Mercedes ha introdotto in Malesia il secondo macro-pacchetto stagionale, che tuttavia ha creato non poche difficoltà al team. Per questo motivo si è deciso poi a Singapore di effettuare un fine settimana di comparazione tra le due configurazioni. La lotta mondiale è quasi terminata vista la supremazia messa in evidenza nel corso della stagione, ma ancora una volta stiamo osservando come quest’ultima dipenda dagli aggiornamenti portati nel corso dell’anno. Ed infatti il vicedirettore tecnico di Brackley, Simone Resta, ci ha tenuto ad evidenziare: “Fin dall’inizio abbiamo detto che sarebbe stata una stagione di grande sviluppo. Tutto è nuovo, dagli pneumatici all’aerodinamica, dalle regole sul telaio alla power unit e alla gestione dell’energia. C’è molto da imparare dal punto di vista tecnico, della guida e dell’assetto. E molto spazio per progredire. È ciò che stiamo vedendo”.

E sull’evoluzione data dagli sviluppi nel corso della stagione: “Una squadra, la nostra, è partita leggermente avanti. Ma altre hanno ridotto il distacco e in alcune gare sono state persino più veloci”. Resta ha poi fatto il quadro generale di quanto avvenuto, prendendo in considerazioni le maggiori forze in campo: “McLaren è stata molto forte in certi momenti, prima e dopo la pausa estiva. Ora lo è Red Bull, che dopo un inizio difficile ha recuperato bene. Era esattamente ciò che ci aspettavamo, ed è positivo per lo sport. Arrivando a una gara non sai mai chi sarà il rivale principale o la squadra più forte. È bello vedere che si può recuperare e arrivare davanti anche dopo una partenza difficile”.
RESTA: “SCELTA CORRETTA QUELLA DI PORTARE IL NUOVO PACCHETTO IN MALESIA”
Si è molto discusso sul fatto che Mercedes abbia portato il nuovo sviluppo a Sepang. Anche se Resta ha spiegato l’atteggiamento di Mercedes in merito: “Credo sia stata giusta la scelta di introdurre il pacchetto in Malesia. Cerchiamo sempre di portare gli aggiornamenti il prima possibile per sfruttarli più a lungo”. Anche se il tracciato malese ha dimostrato variabili molto diverse dagli altr in calendario. “Purtroppo la Malesia è molto diversa dai circuiti abituali. Asfalto diverso, condizioni variabili: può fare caldissimo e poi piovere improvvisamente. Temperatura ambiente elevata e degrado degli pneumatici molto alto. È un circuito un po’ estremo rispetto alla media. Non sai se ciò che misuri lì si ripeterà altrove.
Nonostante in Malesia non sia andata molto bene, il team non nutriva particolari dubbi sulla bontà del nuovo pacchetto. “Siamo andati via convinti di essere competitivi, ma senza aver visto il progresso che le simulazioni prevedevano in quelle condizioni”. Da qui l’idea di effettuare delle comparazioni a Singapore. “Avevamo quindi un dubbio: il modo migliore per risolverlo è fare un test, il prima possibile. Abbiamo deciso di provarci già nella gara successiva, per capire il pacchetto e verificare se producesse ciò che ci aspettavamo. George si è reso disponibile: è un grande uomo squadra e pensa sempre al bene del team”.

