Audi soddisfatta dei primi progressi: “base più stabile rispetto alle prime uscite”

Feb 25, 2026

Mattia Barzaghi

Dopo mesi di lavoro intenso tra fabbrica e pista, l’Audi si presenta all’inizio della nuova stagione con sensazioni complessivamente positive. Il progetto è ancora in fase di crescita, la power unit è nuova, ma rispetto alle prime uscite di gennaio il quadro appare più solido. Tracciare pronostici resta prematuro, soprattutto in un contesto in cui molti valori sono ancora coperti, ma all’interno del box la fiducia sembra prevalere.

Binotto: “Grandi progressi in questi giorni”

A fare il punto della situazione è stato Mattia Binotto, che ha descritto un inverno lungo e impegnativo, iniziato da una posizione non semplice vedendo alle ultime due stagioni con Sauber: “È stata una pre-stagione lunga e intensa, e il team ha dimostrato grande dedizione fin dalla nostra prima uscita all’inizio di gennaio”, ha spiegato il responsabile del progetto. La squadra si è trovata ad affrontare una lista chiara di aree da migliorare, con diversi aspetti della vettura ancora da mettere a punto. La risposta, però, è arrivata in modo compatto da tutte le sedi coinvolte, secondo l’ex Ferrari: “Siamo partiti da una posizione piuttosto impegnativa, ma la reazione è stata molto forte in tutti i reparti”, ha aggiunto Binotto, sottolineando il lavoro svolto tra Hinwil, Neuburg e Bicester.

Il percorso non è stato lineare, ma i progressi sono comunque arrivati: “Passo dopo passo abbiamo affrontato molti dei punti critici e fatto progressi significativi. Non abbiamo risolto tutto, ma lo sviluppo e l’atteggiamento del team sono stati molto incoraggianti”. Guardando all’avvio del campionato, il dirigente italiano non si è sbilanciato in proclami, ma ha ammesso di sentirsi positivo per la direzione intrapresa.

Entrambi i piloti soddisfatti dei sei giorni in Bahrain

Dopo uno shakedown di Barcellona volto a ‘stressare’ l’affidabilità dei componenti, in Bahrain la fase di comprensione della nuova monoposto è entrata nel vivo. Il lavoro si è concentrato sull’ampliamento della finestra operativa della vettura, per raccogliere dati utili in vista delle prime uscite stagionali. Il numero di giri completati, ben 711 a Sakhir, ha dimostrato la bontà di questa preparazione, soprattutto considerando l’introduzione della nuova power unit, montata esclusivamente dalla scuderia tedesca, e quindi senza dati extra che squadre come Ferrari e Mercedes ricavano dai propri clienti.

Nico Hülkenberg ha posto l’accento proprio su questo punto nel suo bilancio di fine test. Il tedesco ha infatti parlato di una chiusura solida del programma e di un lavoro completato senza intoppi rilevanti: “Possiamo trovare incoraggiamento nel numero significativo di giri completati, è la testimonianza dell’enorme quantità di lavoro svolto nelle fabbriche, ha dichiarato, “Portare in pista una nuova power unit e iniziare a comprenderla davvero richiede tempo, coordinamento e capacità di reagire rapidamente agli imprevisti.”

Secondo l’ex pilota Renault, i progressi sono stati evidenti di giorno in giorno: “Abbiamo fatto passi importanti in avanti, imparando continuamente. Il team ha risposto rapidamente alle sfide e implementato soluzioni in modo efficace. Prima della partenza per Melbourne ci sarà ancora una settimana per analizzare i dati raccolti, ma la sensazione è quella di una base tecnica più stabile rispetto alle prime uscite.” Eh già, perché se a Barcellona la sensazione era quella di una R26 destinata a soffrire parecchio nella sua stagione di esordio, negli ultimi giorni in Bahrain il quadro è cambiato. La vettura ha mostrato un livello di carico più convincente e, soprattutto, un’affidabilità solida, aspetto tutt’altro che scontato in una fase così iniziale del progetto.

Nella simulazione di gara il passo è apparso consistente, con la R26 che è sembrata avere qualcosa in più rispetto a Williams e Racing Bulls sul ritmo complessivo, restando al tempo stesso non troppo distante da Haas e Alpine. Un segnale che non definisce ancora le gerarchie, ma che mostra una crescita concreta rispetto alle prime sensazioni catalane.

Anche Gabriel Bortoleto ha parlato di una pre-stagione intensa ma produttiva. Il giovane brasiliano ha parlato di un percorso di apprendimento che non è ancora concluso. Tuttavia, secondo il campione di F2 e F3, il test è stato positivo: “Ci sono ancora aree su cui lavorare e molto da imparare sulla macchina, ma nel complesso è stato un buon test”. Parole che riflettono un approccio realistico, anche perché non sono mancati i punti deboli. Uno di questi è emerso chiaramente durante le prove di partenza che si svolgono al termine di ogni sessione. Con l’eliminazione dell’MGU-H è tornato infatti d’attualità il tema del turbo lag, visto che l’MGU-K, per regolamento, non può intervenire fino ai 50 km/h. In questo scenario la scuderia tedesca è sembrata quella più in difficoltà allo start, probabilmente anche per la scelta di adottare un turbo leggermente più grande rispetto alla concorrenza. Una caratteristica che può offrire vantaggi in altre fasi, ma che al momento complica la gestione dello spunto da fermo. Non a caso lo stesso Bortoleto, nei giorni scorsi, ha definito la partenza senza troppi giri di parole un “casino”.

Il direttore tecnico James Key: “Siamo dove speravamo di essere”

Dal punto di vista tecnico, ha parlato anche il direttore tecnico James Key, il quale ha ricordato quanto sia stato particolare questo inverno. Tre sessioni di test non si vedevano da anni, ma con regolamenti nuovi e vetture profondamente diverse era una necessità. Solo poche settimane fa la monoposto usciva dal garage di Barcellona per il filming day, ancora in una fase iniziale di sviluppo: “È difficile credere che solo sei settimane fa stessimo facendo uscire con cautela la vettura dal garage a Barcellona per il nostro filming day all’inizio di gennaio. Da allora, abbiamo compiuto progressi significativi. Nelle ultime settimane abbiamo introdotto il pacchetto aerodinamico in specifica gara, completato simulazioni di distanza gara e svolto un ampio lavoro di messa a punto su telaio e power unit.”

I piloti, secondo Key, si sentono a loro agio con la vettura, che rappresenta una buona piattaforma su cui costruire. Non mancano aspetti da migliorare, soprattutto in termini di affidabilità e prestazione pura, ma nulla che esca dalle aspettative. “Nel complesso siamo dove speravamo di essere a questo punto della stagione e del nostro sviluppo come team”, ha concluso.

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