Il Mondiale è lì, a un passo. Andrea Kimi Antonelli arriva ad Austin con un vantaggio di 102 punti su George Russell e la possibilità di diventare campione del mondo di Formula 1 già nel Gran Premio degli Stati Uniti. Un traguardo che, a soli 20 anni e alla sua seconda stagione nella massima categoria, avrebbe un valore storico per il motorsport italiano: l’ultimo pilota azzurro a conquistare il titolo iridato è stato Alberto Ascari, nel 1953.
Eppure, alla vigilia del fine settimana texano, Antonelli non vuole lasciarsi distrarre dalla prospettiva di una possibile consacrazione. La strategia resta quindi quella che lo ha accompagnato per tutta la stagione: concentrarsi sul presente, lavorare con la squadra e affrontare ogni appuntamento senza farsi condizionare dalla classifica. Il margine costruito finora è importante, ma il giovane bolognese sa che il lavoro non è ancora finito.
“È sicuramente pazzesco quando ci pensi… ed è proprio per questo che non ci penserò. Se dovesse succedere qualcosa di catastrofico agli altri e io riuscissi a disputare un fine settimana perfetto, tutto potrebbe accadere. Con Bono ci siamo detti di divertirci e basta, mantenendo lo stesso approccio gara per gara che abbiamo avuto per tutto l’anno”, ha spiegato Antonelli.
Antonelli e la crescita mentale: “Quest’anno sono più sereno”

Dietro ai risultati ottenuti nel 2026 c’è anche un cambiamento nel modo di affrontare le difficoltà. Antonelli non ha nascosto quanto la prima stagione in Formula 1 sia stata complicata, soprattutto per la necessità di adattarsi rapidamente a un ambiente nel quale ogni errore viene amplificato e ogni prestazione è sottoposta a un’enorme pressione.
“Ricordo che nella mia prima stagione, tante volte cercavo semplicemente di forzare il risultato. Quest’anno ho fatto un passo indietro, mi sono concentrato sulle cose importanti e ho cercato di godermi il più possibile quello che stavo facendo”, ha spiegato il bolognese.
Una maturazione che, secondo il pilota Mercedes, ha avuto conseguenze dirette anche sul piano personale: “Mentalmente mi sono trovato sicuramente in una condizione molto più felice quest’anno rispetto alla stagione precedente”.
Non si tratta soltanto di un approccio più sereno, ma anche di una diversa gestione delle difficoltà in pista. Antonelli ha infatti ricordato come, per esempio, l’incidente di inizio stagione a Melbourne sia stato affrontato diversamente rispetto a quanto avrebbe fatto dodici mesi prima, grazie all’esperienza accumulata e al lavoro con persone che conosceva già e con le quali è cresciuto nella gestione dei problemi.
Guardando poi al passato, le categorie minori hanno fornito ad Antonelli una base importante, ma la Formula 1 ha richiesto al bolognese un ulteriore salto di qualità. “Le categorie inferiori mi hanno aiutato, ma qui è stato più complicato. Quando lotti per vincere, però, la mentalità è simile, nell’approccio e nel modo di pensare”, ha spiegato.
È proprio questa capacità di adattamento ad aver contribuito alla crescita del giovane italiano, oggi in una posizione privilegiata nella lotta iridata. Il vantaggio in classifica rappresenta il risultato di una stagione nella quale velocità e costanza si sono accompagnate proprio a una maggiore consapevolezza nella gestione dei momenti più delicati.
Antonelli: “Seguire le orme di Hamilton è un sogno”

Il possibile titolo avrebbe anche un altro significato particolare per Antonelli, chiamato a raccogliere un’eredità pesante proprio in Mercedes, la squadra con cui Lewis Hamilton ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia recente della Formula 1.
“Seguire le orme di Lewis? È un sogno. Già trovarmi qui è un sogno, ma devo andare avanti e completare l’opera per godermi il resto. C’è ancora un po’ di strada da fare”, ha dichiarato Kimi.
Per conquistare matematicamente il titolo in Texas, Antonelli dovrà vincere la gara e sperare che Russell non vada oltre il nono posto e che proprio Lewis Hamilton non chiuda più in alto della quinta posizione. Con 340 punti contro i 238 del compagno di squadra e i 229 del ferrarista, il bolognese ha un margine considerevole, ma non sufficiente per permettersi di considerare già conclusa la stagione.
La priorità, dunque, rimane la stessa: massimizzare il risultato senza inseguire a tutti i costi la festa iridata. Anche perché, come ha ricordato lo stesso Antonelli, la possibilità di diventare campione non deve trasformarsi in un pensiero capace di condizionare il suo fine settimana.
Hamilton incorona Kimi: “Sono orgoglioso di lui, merita il titolo”

E ad osservare la crescita di Antonelli c’è proprio Lewis Hamilton, che ha lasciato Mercedes alla fine del 2024 per intraprendere la sua avventura in Ferrari, aprendo la strada all’arrivo del giovane italiano nella squadra di Brackley.
Il sette volte campione del mondo non ha nascosto la propria soddisfazione per i progressi del suo successore. “Sono molto orgoglioso del ragazzo. Se non è la mia squadra a vincere, vorrei sempre vedere la mia vecchia squadra fare bene”, ha dichiarato Hamilton.
Il britannico ha scherzato anche sul consiglio che darebbe ad Antonelli alla vigilia di un fine settimana così importante: “Rallenta”. Una battuta che non nasconde, però, la stima nei confronti di un pilota che ha saputo gestire una responsabilità enorme nonostante la giovane età.
Hamilton ha poi sottolineato anche il valore del gruppo Mercedes e l’importanza di poter lavorare al fianco di Bonnington, già suo storico ingegnere di pista: “Per chiunque sarebbe difficile entrare in un sedile del genere, in una squadra di questo livello. Ma lui ha gestito tutto con naturalezza ed è stato bello vedere le sue prestazioni durante l’anno”.
Il britannico ha poi aggiunto: “Lavorare al fianco di Bono è un’esperienza straordinaria, ma in quella squadra ci sono tantissime persone eccezionali. È per questo che riescono a fare quello che fanno”. E il giudizio finale è netto: “Merita di essere campione”.



