Era il 2021. L’appena quindicenne Kimi Antonelli esordiva in Formula 4 a metà stagione al Red Bull Ring, e alla prima gara in assoluto andò subito a punti. Davanti a lui, un giovane Ollie Bearman vinceva quella gara che lo avrebbe avvicinato al titolo. Due weekend dopo, a Monza, arrivò il primo podio. Anzi, i primi podi: tre, in tutte le gare del weekend. Il maltempo aveva colpito il brianzolo, e lì, sotto l’acqua, il giovane Antonelli mostrò per la prima volta il suo talento in condizioni difficili. Battagliò a lungo con Bearman, che ebbe la meglio grazie a un timing perfetto con la safety car nel finale. Seguendo da vicino, si era percepito che l’italiano aveva qualcosa di speciale.
Il dominio nelle formule minori e la pioggia come marchio di fabbrica
Il 2022 fu l’anno della consacrazione. Esordì vincendo la prima gara in Formula 4 Middle East, poi dominò la F4 tedesca e quella italiana in un modo che nessuno aveva fatto prima: 13 vittorie su 20 in Italia, 9 su 15 in Germania, battendo piloti del calibro di Camara e Dunne. A ottobre vinse i FIA Motorsport Games al Paul Ricard. Un piccolo aneddoto: solo ore dopo scoprì di aver corso, e vinto, con un polso fratturato.
Il 2023 fu l’anno della Formula Regional. Nel Middle East, tanto per cambiare, dominò. Poi iniziò il campionato europeo. Nelle prime gare non vinse, ma mise a segno una consistenza nei risultati che lo tennero aggrappato alle prime posizioni della classifica. Al quarto round, a Spa, arrivò la prima vittoria in campionato, mettendo di fatto la freccia verso il titolo. Sotto la pioggia, naturalmente. All’università della F1, come la chiamano, Kimi diede il primo esame.
Il penultimo weekend si corre a Zandvoort. Gara 2 è bagnata. Antonelli, partito quinto, dopo due giri era primo. Il suo passo era semplicemente imbarazzante per gli altri: un secondo e mezzo al giro (!) più veloce di tutto il gruppo, conquistando il titolo di campione FRECA con il suo marchio di fabbrica. A fine gara, intervistato, pianse dall’emozione, immagini riviste lo scorso weekend a Shanghai. Il destino era già scritto.

Come e quando convinse Mercedes per l’esordio nel 2025
Ma se la pioggia era il suo biglietto da visita, la gestione delle gomme era un altro tratto distintivo. Una dote che avrebbe convinto la Mercedes a credere in lui al punto da accelerare il percorso verso la Formula 1. Nel 2024, mentre correva in Formula 2 con una Prema in enorme difficoltà lato setup e motore, la scuderia di Toto Wolff inserì nei weekend di gara, dei test con le vetture Mercedes degli anni precedenti. Fu in un test in Belgio che il classe 2006 fece lo step decisivo. Lui stesso dichiarò che in quella giornata migliorò notevolmente nella gestione del degrado, in cui riuscì anticiparlo, convincendo definitivamente la squadra a ingaggiarlo per l’anno successivo
Gwen Lagrue, responsabile dell’Academy Mercedes da anni, disse dopo i numerosi test disputati: “Quando abbiamo fatto il primo test in monoposto, la facilità con cui si è adattato a praticamente tutte le situazioni mi ha fatto capire che avevamo a che fare con qualcuno di speciale”.
Formula 2: Un annata complicata ma non priva di emozioni.
Mercedes infatti decise al termine del 2023 di far disputare ad Antonelli direttamente la F2, in quanto ‘abbiamo pensato non fosse così formativo correre in F3’ affermò Lagrue. La stagione in Formula 2 nel 2024 al fianco di Ollie Bearman fu però complicata. La nuova monoposto mise in difficoltà Prema, che faticava con setup e motore. Eppure, l’italiano riuscì a metterci delle pezze, soprattutto in qualifica, andando oltre ad una vettura complicata in termini di guidabilità. Batté molto agevolmente il compagno Bearman, chiudendo sesto in campionato contro il tredicesimo del compagno, con quasi 40 punti di vantaggio. Due sono le vittorie che si registrano quella stagione. La prima, la sprint race a Silverstone: Kimi dominò, ancora una volta sull’acqua, con un passo superiore al resto, registrando il giro veloce addirittura più di un secondo più rapido di tutti gli altri. E poi la feature race in Ungheria, ancora più importante, in cui vennero fuori le sue qualità nella gestione degli pneumatici. L’italiano riuscì ad allungare il primo stint su gomma hard sul resto del gruppo, nonostante avessero la stessa mescola più fresca, rivelatosi decisivo poi per la vittoria finale. Da menzionare anche la sprint di Spa, fermata con bandiera rossa mentre Antonelli stava rimontando forte sotto la pioggia, in cui si era portato a ridosso della zona a podio, anche con un mega sorpasso all’Eau Rouge su Colapinto. Il copione, d’altronde, era sempre quello.

