In casa Aston Martin si parla solo di futuro; servirà tempo prima di vedere una AMR26 più competitiva. Ci sono molti temi in ballo dietro le quinte: lo sviluppo della power unit Honda, soprattutto grazie all’ADUO, e la necessità di risolvere i tanti problemi emersi da inizio stagione, tutti di natura diversa. Nel media day di Barcellona, torna a parlare il Chief Trackside Officer Mike Krack e il Trackside general manager di Honda, Shintaro Orihara.
Honda guarda con particolare attenzione alle opportunità aperte dalle recenti valutazioni della FIA sui livelli prestazionali delle power unit. Pur senza entrare nei dettagli dei dati ricevuti, Orihara ha spiegato che il costruttore giapponese ha ormai una direzione chiara “Abbiamo ricevuto le informazioni dalla FIA e ora speriamo di poter sviluppare ulteriormente le prestazioni del nostro motore nel periodo che abbiamo a disposizione” ha spiegato. “Stiamo lavorando per migliorare la combustione e anche alcune funzioni che possono incrementare le prestazioni complessive del motore”.
Secondo il manager Honda, le simulazioni effettuate all’inizio dell’anno avevano già indicato alcune aree sulle quali intervenire e il lavoro è ora entrato in una fase più concreta.
“All’inizio della stagione abbiamo svolto diversi studi al simulatore e individuato alcune direzioni di sviluppo. Adesso siamo passati allo sviluppo fisico del motore e in fabbrica abbiamo osservato numeri positivi. Ma in Formula 1 non esiste la magia: si procede passo dopo passo. Forse vedremo qualche miglioramento durante l’estate“. Orihara ha poi sottolineato come il lavoro non riguardi esclusivamente la potenza massima, ma anche il comportamento della power unit nelle diverse fasi di utilizzo. “Come avevo già detto nell’ultimo weekend, abbiamo visto alcuni miglioramenti nella guidabilità e nel feeling complessivo della vettura. Abbiamo lavorato sulla stabilità della combustione, ma a Monaco abbiamo identificato un’altra area sulla quale dobbiamo migliorare”.

Il riferimento è soprattutto all’erogazione della coppia. “Abbiamo trovato alcuni aspetti legati alla distribuzione della coppia. La gestione della potenza è una combinazione tra motore termico ed energia elettrica. Se non trovi il giusto equilibrio tra le due componenti possono emergere problemi di erogazione. Abbiamo individuato qualcosa su cui lavorare”. Una problematica che si è manifestata in maniera particolarmente evidente proprio a Monaco, penalizzando molto i piloti. “Monaco è un circuito unico, con tantissime curve lente e continue accelerazioni e decelerazioni. È lì che abbiamo visto emergere alcuni aspetti che su altri tracciati risultano meno evidenti”.
Presente al suo fianco, Mike Krack ha ribadito la piena sintonia tra Aston Martin e Honda nel percorso di sviluppo. “Abbiamo una comunicazione molto buona con Honda. Sappiamo dove dobbiamo migliorare e siamo molto trasparenti gli uni con gli altri riguardo a ciò che stiamo sviluppando e a ciò che ci aspettiamo di ottenere. Per questo siamo abbastanza fiduciosi”.
Guardando alle prospettive future, si è discusso anche di come in Honda dovranno intervenire in riferimento alle modifiche regolamentare decise dalla FIA per i prossimi anni .Anche Orihara vede margini concreti. “Direi che un incremento del 5% della potenza è un obiettivo ragionevole per un costruttore di motori. Credo che possiamo raggiungerlo senza grandi modifiche hardware. Naturalmente dovremo continuare a lavorare sull’affidabilità, perché un aumento del flusso di carburante comporta anche nuove sfide sotto questo aspetto»” ha spiegato Orihara che accoglie favorevolmente il cambio in favore di un’importanza maggiore del motore endotermico, seppur ritiene che questo non cambierà poi molto il feeling del pilota, a cui basterà però solo avere maggiore potenza per essere più contenti. “Date una macchina veloce e guidabile ad un pilota e sarà felice” interviene Krack

Tra i temi affrontati durante l’incontro con i media c’è stato anche l’incidente di Lance Stroll a Monaco. Krack ha fornito una ricostruzione dettagliata dell’episodio, collegandolo ai problemi di guidabilità emersi durante la gara. “Durante la corsa avevamo alcuni problemi di cui Shintaro ha appena parlato. Abbiamo cercato di gestirli attraverso alcune modifiche via volante. Chiedevamo ai piloti di utilizzare marce più basse in alcune zone della pista per migliorare il recupero energetico e la gestione della power unit. Continuavano a dirci che la guidabilità non era abbastanza buona. A un certo punto Lance ha provato a utilizzare la prima marcia e ha avvertito quello che lui ha definito un vero e proprio calcio, una spinta improvvisa che lo ha portato fuori traiettoria“.
Secondo Krack questo ha portato all’inevitabile incidente, senza particolari possibilità per il pilota canadese di evitarlo. “Parliamo di centimetri. Guardando l’onboard si vede chiaramente che c’erano detriti e sporco sulla pista e non aveva spazio per correggere. Considerando le sensazioni che aveva avuto già a inizio gara, Lance ha associato immediatamente l’episodio alla power unit”.
Il team, tuttavia, non ritiene però che il problema sia riconducibile esclusivamente al motore. “Pensiamo di avere ancora molto lavoro da fare sul cambio e riteniamo che quella possa essere la vera origine del problema”.



