Norris batte le Ferrari: ultimo run fatale, SF-26 pensata per la gara?

Lug 25, 2026

Andrea Vergani

La prima Pole Position non assegnata a Kimi Antonelli o George Russell resta comunque di un motorizzato Mercedes: con gli aggiornamenti sulla McLaren MCL40 e una prestazione eccellente di Norris, l’inglese ha conquistato la Pole Position a Budapest. I tempi sul giro mostrano una buona Ferrari, ma non tanto quanto quella vista nella giornata di ieri: con temperature più alte di quelle in FP2 sono cresciuti i rivali, ma la convergenza di prestazioni trova spiegazione anche in determinate scelte delle varie squadre. Il risultato odierno rappresenta una grande occasione sprecata in un giorno dove i diretti rivali hanno faticato più del previsto. Più indietro, la penalità mette Antonelli in una posizione di difficoltà per la prima volta in stagione e si confermano le difficoltà di Russell – i problemi di batteria avuti a Silverstone e Spa sono scomparsi su un tracciato energy friendly, ma il distacco dal compagno rimane importante. Con temperature altrettanto alte previste per la gara, i 70 giri dell’Hungaroring saranno una sfida di gestione più che di velocità pura.

McLaren, che step! Ferrari perde tutto nell’ultimo run, cosa è successo?

Alla vigilia non era scontato che la battaglia per la vittoria riguardasse solamente Mercedes e Ferrari: la Pole Position di Lando Norris non sorprende totalmente, ma testimonia le bontà del pacchetto MCL40 e i passi avanti fatti grazie agli aggiornamenti portati in Ungheria. Fin dalle FP3, nessuno ha potuto contrastare la superiorità della monoposto papaya nel tortuoso tratto centrale ed è lì che è nata la Pole del campione del mondo in carica. Il confronto tra Norris e Hamilton è l’immagine di due vetture piuttosto simili ma con compromessi totalmente diversi: tra la chicane alta e il rettilineo tra secondo e terzo settore, il numero 4 guadagna un paio di decimi grazie alla maggiore agilità della sua monoposto. Dall’altra parte, le curve più rear limited premiano Hamilton e la SF-26; in particolare, nessuno riesce ad eguagliare il sette volte campione del mondo in curva uno. Il distacco tra lui e Leclerc deriva quasi interamente dalla curva intitolata a Nelson Piquet, dove l’ex pilota Mercedes stacca più tardi e riesce a ruotare molto meglio la sua vettura per avere un’uscita nettamente migliore. “Per quanto mi riguarda, alla curva 1 e alla curva 12 – dove c’era un tratto di asfalto nuovo – ho fatto davvero molta fatica a trovare il giusto feeling con la macchina e ad anticipare il comportamento. Non ho fatto un buon lavoro”, l’analisi di Leclerc. 

Credit: Tomasz Mroz

Dopo una giornata quasi perfetta ieri, Ferrari non ha ribadito la stessa superiorità sul giro secco. L’impressione è che nella notte, il focus degli ingegneri sia stato quello di mettere in pista una vettura più improntata verso la domenica sulla carta; la SF-26 è stata la miglior vettura nell’ultimo settore che alla vigilia era visto come un tratto fondamentale specialmente in vista della gara. Ovviamente, da teoria a risultato manca il tassello dell’esecuzione che oggi è mancato. Fino al primo tentativo del Q3, Ferrari era in Pole Position e terza posizione ma nessuno dei due piloti ha migliorato nell’ultimo tentativo. “Non so perché siamo usciti per primi, io non l’avrei fatto. Dopo un out lap pulito, in curva 1 ho avuto uno snap e ho perso un decimo e mezzo. Avevamo la macchina per la Pole e non ho fatto il mio dovere”, le parole di Hamilton. Anche Leclerc ha sottolineato uno snap più importante del solito in curva uno e una perdita del posteriore da lì in poi. Il mancato miglioramento di Verstappen nel suo giro, prima dell’errore all’ultima curva, testimonia un momento in cui la pista ha perso grip rispetto a quanto offerto prima e dopo. Ricostruendo dal live timing, la perdita di Russell non dovrebbe aver influenzato il trio: l’inglese ha spiegato che il problema è nato in curva 4, quindi dopo l’inizio dei giri degli altri.

Credit: Tomasz Mroz

La penalità inflitta a Hamilton toglie a Ferrari il suo pilota più in forma e la certezza di avere due punte per contendere la vittoria. Il compito più grande spetterà a Leclerc che, dopo aver usato una soft ‘di troppo’ e la media per un giro lanciato in più, sarà in prima fila per la partenza di domani; senza gomme medie a disposizione, la scelta di partire su una soft usata appare piuttosto scontata. Solo domani si scoprirà se la gara si giocherà su una o due soste: rispetto a venerdì, sono attese temperature dell’asfalto significativamente più alte ma Ferrari ha avuto modo di valutare le soft in queste condizioni per qualche giro nel corso delle terze libere. “Credo che domani le Ferrari rimangano le favorite. Anche oggi nessuna di loro è riuscita a migliorare al secondo tentativo, quindi penso che abbiano lasciato un po’ di potenziale sul campo”, le parole di Andrea Stella. “Quando si parte dalla pole position, si punta alla vittoria. Ma non dobbiamo dimenticare che la Mercedes e Antonelli non sono molto lontani e di solito sono estremamente veloci”.

Mercedes, limitati i danni con Antonelli: W17 più in difficoltà del previsto o pronta a combattere in gara?

La prima giornata in cui si vede la Mercedes W17 in grossa difficoltà con entrambi i piloti è arrivata a fine Luglio: questo basta per analizzare la bontà del pacchetto ed il lavoro straordinario che sta facendo Kimi Antonelli nella sua seconda stagione. L’italiano ha, ancora una volta, massimizzato tutto quello che la monoposto gli ha offerto e avrebbe potuto conquistare il terzo tempo senza la sfortunata bandiera gialla causata da Max Verstappen. Il leader del mondiale ha provato ad evitare la penalità alzando il piede in ingresso perdendo il minor tempo possibile – almeno mezzo decimo – con un ‘sacrificio’ di 6 km/h tra curva 13 e 14 rispetto al giro precedente, questo purtroppo non è bastato. Prestazionalmente, il compromesso di Mercedes ricalca quello di McLaren: la W17 ha generato tempo sul giro nel primo e secondo settore, ma non ha retto il confronto con nessuna delle due Rosse nelle ultime tre curve. Sulla capacità Mercedes di mantenere in buono stato le posteriori ci sono pochi dubbi, ma è evidente che la partita si giocherà lì e che Ferrari abbia fatto qualche sacrificio per giocare le proprie carte. 

Credit: Tomasz Mroz

Per l’ennesima volta si parla di George Russell con toni delusi: dopo la vittoria a Melbourne, ben poco è andato per il verso giusto e la perdita di competitività degli ultimi mesi lo sta allontanando sempre di più dalla lotta per il titolo iridato. L’inglese non si stava migliorando prima di incontrare Max Verstappen all’ultima curva e si è dovuto fermare dopo il suo giro. Mercedes ha comunicato che si è trattato di una perdita di pressione dell’acqua nella sua Power Unit e che George si è fermato in maniera precauzionale; domani monterà una nuova unità ma non prenderà penalità e partirà settimo. Il distacco di due decimi, a parità di condizioni, con Antonelli nasce tutto nelle ultime due curve dove l’italiano probabilmente ha a disposizione una gomma in miglior stato di salute. Finora l’estate di Russell è una montagna russa di eventi negativi e mancanza di velocità.

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