A quattro mesi dall’avvio del mondiale 2025, Andrea Kimi Antonelli ha fatto il punto della situazione in vista del suo debutto da titolare al volante della Mercedes W16. Il pilota bolognese ha tracciato un bilancio delle sessioni FP1 disputate a Monza e a Città del Messico, raccontando dei passi avanti compiuti fra le due uscite. Parte del processo di crescita è stata la sinergia con i due piloti titolari, Hamilton e Russell. Se dal primo erediterà l’ingegnere di pista Peter Bonnington, con il secondo ha già iniziato a familiarizzare in vista del lavoro da compagni di squadra nella prossima stagione.
Kimi Antonelli: “nelle FP1 in Messico ero più preparato rispetto a Monza”
Il giovane talento italiano ha condiviso i momenti chiave della sua preparazione in vista dell’atteso debutto da pilota titolare Mercedes nella prossima stagione. Andrea Kimi Antonelli, dopo aver percorso un numero consistente di chilometri nei test TPC, ha debuttato in una sessione ufficiale davanti al proprio pubblico in quel di Monza. Una prima sessione di libere dall’esito non semplice, dopo il botto alla Parabolica delle prime fasi. “Credo che si possa dire che ho imparato la lezione a mie spese con quello che è successo in FP1,” ha dichiarato il pilota bolognese. “Mi sono divertito nei due giri che ho fatto. È un ricordo che conserverò per molto tempo. Anche mentalmente mi aiuterà a tornare più forte.” Se da un lato può essere considerato come un errore di gioventù, dall’altro ha dimostrato la fiducia della scuderia di Brackley verso Antonelli, dal momento che l’italiano era subito sceso in pista con le gomme soft. Lo stesso Toto Wolff aveva sottolineato il coraggio del pilota della sua Academy, ribadendo la fiducia nei suoi confronti da parte della Mercedes.

Una sessione che ha contribuito alla maturazione di Antonelli, che in merito alle seconde FP1 alle quali ha preso parte, in Messico, ha affermato di aver progredito in maniera importante rispetto alla sua uscita precedente. “Quando ho fatto la mia seconda sessione in Messico il mese scorso,” ha raccontato Kimi, “ho avuto più tempo per prepararmi, perché non era un weekend di F2. È stata una sessione molto più pulita ed era sicuramente ciò di cui c’era bisogno dopo Monza. Non volevo correre rischi e ho imparato molto.” Dopo il GP del Messico infatti il team aveva sottolineato come Kimi, una volta sceso dalla macchina, avesse provato sensazioni contrastanti. Se da un lato ha dovuto tenersi qualcosa in tasca per evitare danni compromettenti in ottica weekend e budget cap, dall’altro ha completato brillantemente il programma di lavoro delineato dalla Mercedes. “Mentre mi abituo a stare a bordo pista, costruisco il mio rapporto con i membri del team e sperimento come funzioneranno i weekend l’anno prossimo,” ha affermato parlando del suo processo di crescita. “Io e il team vogliamo solo assicurarci di non avere sorprese!”

Sul lavoro nel box: “A volte chiedo consigli ai piloti. Sto imparando tanto da Bono”
La presenza più costante all’interno del garage durante gli ultimi weekend di gara sta contribuendo alla creazione della sinergia con il suo futuro compagno di squadra, George Russell. Al tempo stesso poter familiarizzare con il metodo di lavoro di un sette volte campione del mondo come Lewis Hamilton, è un privilegio di cui pochi possono giovare. “A volte chiedo consigli o chiedo perché hanno preso una certa decisione,” ha raccontato Kimi commentando la sua presenza nel box. “Sono due piloti incredibili. È fantastico lavorare con entrambi. Poi c’è Bono. Ho lavorato con lui e ho imparato da lui per essere pronto per il 2025,” ha aggiunto parlando del suo futuro ingegnere di pista, Peter Bonnington, che erediterà da Hamilton. Intanto Antonelli ha potuto sfruttare la lunga sosta del campionato di F2 per intensificare il lavoro con la squadra, anche attraverso diverse visite nelle sedi della Mercedes, per toccare con mano anche l’operato di chi lavora dietro le quinte. “La lunga pausa prima delle ultime due gare in Qatar e ad Abu Dhabi è un fattore positivo,” ha raccontato. “Ho fatto molte visite a Brackley, lavorando al simulatore e sull’analisi dati. Ho fatto il mio primo discorso di fronte a tutti i membri del team a Brackley e Brixworth. Ho iniziato a studiare i nuovi circuiti, così come le procedure sul volante.” Sebbene il calendario degli impegni preveda il completamento del suo percorso propedeutico, lo sguardo non può che essere puntato verso il giorno in cui si siederà al volante della nuova monoposto della stella a tre punte. “Voglio concludere con stile la stagione di F2, ma onestamente sto facendo il conto alla rovescia dei giorni che mancano al mio debutto in F1.”



