Dopo due ‘weekend-off’ la Formula 1 si prepara a scendere in pista a Las Vegas per il terzultimo appuntamento del mondiale 2024. Sul circuito cittadino che si snoda fra le strade della città del Nevada, i piloti avranno a disposizione le mescole della fascia più morbida della gamma. Una scelta che ricalca quella della passata stagione; simili saranno anche le condizioni e le insidie che dovranno fronteggiare i piloti. Una su tutte le temperature fredde che caratterizzeranno le sessioni in notturna. Motivo per il quale la Pirelli evidenzia come la messa in temperatura degli pneumatici ricoprirà un ruolo cruciale nella ricerca della performance.
Pirelli: “la sfida principale sarà il warm-up della gomma. Attenzione al graining”
A Las Vegas sta per aprirsi il terzo weekend in terra statunitense, nonché la seconda edizione del GP che porta il nome della città del Nevada. Nel 2023 lo show era stato il denominatore comune della tre giorni, non solo guardando alla kermesse di eventi, ma anche e soprattutto in pista. Anche quest’anno le insidie non mancheranno. Sul fronte tecnico quello delle temperature rappresenterà un fattore importante da tenere in considerazione da parte delle squadre, precisando come si correrà in condizioni notturne. Da questo punto di vista infatti il freddo la farà da padrone, considerando che a Las Vegas si verifica un’importante escursione termica fra il giorno e la notte. La Pirelli, nel consueto comunicato che traccia le prospettive per il fine settimana, evidenzia l’importanza della messa in temperatura delle gomme. “La sfida principale del fine settimana sarà il warm-up, soprattutto durante la sessione di qualifica e in particolare sull’asse anteriore,” sottolinea il fornitore unico degli pneumatici. “I piloti dovranno fare molta attenzione a portare i pneumatici alla giusta temperatura senza stressarli eccessivamente e ad evitare bloccaggi nei punti di frenata più importanti, soprattutto alla fine dei rettilinei più lunghi, dove le gomme subiranno un’ulteriore riduzione della temperatura superficiale.”

Un ulteriore fattore che dovrà essere considerato riguarda la formazione del graining, favorita dalle basse temperature e dal conseguente basso livello di aderenza. “Ciò potrebbe comportare anche un’accelerazione nel processo di usura,” precisa Pirelli, che sul piano strategico traccia anche una linea generale delle strade percorribili dalle squadre. “Il che porta anche verso una strategia a due soste, la più gettonata lo scorso anno; il singolo pit-stop rimane un’opzione piuttosto competitiva, soprattutto se si riesce a portare le gomme alla giusta temperatura in maniera graduale allungandone così la prestazione su uno stint lungo.” Alla vigilia del weekend numero 22 della stagione, non c’è quindi la certezza di quale potrebbe essere la miglior strategia in gara. Va infatti considerato che, dal momento che le basse temperature ostacolano la messa in temperatura degli pneumatici, le squadre dovranno tenere presente il tempo necessario per il raggiungimento della finestra ottimale dopo il pit stop. “Proprio per le difficoltà di warm-up,” afferma Pirelli, “l’anticipo del pit-stop per cercare di guadagnare posizioni non è molto efficace, anzi sulla carta paga di più l’estensione di uno stint.”

L’incognita Safety Car potrebbe scompaginare le carte in gara
Dal momento che la ricerca della performance ruoterà intorno al fattore temperature, questo weekend verranno utilizzate le tre mescole più morbide della gamma: C3 Hard, C4 Media e C5 Soft. Ma le insidie non finiscono qui. Correre su un circuito cittadino comporta un aumento di possibilità di neutralizzazione della corsa con l’ingresso della Safety Car, come avvenuto nel 2023. Dodici mesi fa a vincere fra le strade di Las Vegas fu Max Verstappen, che questo weekend potrebbe già conquistare il quarto titolo Iridato, dopo il capolavoro messo in atto ad Interlagos. Guardando alle prospettive della vigilia, sulla carta il weekend in Nevada potrebbe sorridere alla Ferrari, con i lunghi rettilinei che potrebbero ben sposarsi con i punti di forza della SF-24. Un fattore evidenziato anche dallo stesso Charles Leclerc la scorsa settimana, che al tempo stesso ha ribadito come l’interpretazione delle temperature non sarà cosa semplice e ricoprirà con tutta probabilità un ruolo cruciale. Su questo fil rouge, la Pirelli stima: “è abbastanza verosimile uno scenario in cui le vetture si troveranno a girare con temperature dell’aria attorno ai 10 °C e quelle dell’asfalto non molto dissimili fra loro.” Un dato che sorprende alla luce delle consuete condizioni in cui si corrono i GP, ma che non spaventa il ferrarista, che lo scorso anno era stato autore della pole nella prima edizione del GP di Las Vegas.



