“Non ho un’opinione forte al riguardo. Penso che sia una domanda migliore per Andrea Stella e i singoli membri della power unit”. Questa la risposta di Zak Brown in merito alla questione ADUO, che nelle ultime settimane sta facendo discutere e non poco. Pochi giorni fa Toto Wolff si è espresso chiaramente in merito alla questione, anche se ovviamente attendiamo i riscontri della Federazione Internazionale per comprendere meglio quali saranno le scelte in merito. E sulle prestazioni McLaren: “Siamo alla quarta gara e ora abbiamo apportato alcune modifiche sostanziali che penso rappresenteranno un buon miglioramento“. In un incontro con i media, il CEO della scuderia britannica ha poi parlato anche della ‘nuova’ Formula 1, con i nuovi cambiamenti regolamentari che dovrebbero migliorare la situazione. “Aspettiamo e vediamo. Gli ingegneri sono incredibili, sviluppano rapidamente nuove tecnologie“. E sulle critiche: “Penso che probabilmente si tratti più dei fan che seguono la Formula 1 da più tempo rispetto ai fan più recenti in realtà. È interessante dal muretto dei box, capisco la reazione del pilota e poi la guardi in TV. Non ricordo un Gran Premio d’Australia in cui il comando della gara sia cambiata quattro o cinque volte in due o tre giri. In realtà penso che in televisione sia stato molto emozionante il modo in cui i piloti si sono sfidati per superarsi quattro o cinque volte senza essere contenti, ma questo in realtà non si traduce bene in TV, quindi penso che le gare siano state molto emozionanti e penso che abbiamo preso provvedimenti correttivi per raggiungere entrambi gli obiettivi, ovvero continuare con l’emozionante copertura televisiva e far sentire ai piloti di avere una Formula 1 sotto il sedere”. Dunque Brown mantiene una linea simile a quella di Domenicali, con anche quest’ultimo che pochissimi giorni fa si è espresso positivamente sui risultati della Formula 1 2026.
BROWN CATEGORICO: “BISOGNA ELIMINARE LE COMPROPRIETA'”
“Penso che dobbiamo allontanarci il più possibile dalle squadre A e B. La comproprietà al giorno d’oggi non è permessa in quasi tutte, se non in tutte, le principali forme di sport. Penso che costituiscano un rischio molto alto di compromettere l’integrità della correttezza sportiva. L’ho detto apertamente fin dal primo giorno”. Il CEO di McLaren ha poi evidenziato alcuni esempi di pista in cui si sono verificati eventi del genere e che secondo lui possono minare la credibilità di questo sport. “Daniel Ricciardo ci ha portato via un punto per il giro più veloce per aiutare l’altra squadra. Abbiamo visto violazioni della proprietà intellettuale sul punto Aston Martin/Racing Point sui condotti dei freni. Abbiamo visto dipendenti trasferirsi da un giorno all’altro, costringendoci ad aspettare e a volte a concludere accordi finanziari che poi hanno un impatto sul nostro tetto di spesa. Abbiamo visto Ferrari e Haas spostare persone avanti e indietro”. Brown si è dimostrato duro su quest’argomento, puntando a tutti gli effetti il dito senza alcun timor reverenziale. Lo statunitense poi ha consolidato la sua tesi anche attraverso l’utilizzo di un paragone calcistico, in modo da far capire meglio il concetto espresso. “Sappiamo che la proprietà intellettuale è un argomento complesso, quindi metti tutto insieme e immagina una partita di Premier League con due squadre di proprietà dello stesso gruppo. Una retrocederà se perde, l’altra può permettersi di perdere ed è questo il rischio che corriamo. Quindi penso che avere i motori come fornitori sia il massimo che si possa fare e poi, a mio parere, tutte le 11 squadre dovrebbero essere assolutamente indipendenti il più possibile perché penso che ci sia un alto rischio che compromette l’integrità dello sport e questo è ciò che allontanerà i fan più velocemente di qualsiasi altra cosa”.

Brown ha poi specificato che le cose sotto un determinato punto di vista stanno cambiando ed ha parlato nuovamente di Red Bull e Racing Bulls. “Non sembrano la stessa macchina da corsa ora, credo. Ho avuto queste conversazioni con Laurent Mekies e non sto criticando lui in particolare, ma è l’unico ad avere due team ed è stato molto aperto e trasparente, dicendo: “Ehi, se vedi qualcosa che non ti piace, parliamone”. Quindi credo che lo riconoscano e non vogliano spingersi oltre. Ci sono state discussioni sul Patto della Concordia sul fatto che, nel tempo, uno dei team dovrebbe essere ceduto. Ma hanno anche un enorme apprezzamento per quello che hanno fatto per lo sport e per come è stato fatto molto tempo fa”. Si è poi parlato anche della questione Mercedes, con il team capitanato da Wolff che vorrebbe acquisire una percentuale della squadra francese ed anche in questo caso Brawn si è dimostrato categorico: “Si applica a tutti e a tutti i team di comproprietà, quindi indipendentemente da chi sia, io lo disapprovo, non penso che sia salutare per lo sport, quindi non è personale o rivolto a un team o a un individuo”. Rimanendo in tema Alpine, qualche mese fa si è discusso anche di un interessamento da parte di Horner, che sarebbe voluto tornare in Formula 1 proprio attraverso la scuderia transalpina: “Christian era una grande personalità per lo sport. Lo sport ha sempre grandi personalità, vanno e vengono. Penso che sarebbe fantastico riavere Christian nello sport. È un grande manager, il suo curriculum parla da sé. Penso che sarebbe fantastico riaverlo nello sport e sono sicuro, data la sua passione per lo sport e la sua età, sarei scioccato se non tornasse nello sport, che sia con Alpine o con qualcun altro”.
