Dopo che Australia e Cina hanno restituito i primissimi riscontri del mondiale 2025, la F1 vola in Giappone per il terzo GP stagionale. Scopriamo, dunque, le cinque domande a cui l’appuntamento di Suzuka proverà a dare risposta.
McLaren: il potenziale è ancora da sbloccare?
Dopo due Gran Premi il bottino McLaren è già piuttosto eloquente: due vittorie (una a testa per Norris e Piastri) e oltre 20 punti di distacco in classifica costruttori su Mercedes, prima delle inseguitrici. Certo, la MCL39 è erede della già efficacissima monoposto 2024, ma la verità è che a Woking hanno osato, e l’hanno fatto bene. Un esempio su tutti: il disegno della sospensione anteriore è un’evoluzione estrema di quanto visto sulla precedente vettura, con i tecnici di Woking che hanno ridistribuito i cinematismi e spostato la meccanica a scopo aerodinamico adottando un disegno che altre scuderie (tra cui Ferrari) hanno esaminato e scartato perché troppo rischioso.

A Suzuka la McLaren intende continuare a raccogliere i frutti del buon lavoro invernale, con la consapevolezza che, come suggerito da qualche rivale, a Woking stiano ancora “conoscendo” la MCL39 in attesa di poterne sfruttare tutto il potenziale, specie sul giro secco.
Ferrari: la SF-25 si riprenderà a Suzuka in attesa degli sviluppi?
La SF-25 è un progetto ambizioso, probabilmente il più ambizioso dell’ultimo quadriennio regolamentare. Eppure, qualcosa non va. La monoposto 2025 ha trovato più carico aerodinamico rispetto alla SF-24 ma i limiti della piattaforma meccanica gli impediscono di sfruttarlo: i tanti cambiamenti al gruppo sospensione-cambio hanno restituito un posteriore problematico con la Scuderia costretta a studiare soluzioni per tamponare le difficoltà. A Suzuka non ci saranno aggiornamenti importanti – quelli si vedranno in Bahrain – e l’obiettivo è quello di proseguire nella comprensione di un progetto che si sta rivelando un enigma più intricato del previsto.

Tsunoda in Red Bull: buona la prima?
Yuki Tsunoda farà il suo esordio in Red Bull in occasione del Gp di casa a Suzuka. Sul giapponese c’è già la pressione di dover far meglio dell’ex compagno Lawson, rispedito in Racing Bulls dopo solamente due gare. Yuki ha dalla sua un’esperienza sicuramente maggiore rispetto al collega neozelandese oltre al supporto di Honda, che ha favorito la sua candidatura prima della conclusione della partnership tecnica con Milton Keynes. Marko assicura che: “l’intenzione è quella di mantenere Tsunoda accanto a Max almeno fino alla fine del 2025” ma il caso Lawson insegna che in Red Bull è difficile stare tranquilli.
Antonelli: top ten tris?
Un esordio quasi perfetto. Il doppio piazzamento in top ten, condito dal podio sfiorato al debutto, ha reso l’impatto di Andrea Kimi Antonelli con la F1 più morbido. “Posso dire di aver messo finalmente Monza alle spalle”, conferma lui ricordando il botto rimediato lo scorso settembre durante le libere del Gp d’Italia. E in effetti è così, dato che il bolognese si sta dimostrando solido nei risultati ben al di là di quanto la sua giovane età (18 anni) avrebbe lasciato sperare. Ora Kimi correrà in Giappone, pista difficile dove anche i migliori hanno sbagliato nella guida. Saprà confermarsi?

Haas: qual è la vera VF-25?
La stagione della Haas è sinora a due facce: malissimo a Melbourne, benissimo in Cina. Le ragioni delle difficoltà australiane della scuderia made in USA sono da ricondurre al bouncing, che ha messo in difficoltà Ocon e Beraman nei tratti veloci dell’Albert Park a causa delle inevitabili perdite di carico aerodinamico legate ai saltellamenti. Per ovviare al problema i tecnici hanno immediatamente messo mano al progetto, concentrandosi sull’area del fondo e deliberando i primi aggiornamenti proprio per il fine settimana di Suzuka. Un approccio aggressivo, che presto verrà condiviso anche con buona parte degli altri team di centro-gruppo costretti a dover sacrificare lo sviluppo in ottica 2026. Con le prime novità in vettura, quale Haas vedremo in Giappone?



