Analisi, Montreal amaro per Leclerc: peggior weekend nell’ultimo lustro

Mag 29, 2026

Andrea Vergani

Il primo grande squillo in tuta rossa Hamilton lo ha dato nel fine settimana a Montreal: l’inglese è stato autore di un fine settimana eseguito molto bene, anche se non perfetto, e il confronto prestazionale con il compagno non è mai sfuggito dal suo controllo. Dall’altra parte del garage si è visto un Leclerc insolitamente a disagio e incapace di accendersi se non per pochi giri. Al netto dell’errore in curva 8, per i primi due terzi di gara il confronto con Hamilton non è stato impietoso, ma le cose sono cambiate negli ultimi venti giri: “Smettiamo di parlare fino all’ultimo giro. Dimmi quando arriva, altrimenti solo messaggi critici”, il team radio del monegasco. Staccando la spina, il distacco finale è aumentato e il passo totale parla di un vantaggio di oltre tre decimi da parte del sette volte campione del mondo. Negli ultimi cinque anni, in gare asciutte, Leclerc ha subito un ritardo superiore al decimo solamente tre volte – di cui due in Messico. Il lato positivo è aver accumulato una posizione accettabile nonostante le difficoltà: 16 punti contro i 21 del compagno sono un bottino accettabile in un fine settimana così complicato. Il weekend canadese rappresenta un evento molto raro, dove grande merito va attribuito ad un Lewis Hamilton mai così in forma. 

Montreal sveglia Hamilton: “Vado meglio senza simulatore”, Giugno e Luglio per salire di livello

La scorsa settimana era iniziata con un messaggio importante: l’ex Mercedes ha dichiarato di non aver fatto affidamento sul simulatore, ancora più importante in un weekend Sprint, per ottimizzare la preparazione in altri modi. “Penso che una buona idea potrebbe essere, ad esempio, tornare indietro e fare un’analisi di correlazione con questo fine settimana, così da capire dove ci sono delle lacune [con il simulatore]”, ha ammesso Lewis dopo la gara. Se lo userò per prepararmi a un’altra gara? Probabilmente no. I rischi sono semplicemente troppi. È uno strumento che può essere molto potente. Ma io sono della vecchia scuola. Probabilmente me la cavo meglio senza”. I risultati e la prestazione del GP del Canada hanno dato ragione a Hamilton: un decimo davanti a Leclerc in entrambe le qualifiche e un’ottima seconda posizione in gara. Su un circuito che poteva essere difficile per le caratteristiche della SF-26 (specialmente in gara), il numero 44 ha subito un ritardo di ‘appena’ due decimi e mezzo nel corso della gara; considerando il secondo stint in gestione di Antonelli dopo il ritiro di Russell, il delta prestazionale puro dalla W17 è più di quattro decimi.

Da qui alla fine di Luglio ci saranno diversi appuntamenti storicamente favorevoli per il sette volte campione del mondo: Barcellona, Silverstone, Spa e Budapest possono essere delle occasioni per essere al livello del compagno di squadra. Montreal può rappresentare un nuovo inizio: “Questo fine settimana ho scelto un assetto diverso dopo aver analizzato attentamente i dati, collaborando alla grande con il mio ingegnere. Finalmente sono riuscito ad affrontare tutte le curve in modo aggressivo” ha ammesso entusiasta nel post gara. La novità è, stranamente per un pilota come Hamilton, la competitività in gara che è stato il problema principale da quando è arrivato in Ferrari. Nei primi cinquanta giri il vantaggio su Leclerc è stimabile intorno al decimo e mezzo, la miglior prestazione di Sir Lewis in Rosso. 

Leclerc, in Canada zero grip in qualifica e gara: il freddo taglia le gambe al monegasco 

Il layout canadese è tra i meno apprezzati dal pilota di Montecarlo – insieme a Melbourne e Shanghai più di tutti – e da sempre non esalta le caratteristiche di guida: la natura rear limited non si sposa con le ben note preferenze di impostazioni e, in questo caso, le temperature piuttosto rigide hanno ulteriormente complicato la ricerca della prestazione. Anche un occhio non esperto può decifrare la mancanza di fiducia al posteriore nella telemetria dei giri di qualifica di venerdì e sabato; come è accaduto in altre occasioni, le temperature basse rendono la vita difficile in particolare a Leclerc – rispetto a Hamilton ma anche a Sainz qualche anno fa. Il numero 16 ha guidato sulle uova in Sprint Qualifying e qualifiche, sbagliando in uscita di curva 3/4 in SQ3 e poi in curva 8/9 in Q3. “Dalle FP1 non ho avuto una macchina con cui riuscissi a sentire la vettura, ho avuto solo la sensazione di andare a sbattere contro il muro in ogni singola curva. Oggi le gomme erano completamente fuori controllo, ieri i freni”, ha confessato Charles al termine di sabato.

I primi due terzi di gara hanno visto una situazione leggermente migliore, ma non al livello a cui è abituato Leclerc: il primo stint con le soft è stato alla pari con Hamilton, probabilmente anche grazie alla maggiore facilità di gestione delle temperature sulla mescola più morbida. Tuttavia, una volta passati sulla C4, l’inglese ha inserito una marcia che Leclerc non ha mai sfiorato nel weekend; la differenza tra i due nei primi venti giri dello stint è stata di tre decimi, portando il divario complessivamente a un decimo e mezzo nei primi cinquanta giri di gara. Con 13°C di temperatura ambiente e 18°C di asfalto, Leclerc non è riuscito a portare la media nella corretta finestra di funzionamento. La mappa dell’acceleratore dei due piloti racconta due storie completamente diverse: con gli pneumatici in temperatura, Hamilton guidava un’altra vettura. Dal giro 49, dopo diverse volte in cui Leclerc chiedeva a Bryan Bozzi di parlare meno in radio, è arrivato il messaggio di resa mandato in onda: con la quarta posizione al sicuro, il monegasco ha iniziato a girare più di mezzo secondo più lento dei suoi stessi tempi precedenti nonostante la pista fosse in evoluzione. “Devo capire cosa mi succede su questa pista e come mai non ho feeling dall’inizio del weekend, senza miglioramenti. Anche nei giri finali quando sono un secondo e mezzo più lento apposta, ho comunque momenti [di snap] perché non sento la vettura. Guardiamo tutto e facciamo reset per Monaco”, il team radio di chiusura di Leclerc. Tra le strade del principato il ‘fattore Leclerc’ può essere l’arma in più per dare la caccia alla prima vittoria stagionale: in un tracciato dove la Power Unit conta quasi zero, la SF-26 dovrà dare prova del proprio valore.

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