Nel prossimo fine settimana inizierà la stagione 2026 di F1, quella del cambiamento regolamentare più importante delle ultime decadi. Non cambieranno solo i motori ma anche l’aerodinamica, il telaio, gli impianti frenanti, le gomme e soprattutto sarà una F1 più elettrica, con un MGU-K da ben 350 kW (476 CV) e tutti i limiti del caso. La Mercedes e la Ferrari sono indicate come le due squadre meglio preparate, lo ha detto anche il team principal campione del mondo Andrea Stella. Tuttavia, proprio per la vastità dei cambiamenti è molto difficile prevedere come andranno le cose in Australia poiché c’è una certa convinzione che le forze in campo potrebbero avvicinarsi, allontanarsi o addirittura mischiarsi anche e soprattutto in base alle tipologie di tracciato.
Una F1 per ingegneri, da spiegare il più facilmente possibile al pubblico medio
Le auto agili ma ‘Frankenstein’, come le aveva denominate Christian Horner ormai un anno fa, hanno già generato numerose polemiche per i tanti limiti emersi a causa di scelte per certi versi incomprensibili riguardo alla motorizzazione 50% endotermica e 50% elettrica. Dico incomprensibili perchè se viene eliminato e soprattutto non sostituito il motogeneratore (MGU-H), che contribuiva al maggior recupero energetico, e nel mentre viene triplicata la potenza elettrica, non possono che sorgere importanti problemi di recupero di energia. Si è corsi ai ripari con l’aerodinamica attiva, chiaramente una forzatura necessaria pena l’insuccesso certo dei nuovi regolamenti motoristici. Ma anche così probabilmente non basterà, tant’è che FIA e soprattutto Liberty Media hanno già almeno due piani B per migliorare una situazione che già in Australia potrebbe essere difficile.
Aspettiamo di vedere almeno il primo fine settimana stagionale prima di trarre alcune conclusioni, cambiamenti regolamentari o no, tuttavia, ciò su cui non potrà aspettare la F1 è come spiegare facilmente anche al pubblico medio una delle F1 più tecniche delle ultime decadi. Non tanto per le soluzioni tecniche presenti sulle varie auto, bensì per i tanti termini resi necessari dall’introduzione dell’aerodinamica attiva e da una parte elettrica molto più consistente. Stiamo parlando delle parole OVERTAKE MODE e BOOST MODE soprattutto, ma anche delle varie possibilità di RECHARGE MODE, come il Lift & Coast (già conosciuto) e il ‘super Clipping’. Per il significato soprattutto dei primi due termini rimandiamo ad un articolo precedente.
Gli undici giorni di test utili anche alla FOM per raccogliere dati e soprattutto pensare alle nuove grafiche
Le undici giornate di test a disposizione (solo nove per ogni team) sono state utili anche alla FOM per testare molte grafiche e soprattutto l’affidabilità dei dati ricevuti dalle varie scuderie, tra cui proprie le nuove fasi di dispiegamento dell’energia elettrica. A riguardo, AutoRacer può mostrare come dovrebbe essere impostata la schermata grafica dedicata ai duelli in pista, dove si potrà capire se il pilota all’attacco starà utilizzando l’Overtake Mode e chi è in difesa il Boost Mode. L’immagine è una ricostruzione AutoRacer stilizzata e con font diverso da quello che verrà realmente utilizzato.

In molti ora si chiederanno se in TV si potrà vedere il dispiegamento dell’energia elettrica in live. C’era la volontà ma per ora, visto che ci saranno altri incontri, la risposta è negativa poiché dopo varie riunioni tra la FIA, la FOM e i team sarebbe stato deciso di non condividere (nemmeno internamente) le informazioni del SOC (State Of Charge) della batteria, diversamente da quanto succede in Formula E. Una scelta pensata anche per lasciare un maggior spazio all’istinto del pilota e meno al suo ingegnere che, conoscendo lo stato di carica della batteria di chi sta davanti, potrebbe telecomandarlo ancor di più.

Un’altra novità dal punto di vista grafico di questo 2026, seppur non sia stata presa ancora una decisione definitiva nel momento che viene pubblicato questo articolo, potrebbe essere l’introduzione dei mini settori nei live clocks perché sono testati durante gli undici giorni di test. Mini Settori che ormai da qualche anno sono presenti nel live timing della F1 ma mai mostrati in TV; un qualcosa di utile e che aiuterebbe l’appassionato che guarda le qualifiche per capire se il giro del determinato pilota è eccellente, buono o pessimo senza dover per forza aspettare i tanti secondi tra un intermedio e l’altro. Inoltre, sempre per quanto riguarda la qualifica, ci sarebbe la volontà di riempire maggiormente lo schermo, mostrando i tempi di ben quattro piloti (soprattutto in Q3) rispetto ai tre cui eravamo abituati a vedere, come evidente nell’immagine in alto, per una grafica ancora più completa.



