Ferrari: coperta corta anche a Las Vegas, ma la SF-25 è competitiva

Nov 21, 2025

Andrea Vergani

Nella seconda sessione del giovedì sera è stato Lando Norris il più veloce in pista, poco davanti a Kimi Antonelli e Charles Leclerc. Nella prima giornata di azione l’evoluzione del tracciato è stato un fattore di primaria importanza, come atteso, e sarà così anche nella giornata di domani. Le due interruzioni, prima a causa di un tombino e poi per via del problema al volante di Leclerc allo scadere della sessione, hanno impedito a tutti i piloti di effettuare un giro pulito sulla mescola più morbida e tolto la possibilità di vedere long run in FP2. Per questo si entrerà in FP3 con più incognite del previsto, che le squadre dovranno essere capaci di anticipare con le modifiche nella notte per non essere colti alla sprovvista in qualifica e gara. Tra i primi quattro team, tutti hanno fatto vedere qualcosa di buono in diverse parti delle prime due ore in pista. 

Ferrari: SF-25 tra i protagonisti, la velocità c’è, dubbi sull’esecuzione con mescola C5

I segnali di competitività sono arrivati per tutta la durata delle libere del giovedì da parte della SF-25, in particolare quella numero 16: il tracciato americano si adatta molto bene allo stile di guida di Leclerc, ma dipenderà tutto dall’esecuzione dell’out lap in Q3. Se il layout è un compromesso perfetto tra curve lente e basso carico aerodinamico, che evidenzia la grande abilità del monegasco di controllare una vettura instabile, le difficoltà nel warm-up degli pneumatici pesano molto nella sua guida – generando un fastidioso sottosterzo, particolarmente costoso nelle prime due curve – e possono compromettere il risultato. Sono proprio le prime due curve il tratto dove Ferrari perde maggiormente rispetto a McLaren (e Red Bull), ma più per una scelta di assetto: sulle medie e sulle soft, mancano circa due decimi rispetto a Norris. La coperta più corta impone di fare delle scelte e gli ingegneri di Maranello sembrano aver optato per massimizzare la prestazione nel longitudinale, sacrificando curve 1 e 3, per essere competitivi nel settore centrale

Leclerc (Ferrari)

Tra Leclerc e Hamilton c’è stata una differenza di quattro decimi a parità di gomma media. L’inglese è stato al passo con il compagno nel primo e terzo settore grazie a una velocità di punta migliore, nonostante una configurazioni di ali identica (per entrambi specifica Monza), mentre nel settore centrale si è vista tutta la differenza tra i due piloti in Rosso; nello specifico, in uscita dalle curve più lente il monegasco fa la differenza. In ogni caso le premesse sono positive: “Le sensazioni erano piuttosto buone. Abbiamo migliorato la macchina e mi sentivo forte nel primo settore”, ha dichiarato il sette volte campione del mondo. Lato box Leclerc non si può escludere che sia stata utilizzata una mappa motore più conservativa per preservare la vita della Power Unit: come l’anno scorso – quando perse più di due decimi in rettilineo rispetto a Sainz, con motore nuovo – c’è una perdita in allungo rispetto al compagno, che sfrutta un motore non nuovo ma più fresco. 

Hamilton (Ferrari)

L’aspetto cruciale sarà confermare la competitività della SF-25 anche sulla mescola C5 per qualificarsi nelle prime posizioni. La doppia interruzione delle FP2, tra cui lo stop della Rossa numero 16 a causa di un problema riconducibile unicamente all’elettronica, non ha permesso di tirare delle somme in questo aspetto: il singolo giro di Leclerc sulla soft non è stato al livello di McLaren e Mercedes, ma non è sufficiente per fare preoccupare perché la velocità pura c’è stata. Ancora più di altre occasioni sarà cruciale l’esecuzione e la capacità di mettere in finestra gli pneumatici fin dalle prime curve. Dall’altra parte quello che preoccupa è il rischio pioggia, un’incognita che cambierebbe le carte in tavola e probabilmente toglierebbe Ferrari dalla lotta per le posizioni di vertice. Questo è anche per via del compromesso, necessario anche su un tracciato a senso unico come Las Vegas, con un sacrificio in termini di rollio per avere la miglior macchina possibile nel longitudinale.

I rivali: McLaren e Mercedes subito veloci, Red Bull più bassa di motore e non solo

La classifica della seconda sessione di libere recita McLaren e poi Mercedes, largamente per il fatto che Norris e Antonelli sono gli unici due piloti che hanno completato un giro pulito su soft. A parità di gomma media con Ferrari si è vista una McLaren molto forte nel primo tratto del circuito ma si è rivelata meno competitiva nel tratto centrale, caratterizzato da curve più secche, e nei rettilinei. Ad ogni modo, rispetto agli scorsi anni, la MCL39 è fortemente coinvolta nella lotta per la vittoria e non ha avuto modo di mostrare la sua arma migliore nei long run. Mercedes è stata competitiva con entrambe le vetture e con due direzioni diverse in termini di impostazioni, non di natura aerodinamica: Russell è stato più veloce nel primo settore, Antonelli più forte nel secondo forse con una macchina più impostata per ottenere prestazioni in curve a 90°. Nella seconda sessione abbiamo avuto configurazioni piuttosto diverse tra le auto, quindi lavoreremo durante la notte per analizzare queste differenze e capire cosa vogliamo portare nella FP3, sono state le parole di Andrew Shovlin. La seconda posizione di Antonelli non è distante dal tempo di Norris e senza la bandiera rossa Russell sarebbe finito terzo nel giro con un ottimo primo settore. “Ci aspettiamo che la pista migliori molto anche domani, quindi dovremo essere pronti, reagire di conseguenza e continuare ad evolverci insieme alla pista stessa”, ha detto Antonelli.

Anche Verstappen non è riuscito a completare un giro con la mescola più morbida e il tempo con la media non è stato al livello di Ferrari o McLaren, ma in casa Red Bull non c’è grande preoccupazione. “Penso che saremmo stati tra i più veloci con le soft. Quella gomma normalmente ti dà circa mezzo secondo al giro di vantaggio e allora saremmo stati tra i primi” ha affermato Helmut Marko dopo la sessione. Come sempre, si notano mappature piuttosto conservative nei giri veloci, e con la media la RB21 è stata molto competitiva nella prima parte del tracciato per poi perdersi nel lentissimo settore centrale. Non sarebbe una sorpresa vedere un compromesso diverso in FP3 e qualifiche, più orientato ad essere competitivi a bassa velocità, pur sacrificando le prime due curve. Oltre al rischio pioggia, è importante notare come una pista green cambierebbe ugualmente le carte in tavola con livelli di grip molto più bassi del previsto. Se pioverà stanotte, tutto il grip di oggi verrà rimosso e diventerà una sorta di lotteria” ha aggiunto Marko.

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