COSA NON FUNZIONATO CON GLI AGGIORNAMENTI A SEPANG ED A SINGAPORE
Resta ha poi parlato dell’obiettivo voluto per il nuovo aggiornamento, sui punti in cui il team ha prevalentemente lavorato. “In prima approssimazione volevamo più prestazione e più carico aerodinamico, e abbiamo misurato più carico”. Dunque Mercedes ha raggiunto quanto voluto, anche se: “Ma non è una questione bianca o nera. Ci sono molte variabili. Il carico aggiuntivo potrebbe non essere presente allo stesso modo in tutte le condizioni operative della vettura, modificandone il bilanciamento”. Ed analizzando quanto osservato nel corso delle ultime due gare: “Inoltre Malesia e Singapore sono molto differenti per riscaldamento delle gomme, scivolamento, aderenza, carico richiesto e resistenza aerodinamica. È difficile confrontare misure raccolte su piste così diverse e trarne una conclusione netta. Sappiamo di avere più carico, ma ci sono aspetti da sistemare, soprattutto perché il bilanciamento è cambiato”.
Ed il problema relativo al bilanciamento potrebbe essere derivato anche da un’anomalia che in realtà dovrebbe presentarsi come positiva: “Un avantreno più incisivo, forse più di quanto previsto. Bisogna quindi ricentrare la finestra di funzionamento della macchina, e serve tempo. In un weekend Sprint il tempo è poco. Giri un po’, fai confronti e sei subito nella Sprint. Poi non puoi più intervenire sulla vettura, piove nella Sprint e arrivi alle qualifiche principali. È un weekend lungo sull’orologio, ma breve in termini di giri ed esperienza accumulata. Bisogna accelerare l’apprendimento”. Anche se le difficoltà del nuovo pacchetto derivano anche da una corpo vettura che genera molta resistenza aerodinamica, punto forte della configurazione introdotta in Canada.

Facendo poi il quadro complessivo della situazione in merito all’ultimo pacchetto, Resta ha affermato: “La prima cosa è che misuriamo più carico aerodinamico e un bilanciamento più spostato in avanti del previsto. L’avantreno ha dato più del previsto, ed è positivo. Dobbiamo ricentrare la finestra operativa, rivedere meccanicamente la macchina e correggere alcune caratteristiche emerse con il pacchetto”. Cosa non semplice visto che come sappiamo ogni tracciato offre dei compromessi diversi. E proprio in merito alla prossima gara negli States: “Dobbiamo anche adattarlo ad Austin, molto diversa da Singapore. Primo settore velocissimo, lungo rettilineo centrale dove conta la resistenza aerodinamica, poi curve medie e lente”.
Continuando poi la disamina in merito alle difficoltà che andranno affrontate in Texas: “Ci sarà un elevato surriscaldamento, degrado e usura degli pneumatici. Inoltre è una pista sconnessa, non particolarmente piatta, che tende a muoversi. Le esigenze sono molto diverse”. E sul lavoro che invece dovrà svolgere Mercedes per farsi trovare all’altezza della situazione: “Dobbiamo comprendere il pacchetto e ottimizzarlo in condizioni operative nuove. Sono problemi complessi in un ambiente che cambia rapidamente, dove esperienza e competenze della squadra fanno la differenza. È la parte entusiasmante del nostro lavoro”.
RESTA: “ALA MACARENA BOCCIATA DA NOI. ANCHE SE NON E’ UNA DECISIONE DEFINITIVA”
Infine il vicedirettore tecnico della scuderia di Brackley si è espresso anche sulla questione ‘ala macarena’, che il team non ha introdotto rispetto ad altre squadre. Anche se Resta ha affermato che Mercedes ha valutato questa soluzione, ritenendola non necessaria per i seguenti motivi. “Probabilmente dirò qualcosa che non avevamo ancora condiviso. Avevamo un’ala di questo tipo sui nostri tavoli da disegno più di un anno fa. Abbiamo studiato attentamente il concetto. Riduce chiaramente la resistenza aerodinamica, ma riduce anche il carico quando il sistema è aperto. All’epoca non ritenevamo che il compromesso complessivo giustificasse l’investimento nello sviluppo e nella produzione dei componenti”.

Anche se non è detto che la squadra non decida di cambiare in corso d’opera il concetto: “Non è però una decisione definitiva: potremmo riesaminarla. Restiamo umili, valutiamo ogni soluzione vista sugli altri e ci chiediamo se ci sia qualcosa di utile da adottare”.



