Il GP Miami ha restituito alla Aston Martin un pizzico di solidità sul fronte dell’affidabilità, ma ha confermato una preoccupante stagnazione nelle prestazioni della AMR26. Sebbene il team sia riuscito a portare entrambe le vetture al traguardo per la prima volta in stagione, il divario dai team che lottano per la zona punti resta ampio e la strada verso la competitività appare ancora lunga e tortuosa. Sia Fernando Alonso sia Lance Stroll hanno chiuso doppiati di un giro, lottando con la Cadillac di Sergio Perez per la quindicesima posizione, poi ottenuta dallo spagnolo.
All’orizzonte non si vedono possibili grandi progressi: mentre i rivali diretti continuano a introdurre pacchetti di aggiornamento, la scuderia di Silverstone sembra costretta a una fase di studio e consolidamento. Il weekend in Florida, dove non sono state introdotte novità, ha evidenziato come la risoluzione dei problemi congeniti della vettura sia un processo più lento del previsto, costringendo i piloti a una gestione conservativa in attesa di sviluppi più consistenti che non sono comunque attesi in tempi brevi.
Alonso insolitamente pompiere: “Dobbiamo gestire il livello di frustrazione di tutti”
Il weekend ha lasciato l’amaro in bocca a Fernando Alonso, apparso rassegnato a una stagione di sofferenza almeno fino alla pausa estiva. Lo spagnolo ha gelato le aspettative in vista delle prossime trasferte: “Non avremo aggiornamenti aerodinamici fino a dopo l’estate, quindi dobbiamo gestire il livello di frustrazione di tutti nel team” – ha ammesso con schiettezza il due volte campione del mondo – “Quello che ci aspettiamo in Canada o in Austria è lo stesso; diventerà ripetitivo dover affrontare i media ogni fine settimana e ripetere lo stesso messaggio”.

Oltre alla cronica mancanza di prestazione, a preoccupare il pilota di Oviedo è l’insorgere di nuove criticità tecniche sulla Power Unit Honda. Reso più contenuto lo storico problema delle vibrazioni, la trasmissione ha iniziato a mostrare anomalie proprio tra i muretti del tracciato di Miami: “Sinceramente, per tutto il weekend il problema è stato più il cambio che il motore. L’elettronica era molto strana nelle scalate e nelle marce alte, non era ben controllata” – ha spiegato Alonso – “Questa è la priorità numero uno da sistemare per il Canada, dove con le zone di frenata intensa avremo bisogno di un comportamento perfetto del cambio”.
La nota positiva: ridimensionato il problema delle vibrazioni
Inevitabilmente, uno dei temi centrali del weekend in Florida è stato il comportamento della Power Unit Honda, oggetto di un intenso lavoro di affinamento per risolvere le criticità emerse a inizio stagione. Il responsabile delle attività in pista, Mike Krack, ha rivendicato i progressi compiuti: “Il nostro obiettivo principale era collaborare con Honda per ridurre le vibrazioni della PU nel telaio; quel lavoro ha pagato e abbiamo fatto un passo avanti importante in termini di affidabilità”.
Anche Lance Stroll ha confermato il miglioramento del feeling a bordo della AMR26: “Abbiamo riscontrato meno vibrazioni questo fine settimana e questo ci ha permesso di accumulare chilometri preziosi” – ha spiegato il canadese – “ma resta ancora molto da fare per sbloccare il potenziale del pacchetto”.
Evoluzione tecnica e gestione dei problemi: la difesa di Mike Krack
Nonostante il clima di scetticismo che circonda la mancanza di novità aerodinamiche, Krack ha voluto sottolineare la rapidità con cui l’Aston Martin ha reagito alle difficoltà strutturali: “La velocità con cui abbiamo risolto problemi straordinari è stata eccezionale“. Il tecnico lussemburghese ha poi risposto alle critiche sulla strategia di sviluppo: “C’è una linea di lavoro che deve essere coperta; il nostro compito è estrarre il massimo da ciò che abbiamo, migliorando la maneggevolezza e la gestione dell’energia”.

Il weekend di Miami è stato dunque interpretato come un laboratorio fondamentale per raccogliere informazioni in condizioni di caldo estremo, come quello avuto nelle prime due giornate del weekend. Krack ha evidenziato l’importanza di questa raccolta dati: “Ora possiamo analizzare la gestione della potenza e il comportamento degli pneumatici in condizioni così calde”.
Secondo il manager, questo lavoro è necessario per colmare il deficit di chilometraggio iniziale, accumulato fin dai test invernali: “Questi elementi chiave ci permetteranno di perfezionare il pacchetto tecnico per le prossime gare, mantenendo tutto il team motivato verso la successiva fase evolutiva. Possiamo avere fiducia nel fatto che otterremo ulteriori miglioramenti sulla guidabilità e sulla gestione dell’energia”.