I primi lampi in Formula 1
Il 2025 fu l’anno dell’esordio in F1. All’esordio in assoluto, a Melbourne, partì dalla sedicesima casella in griglia e riuscì a rimontare addirittura al quarto posto, in una gara corsa prevalentemente con gomme intermedie date le condizioni bagnate. Alla terza gara, a Suzuka, il circus inizio già a notare qualcosa di speciale. Antonelli riuscì infatti ad allungare il primo stint su gomma media nel primo stint di ben dodici giri in più rispetto a Russell, per poi montare la hard e inseguire il compagno, arrivando ad appena un secondo e mezzo al termine della gara. In quel GP fece inoltre registrare il giro veloce della gara, diventando il più giovane della storia a farlo. Successivamente, a Miami arrivò la prima pole position in una qualifica sprint, in un weekend dove si era mostrato a proprio agio soprattutto sul giro secco rispetto al britannico.
La crisi a metà stagione e la rinascita
Poi, arrivò la crisi. A metà stagione 2025, Mercedes introdusse un aggiornamento alla sospensione posteriore che mandò in crisi Antonelli. Il posteriore divenne instabile e nervoso. Kimi ha infatti uno stile di guida molto aggressivo nel dare input al volante a inizio curva, oltre a frenare più tardi rispetto alla media affidandosi ad un posteriore che deve necessariamente essere solido, cioè l’effetto opposto dell’aggiornamento. Durante la fase di frenata, è facile anche notare come sia molto aggressivo anche in scalata, affidandosi molto al freno motore, e di conseguenza la confidenza verso retrotreno diventa ancor più cruciale. Lo ha spiegato lui stesso nel corso del 2025: “Il mio stile di guida è piuttosto aggressivo e penso che lo abbiate visto in alcune occasioni, anche a Monza nelle FP2, come tendo a impostare la macchina in curva.” Tant’è che, ascoltando i team radio, anche lo scorso weekend a Shanghai, il suo ingegnere di pista Peter Bonnington gli ha ricordato di non esagerare eccessivamente nel dare secchi cambi di direzione al volante durante l’ingresso curva.
Il suo stile di guida è infatti comparabile a quello di Hamilton, come lui stesso ha ammesso, tant’è che entrambi hanno sofferto dannatamente le vetture ad effetto suolo. Per Kimi, la maggior difficoltà è stata proprio quella di cercare la confidenza e il limite del grip in qualifica, mentre gli è risultato più semplice in gara: “Con questa generazione di macchine, non posso essere così aggressivo in entrata. Forse per come funziona l’aerodinamica, per le gomme, queste vetture sono molto sensibili al vento. È una macchina molto delicata. Nella situazione in cui mi trovo ora, non so ancora quanto di più la macchina possa dare. So che può darmi ancora parecchio, ma non so esattamente quanto.”

Tornando al ‘25, Mercedes, nelle ultime gare, rimosse l’aggiornamento e tornò alla vecchia specifica. Kimi ritrovò confidenza, ritrovò la capacità di cercare il limite senza timore. Come ammise lui a Spa, era proprio la confidenza il problema che lo ostacolava, soprattutto in qualifica. Oltre alla rimozione della nuova specifica di sospensione, la svolta mentale arrivò dopo Monza, dopo una gara deludente. Una riunione con Toto Wolff e Bono cambiò tutto. Kimi riorganizzò il suo approccio e il ‘build-up’ ai weekend fin dalle prime prove libere. Si racconta di come abbia iniziato a fornire indicazioni personalizzate in termini di setup ai propri ingegneri, dopo che aveva passato i primi mesi ad adottare setup del compagno data l’inesperienza. Da Baku al Qatar si mostrò molto più vicino al compagno, in alcune occasioni addirittura battendolo.
Oltre al consistente weekend brasiliano in cui conquistò il suo secondo podio, a Las Vegas 2025, Antonelli mostrò ancora una volta le sue abilità nella gestione delle gomme, specialmente sul graining. Il secondo stint lo percorre con ben 46 giri , riuscendo a tenere alle spalle Piastri e Leclerc, e chiudendo il gap giro dopo giro da Russell che stava soffrendo molto di graining nonostante una gomma più fresca. Così, conquistò il suo terzo podio stagionale.
2026: la Cina è stata la consacrazione. Si può veramente lottare per il mondiale?
L’inizio del 2026 ha mostrato un Antonelli più consapevole, soprattutto sul passo gara. Nelle prime gare si è visto un livello molto competitivo nella gestione degli stint, specialmente nella seconda parte di gara sia in Australia che a Shanghai.
In Cina è arrivata la prima vittoria in Formula 1, costruita con una gara ordinata e gestendo le prime fasi di gara con le Ferrari e chiudendo anche con il giro veloce. Nel secondo stint, Antonelli era veramente un metronomo fino alla piccola sbavatura nel terzultimo giro. Un risultato che ha avuto un peso anche sul piano mentale, permettendogli di alleggerire parte della pressione accumulata come lui stesso ha ammesso: “Battere George è molto, molto difficile. Ci sarà da lavorare molto per avere un’opportunità, ma sotto certi aspetti credo che aver ottenuto la prima vittoria farà calare la pressione”.
Il favorito resta chiaramente George Russell. Il britannico fa infatti molta differenza in qualifica, dove la gestione dell’energia e la costanza sul giro rappresentano ancora un’area di crescita per il bolognese. In gara, invece, Antonelli ha già dimostrato di poter essere competitivo con continuità, grazie ad un’ottima fiducia nella W17 e all’ottima gestione degli pneumatici che potrebbe mettere in difficoltà l’inglese
Anche Peter Bonnington ha sottolineato come queste qualità emergano chiaramente dai dati: “Questa abilità si vede molto nei dati. Ci sono tracciati del bilanciamento che guardi e pensi ‘non so come stia guidando una macchina così neutra tenendo tutto insieme, tenendo le temperature sotto controllo, eppure la vettura è pronta a ruotare sul proprio asse’. È uno spettacolo da vedere. Ho incontrato Michael Schumacher, ho incontrato Lewis Hamilton, e poi capisci che no, c’è un passo extra. È quello che Kimi ha. Quel decimo o due in più”.
Con meno pressione e maggiore consapevolezza, Antonelli può ora concentrarsi sulla continuità e sulla crescita nei dettagli che faranno la differenza nel corso di una stagione in cui come ha affermato lui stesso è pronto per ‘provare a battagliare per il titolo’.



