incidente e tutte le altre varianti non hanno funzionato“. Arriva poi la critica velata nei confronti della scelta delle due soste obbligatorie: “Ovviamente vorremmo che questo evento si svolgesse in un’altra maniera, perché tutto l’entertainment intorno è fantastico, gli sponsor lo amano, c’è tanta gente e la gara è difficile. Vediamo se l’anno prossimo potremo cambiare qualcosa con le regole.”
Nella conferenza post gara, spiega come non sarebbe cambiato nulla se avessero fermato i piloti prima del 65° giro: “Non c’era alcun scenario che avrebbe avuto senso. Penso che qualunque cosa avessimo fatto, saremmo sempre stati dietro alla Williams. Avevamo pensato ad un pit stop anticipato pensando di guadagnare posizioni, ma il nostro gruppo strategico ha dimostrato che non avrebbe funzionato a Monaco.”

TOTO WOLFF SUGLI AGGIORNAMENTI MERCEDES
Toto Wolff fa il punto sulle sospensioni posteriori introdotte a Imola, e bocciate a Monaco: “L’abbiamo visto noi ma anche con la Ferrari, all’improvviso perdi un po’ la strada e non sei sicuro se un aggiornamento funziona o se sono le condizioni ambientali del circuito a darti fastidio. Quindi valuteremo, vediamo come va a Barcellona e nelle gare successive. Sicuramente con queste sospensioni è uscita una prestazione inferiore a quella che avevamo prima di Miami.”
Visto il cambio di regolamento del 2026, per quanto tempo continueranno a sviluppare la W16? “Non ci interessa. Siamo tra P2 e P4 e sono tutti nella stessa situazione. Si tratta della prestazione di ogni singola gara, di imparare a usare le gomme, di prendere gli sviluppi su questa macchina che sono rilevanti per il prossimo anno e capirli meglio. Raramente si parla di P2 nel campionato costruttori o in quello piloti. Quindi, non li sto prendendo in considerazione.”
Dal prossimo weekend in Spagna inizia un altro campionato: l’introduzione della nova direttiva sulla flessibilità delle ali obbliga i team a portare dei nuovi aggiornamenti. Tuttavia, per il team principal della Mercedes non c’è da aspettarsi una rivoluzione: “Tutte le squadre hanno un alettone flessibile. Tutti devono cambiare, anche noi. Normalmente non c’è grande differenza quando tutti devono intervenire.“



