Il venerdì di Monza ha consegnato un ordine molto competitivo, con Mercedes prima forza seguita a ruota da una buona Ferrari: è stato George Russell a fare segnare il tempo più veloce del pomeriggio monzese sulla mescola più morbida in assoluto. Kimi Antonelli sembra aver diversificato leggermente il programma di giornata, concentrando gli sforzi su una simulazione di passo gara molto competitiva. Il debutto della Power Unit ADUO 2 non ha riservato sorprese per Ferrari: i piloti hanno completato un buon numero di giri e prestazionalmente la SF-26 ha risentito positivamente dell’incremento di potenza. Mancano all’appello McLaren e soprattutto Red Bull sia sul giro secco che nel passo gara: servirà un buon lavoro nella notte per recuperare terreno sui primi. Nonostante i 55°C di asfalto e il trio di mescole più morbide in assoluto, anche la C5 si è comportata bene sui long run e le indicazioni puntano verso una gara a singola sosta. Quali sono le prospettive di Ferrari per il resto del fine settimana di casa?
Efficienza Mercedes regna a Monza: quali carte può giocare Ferrari sabato e domenica?
Era chiaro che, dopo due layout ad alto carico come Budapest e Zandvoort, a Monza si sarebbe (ri)vista l’ottima efficienza aerodinamica di Mercedes – che su circuiti come quello brianzolo può sfruttare al meglio le caratteristiche positive della W17. Rispetto al mattino – dove le due Rosse hanno fatto molto bene con un asfalto più fresco e meno gommato – nel pomeriggio si è vista una crescita netta di Russell e Antonelli, più concentrato sulla simulazione di gara. È stato l’inglese a far segnare il miglior tempo e il confronto con Leclerc mette in evidenza tutta la differenza tra le unità motrici: nonostante l’introduzione dell’unità aggiornata questo weekend, Ferrari paga un divario di più di tre decimi negli allunghi monzesi.

Credit: MAteusz Mróz
I miglioramenti visti in pista sono in linea con le aspettative di un salto di circa 15cv complessivi: il guadagno rispetto all’unità vecchia è di quasi due decimi sul giro secco. Nell’arco del giro, la SF-26 riesce comunque a recuperare una buona fetta di tempo in curva: nelle due Varianti – le curve più lente del tracciato – il monegasco recupera molto più di un decimo complessivamente, mentre il resto lo guadagna all’Ascari. Dall’altra parte, per la monoposto italiana è difficile fare la differenza alle Lesmo perché in ingresso la W17 riesce ad arrivare con un delta di velocità cruciale.
La miglior simulazione di gara è stata dell’altra Mercedes: sulla mescola più dura, Antonelli ha completato uno stint eccellente per velocità e consistenza e la hard ha dato prova di essere un’eccellente gomma da gara in queste condizioni. La simulazione di Liam Lawson su C3, con tanti giri percorsi e a pochi centesimi dall’italiano, ne è la prova. Tra i contendenti per la vittoria, Russell ancora una volta precede la Ferrari di Leclerc; tuttavia, le due Rosse hanno provato la gomma rossa piuttosto che la bianca.

Credit: MAteusz Mróz
L’impressione è che la SF-26 potrà avere più possibilità di infastidire la Freccia d’Argento solitaria nella gara di domenica, dove potrà entrare in gioco una gestione non perfetta degli pneumatici da parte dell’inglese – rispetto allo standard del compagno. È piuttosto chiaro che se Antonelli non avesse dovuto scontare la penalità motore, le speranze Ferrari sarebbero state significativamente ridotte. Una qualifica a ridosso di Russell potrà permettere di sfruttare le armi della vettura di Maranello.

Sorprende l’entità delle difficoltà riscontrate dalle due McLaren nei rettilinei monzesi: nessuno si aspettava una MCL40 forte tanto quanto i due appuntamenti precedenti, ma vedere le due papaya a quasi mezzo secondo dai protagonisti in qualifica e simulazioni gara è inatteso. Le difficoltà della monoposto di Woking sono evidenti dalle telemetrie del giro secco, dove Norris e Piastri perdono quasi quattro decimi dalla Mercedes di Russell nei rettilinei brianzoli a parità di motore. La squadra campione del mondo ha differenziato la strategia di erogazione elettrica nei giri migliori, ma non è servito a contenere gli effetti di una vettura che, ad oggi, ha ancora troppa resistenza all’avanzamento per riuscire a competere con la W17 in circuiti a basso carico. Il lavoro da svolgere nella notte sarà decisivo per essere più vicini a Ferrari che a Red Bull; dall’altra parte, se la Rossa vuole avere possibilità di punire Mercedes domenica dovrà essere capace di qualificarsi davanti agli altri inseguitori.



