Lo scambio di accuse tra Flavio Briatore e Andrea Stella potrebbe avere ulteriori sviluppi, anche se al momento di scrivere non risulta l’apertura di procedimenti formali.
Al centro ci sono le critiche del Boss italiano di Alpine alla decisione della Corte Internazionale d’Appello e i riferimenti a presunti rapporti tra uno dei giudici e McLaren, ma anche la possibilità che le dichiarazioni e le reazioni successive vengano valutate nei confronti di entrambe le parti e della stessa FIA.
Briatore ha dichiarato di accettare il verdetto che ha confermato a Pierre Gasly le due penalità di cinque secondi inflitte al Gran Premio di Monaco, con la retrocessione dal terzo al settimo posto. Ha però messo in discussione l’imparzialità di Filippo Marchino, uno dei quattro giudici del collegio.
La FIA ha confermato che Marchino faceva parte del panel insieme a Michael Grech, Tomas Borec e Luigi Fumagalli.
Secondo Briatore, Marchino sarebbe stato “molto legato a McLaren” e avrebbe assunto durante l’udienza un atteggiamento più simile a quello di un procuratore che a quello di un giudice. Si tratta, tuttavia, di dichiarazioni non confermate ufficialmente: la FIA ha indicato la composizione del collegio e la natura indipendente della Corte, ma non ha confermato i presunti rapporti né le circostanze descritte.

Il possibile rilievo dell’ISC
In astratto, le dichiarazioni potrebbero essere valutate alla luce dell’International Sporting Code, se ritenute lesive della FIA, dei suoi organi o dei suoi ufficiali. Spetterebbe comunque alla Federazione stabilire l’applicabilità delle norme e l’eventuale apertura di un procedimento.
L’articolo 12.2.1.f considera infrazione parole, atti o scritti capaci di arrecare un danno morale alla FIA, ai suoi organi, membri o dirigenti, oppure agli interessi del motorsport e ai valori tutelati dalla Federazione.
L’articolo 12.2.1.l riguarda il misconduct. L’Appendix B include l’uso di linguaggio offensivo, insultante o abusivo e il “misconduct involving the abuse of officials”, cioè una condotta impropria nei confronti degli ufficiali. Per queste fattispecie sono previste possibili sanzioni sportive.
Il richiamo alle norme non implica però una violazione automatica: la valutazione dipenderebbe dal contenuto preciso, dal contesto e dall’interpretazione degli organi competenti. Anche la critica a una decisione FIA, di per sé, non è necessariamente sanzionabile.
L’eventuale iniziativa di McLaren contro Briatore o Alpine
Andrea Stella ha definito le dichiarazioni di Briatore “abbastanza insultanti” per McLaren e per la reputazione della squadra, aggiungendo che chi formula accuse di questa gravità dovrebbe assumersene la responsabilità.
Non risulta che McLaren abbia presentato un reclamo formale contro Briatore o Alpine. In linea teorica, Woking potrebbe però sottoporre la questione alla FIA per una valutazione sul rispetto delle norme di condotta, sostenendo che le accuse abbiano superato i limiti della normale critica sportiva e abbiano danneggiato la reputazione del team o dei suoi rappresentanti.

Si tratterebbe più probabilmente di una segnalazione o iniziativa disciplinare, non necessariamente di un “protest” sportivo in senso tecnico. La procedura di protesta riguarda infatti, tra gli altri casi, presunte violazioni dei regolamenti da parte di un concorrente o determinati atti compiuti durante una competizione.
L’eventuale fronte contro la FIA
La posizione di Briatore potrebbe invece aprire un fronte distinto nei confronti della FIA. Le sue dichiarazioni non hanno riguardato soltanto l’esito della sentenza, ma anche la presunta indipendenza di un componente della Corte Internazionale d’Appello e il modo in cui il procedimento sarebbe stato condotto.
Se Alpine ritenesse di avere elementi concreti a sostegno delle proprie contestazioni, potrebbe chiedere chiarimenti formali alla Federazione o sottoporre la questione agli organi competenti, contestando l’eventuale esistenza di un conflitto d’interessi, la regolarità del procedimento o l’adeguatezza delle garanzie di indipendenza.
Anche in questo caso, però, non risulta al momento alcuna azione formalizzata. Briatore ha dichiarato che Alpine avrebbe valutato la situazione dopo il fine settimana, ma non sono state rese note iniziative ufficiali nei confronti della FIA o di McLaren.
La FIA, dal canto suo, potrebbe valutare autonomamente se le accuse rivolte alla Corte e ai suoi giudici siano compatibili con le norme sulla condotta. Si creerebbe così una situazione potenzialmente paradossale: McLaren potrebbe chiedere un intervento contro Briatore o Alpine, mentre Alpine potrebbe contestare alla FIA la gestione del procedimento e l’indipendenza del collegio.
Una possibile valutazione anche nei confronti di McLaren
L’ISC potrebbe essere richiamato, almeno in astratto, anche nei confronti di McLaren o dei suoi rappresentanti, qualora le reazioni alle dichiarazioni di Briatore fossero considerate offensive, intimidatorie o lesive nei confronti di un concorrente o di un dirigente.

Al momento, tuttavia, le dichiarazioni di Stella risultano formulate come una dura presa di posizione pubblica e non come un’accusa formalizzata o un’iniziativa disciplinare. Non è quindi possibile parlare di una violazione, né di un procedimento già avviato contro McLaren.
La valutazione dipenderebbe dal contenuto esatto delle dichiarazioni, dal contesto e dall’eventuale presenza di ulteriori comunicazioni o iniziative ufficiali. La FIA dovrebbe inoltre distinguere tra una risposta legittima a dichiarazioni ritenute dannose e una condotta che possa oltrepassare i limiti previsti dall’ISC.
Per ora, dunque, la vicenda resta una controversia pubblica basata su dichiarazioni contrapposte. È verificato che Briatore abbia criticato la decisione della Corte e messo in discussione l’indipendenza di un giudice, così come è verificata la reazione di Stella. Non è attualmente confermato che siano stati presentati reclami (o l’intenzione di farlo) che McLaren abbia avviato un’azione contro Alpine o che la FIA abbia aperto un procedimento disciplinare nei confronti di una delle parti.



