Alpine: nessun confronto ma test incoraggianti “Siamo dove speravamo di essere”

Gen 30, 2026

Jacopo Moretti

Un approccio “pratico”, per volontà di Flavio Briatore. Così Alpine ha scelto di affrontare – sin dalla presentazione – le primissime giornate con la A526, concentrandosi su un programma di apprendimento della nuova vettura senza la ricerca della prestazione. Una scelta dettata anche dalla circostanza che “la sfida, per noi, è doppia spiega Steve Nielson, Managing Director del team. E in effetti è così, visto che Alpine da questa stagione ha scelto di abbandonare la Power Unit Renault a favore di quella realizzata dalla Mercedes. “Abbiamo passato settimane a pianificare i primi chilometri”, ha spiegato Nielson, “ma non c’è nulla che sostituisca il vero lavoro in pista”.

Ed è proprio a Barcellona che sono emersi i primi temi legati al nuovo regolamento. Uno, per la verità, è comune a tutti: erogazione e recupero dell’energia. Le nuove Power Unit, infatti, richiedono un approccio completamente diverso: “si tratta di un apprendimento importante, che coinvolge non solo gli ingegneri ma anche i piloti”. Difficile dargli torto, visto che la gestione elettrica condiziona in modo importante la guida, sia in fase di frenata che nell’intera costruzione di uno stint.

Alpine: “I primi confronti li avremo in Bahrain. Per ora abbiamo rispettato il programma e questo ci rende soddisfatti”

Dopo lo shakedown di Silverstone, Alpine era arrivata in Spagna, per stessa ammissione di Nielsen, “con più domande che risposte”. Barcellona è servita proprio a questo: iniziare a dare una logica a numeri e sensazioni. E proprio in questo senso, le caratteristiche della nuova generazione di vetture hanno iniziato a delinearsi: velocità di punta elevatissime e meno carico nelle curve. Tradotto: macchine più veloci sul dritto, ma più delicate da interpretare nei tratti guidati.

Nielson invita poi alla prudenza su qualsiasi lettura prestazionale: “Conosci solo il tuo carico di benzina, sugli altri puoi solo speculare”. Il vero confronto arriverà più avanti, soprattutto in Bahrain, quando inizieranno i long run. “È lì che puoi fare calcoli sensati: quando vedi stint da 20 o 30 giri puoi risalire al peso iniziale e capire davvero il passo”.

Nel frattempo, il lavoro non può che essere soprattutto metodico. Alpine ha alternato prove di integrazione dei sistemi della nuova vettura a simulazioni di procedure di gara: partenze, gestione dello stint, sequenze operative. Tutto ciò che non fa titolo, ma che in un weekend di Gran Premio fa la differenza.

Il programma della scuderia francese si è rivelato poi ambizioso anche sul piano chilometrico: arrivare fino a 800 km in un solo giorno, una cifra enorme che racconta quanto sia centrale accumulare dati in questa fase. E dopo cinque giornate di test, il bilancio, almeno sul fronte operativo, è positivo. Dopo qualche difficoltà iniziale nel primissimo giorno di prove, passo e affidabilità sono migliorati, permettendo al team di completare il programma previsto: “Siamo dove speravamo di essere in termini di chilometri e dati raccolti. Siamo soddisfatti”.

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