SULLA PERMANENZA DI STELLA E SULL’ARRIVA DI LAMBIASE
Arrivata la notizia dell’arrivo di Lambiase, era girata voce di una possibile partenza per quanto riguarda Andrea Stella. Anche se Brown ha spiegato che non è così, parlando della questione in maniera molto più approfondita. “Penso che il mio lavoro come CEO sia quello di assicurarci stabilità e visibilità per il futuro. Penso che abbiamo molti individui di talento che hanno spazio per crescere. Andrea Stella ha tre ruoli. Penso che a volte parliamo di due, ma in realtà ne ha tre. È il team principal, gestisce il team di gara e svolge anche un ruolo importante come una sorta di direttore tecnico. Andrea è una sorta di collante che tiene insieme tutto, ma è un compito arduo quindi penso che Giampiero Lambiase arriverà e giocherà un grande ruolo. Il mio lavoro è sempre quello di guardare al futuro a chi può crescere in questo sport e quindi certamente guardando all’esperienza di Lambiase ed alla sua età, è qualcuno che penso possa essere qui a lungo alla McLaren”. Dunque l’arrivo di Lambiase servirà proprio ad Andrea Stella, che al momento ricoprirebbe addirittura tre ruoli in McLaren e proprio per questo motivo la scuderia britannica ha optato per l’arrivo di una grande risorsa. Al CEO statunitense è stato poi chiesto di parlare delle differenze tra la McLaren attuale e quella che ha preso in mano al suo arrivo a Woking.
“Quando sono arrivato ho trovato un ambiente freddo, un ambiente che non era felice, i nostri partner non erano felici, i nostri piloti non erano felici, la maggior parte del nostro team di gara non era felice. C’erano molte teorie del complotto in giro e quindi penso che ora siamo un team molto più vivace, c’era un’enorme quantità di talento qui dentro, si trattava solo di sbloccarlo, fornire motivazione, entusiasmo, riportare un po’ di divertimento”. Quindi la crescita del team è arrivata anche e soprattutto togliendo pressione dalla persone e proprio tramite ciò la squadra ha fatto uno step importante in avanti. “Noi corriamo con le auto per vivere, quindi è più divertente vincere che perdere, ma alla fine della giornata è un lavoro piuttosto divertente. Tutti hanno fatto un lavoro fondamentale sotto questo punto di vista e penso che quando mi sono unito c’era un noi, un loro, un su e giù, un team corse, un reparto commerciale”. Ora è emozionante vedere che tutti andiamo insieme nella stessa direzione. Quindi puoi avere 1400 persone che non sono tutte sono in Formula 1, ma la maggior parte rema nella stessa direzione e tutte capiscono quanto sia importante il loro ruolo per il nostro successo in pista. Ciò crea un ambiente fantastico, non vorrei essere così ingenuo da dire che non abbiamo politica qui dentro, ma direi che ne abbiamo molto poca”.

L’ultima domanda posta a Brown si è focalizzata specialmente sulla questione Red Bull, con quest’ultima che dopo l’inizio disastroso e le ultime partenze potrebbe uscire dal giro dei top team. Anche se secondo il CEO di McLaren non è assolutamente vero. “Penso che sarebbe molto sciocco dare per spacciata la Red Bull, penso anche che Audi ha fatto un ottimo lavoro quindi penso che sarebbe sciocco non pensare che le altre squadre saliranno rapidamente in griglia. Penso che devono fare una sorta di reset, hanno perso molte persone, Wheatley. Lambiase, Newey, Fallows. Quindi penso che Laurent Mekies arriverà, voglio dire, apprezzo Laurent, penso che faccia un ottimo lavoro, è tecnico, è giovane e penso che debba ricostruire le persone che ha perso e ricostruire la squadra e non ho dubbi che lo farà e proprio come la McLaren aveva un’immensa quantità di talento che doveva solo essere sbloccato. Penso che sia probabilmente lo stesso per la Red Bull, sono stati molto dominanti fino a non molto tempo fa, quindi c’è molto talento lì dentro e penso che avrà solo bisogno di essere reindirizzato”. Queste dunque le parole di Zak Brown, che ha fatto un po’ il punto sulla situazione Formula 1 ed anche in parte su diverse questioni relative alla ‘sua’ McLaren.



